Onde d'urto: cosa sono e come funzionano sul corpo?
In breve. Le onde d'urto sono impulsi di pressione brevissimi e molto intensi che un apparecchio trasmette attraverso la pelle, fino a tendini, fasce e, in alcuni casi, osso. Non tagliano e non bucano: sono una terapia «extracorporea», cioè fatta dall'esterno. Si pensa che agiscano stimolando i tessuti a ripararsi e riducendo la percezione del dolore, ma il meccanismo preciso non è ancora del tutto chiarito. Servono soprattutto per alcune tendinopatie croniche e per la fascite plantare, di solito insieme agli esercizi, e non sono una cura per tutto.
A cura del team clinico Fisiosalaria: ortopedici, fisioterapisti e osteopati. Ultima modifica 27.10.2026.
Le onde d'urto(in inglese ESWT, extracorporeal shock wave therapy) sono onde acustiche ad altissima pressione e di durata brevissima. Immagina il «colpo» che senti nel petto vicino a una cassa durante un concerto, ma concentrato in un'area piccola e ripetuto centinaia o migliaia di volte. L'apparecchio appoggia una testina sulla pelle, con un po' di gel, e da lì le onde entrano nei tessuti.
Il nome può spaventare. In realtà, nell'uso ortopedico e fisioterapico, lo scopo non è rompere nulla: è dare ai tessuti uno stimolo meccanico che, secondo le ipotesi attuali, attiva la riparazione. Vediamo cosa sono, come funzionano e quando ha senso usarle.
Cosa sono, esattamente, le onde d'urto?
Un'onda d'urto è un'onda di pressione che sale in modo quasi istantaneo a un picco molto alto e poi scende rapidamente. Una rassegna del 2012 sul Journal of Orthopaedic Surgery and Research ricorda che le onde d'urto possono raggiungere picchi di pressione intorno ai 500 bar, circa mille volte più degli ultrasuoni usati in fisioterapia.
Questa energia viaggia bene attraverso l'acqua e i tessuti molli, che sono fatti in gran parte d'acqua. Rallenta e si «scarica» dove incontra strutture più dure o più dense, come un tendine ispessito, una calcificazione o l'osso.
Esistono tipi diversi?
Sì, due grandi famiglie:
- onde d'urto focali: l'energia converge in un punto a una profondità scelta, un po' come la luce raccolta da una lente;
- onde d'urto radiali: la pressione è massima sulla pelle e si allarga e si attenua man mano che scende in profondità.
Le differenze pratiche, e quando si preferisce l'una o l'altra, le trovi in Onde d'urto radiali o focali: che differenza c'è?
Come funzionano le onde d'urto sul corpo?
La risposta onesta è che il meccanismo preciso non è ancora noto: lo scrivono sia il NICE, l'ente britannico che valuta le procedure sanitarie, sia una revisione del 2022 sulla rivista PM&R. Ci sono però diverse ipotesi, sostenute da studi di laboratorio e sugli animali:
- meccanotrasduzione: le cellule «sentono» lo stimolo meccanico e lo trasformano in segnali chimici che avviano riparazione e produzione di collagene;
- nuovi vasi sanguigni(neovascolarizzazione): negli studi sugli animali aumentano i fattori che favoriscono la formazione di piccoli vasi, quindi più apporto di sangue al tendine;
- effetto sulle calcificazioni: le variazioni di pressione possono contribuire a frammentare i depositi di calcio nei tendini;
- effetto sul dolore: uno stimolo intenso e ripetuto può «iperstimolare» le terminazioni nervose e ridurre temporaneamente la sensibilità al dolore.
Se vuoi capire meglio perché uno stimolo meccanico possa aiutare un tendine, leggi Perché un colpo di onde d'urto può aiutare un tendine che fa male?
A cosa serve la terapia con onde d'urto?
Le onde d'urto si usano soprattutto per problemi cronici di tendini e fasce, cioè che durano da mesi e non sono migliorati con le cure di base. Le prove però non sono uguali per tutte le condizioni:
- prove più solide: tendinopatia calcifica della spalla e fascite plantare cronica;
- prove discrete, spesso insieme agli esercizi: dolore laterale dell'anca (trocanterite), tendine rotuleo, tendine d'Achille;
- prove scarse o contrastanti: epicondilite (gomito del tennista) e varie altre condizioni;
- prove limitate: artrosi e punti dolorosi nei muscoli.
Per il tendine d'Achille, per esempio, il NICE (2016) ha concluso che la sicurezza non preoccupa, ma che le prove di efficacia sono incoerenti: per questo raccomanda di usarle con particolare attenzione al consenso informato e alla raccolta dei risultati. La panoramica completa, condizione per condizione, è in Onde d'urto: per quali problemi funzionano davvero?
Un panel internazionale di esperti di medicina dello sport, in un consenso pubblicato nel 2025 sul British Journal of Sports Medicine, le considera un complemento, non un sostituto: tendini e fasce vanno trattati insieme agli esercizi di fisioterapia.
Cosa si sente durante una seduta?
Si sente una serie di colpetti rapidi, come un picchiettio, che può essere fastidioso o un po' doloroso proprio nel punto che fa già male. L'intensità si regola sulla tolleranza della persona. Il panel del 2025 suggerisce di non usare l'anestesia locale, e il NICE nota che l'anestesia potrebbe ridurre l'efficacia.
Dopo la seduta la zona può restare arrossata o indolenzita per qualche giorno. A volte compaiono piccoli lividi. Ne parliamo in Le onde d'urto fanno male? e in Più dolore dopo la fisioterapia o le onde d'urto: è normale?
Quante sedute servono?
Di solito si parla di un ciclo breve. Il consenso del 2025 indica come schema comune 3-5 sedute a distanza di 1-2 settimane l'una dall'altra, senza bisogno di stare a riposo dopo il trattamento di tendini e fasce. I risultati non sono immediati: spesso si valutano a distanza di settimane, perché la riparazione dei tessuti è lenta. I dettagli sono in Quante sedute di onde d'urto servono?
Ci sono casi in cui non si possono fare?
Sì. Le controindicazioni dipendono dal tipo di onde e dalla zona da trattare. Le più citate sono:
- gravidanza;
- tumore nella zona da trattare;
- infezione attiva nella zona;
- disturbi della coagulazione o terapia con anticoagulanti, che richiedono cautela e il parere del medico;
- cartilagini di crescita nella zona, nei ragazzi;
- trattamento sopra polmoni, grandi nervi o vasi;
- pacemaker o altri dispositivi impiantati, da valutare con il medico (vedi terapie fisiche e pacemaker);
- infiltrazione di cortisone recente nella stessa zona.
Nel dubbio decide il medico. L'elenco ragionato è in Quando non si possono fare le onde d'urto?
Quando farsi vedere subito
Le onde d'urto si usano per dolori cronici e già inquadrati. Prima di pensarci, fatti valutare da un medico se hai:
- dolore dopo un trauma importante o con impossibilità a caricare;
- uno «schiocco» improvviso al tendine con perdita di forza, per esempio al tendine d'Achille;
- febbre, zona calda, rossa e gonfia;
- dolore notturno costante o calo di peso inspiegato;
- polpaccio caldo e gonfio, che può far pensare a una trombosi.
Il parere del team Fisiosalaria
Vediamo spesso persone che chiedono le onde d'urto come se fossero una scorciatoia: poche sedute e il dolore sparisce. Nelle tendinopatie, però, il tendine guarisce quando torna a sopportare il carico, e questo lo insegna l'esercizio graduale. Le onde d'urto possono aiutare a ridurre il dolore e a dare uno stimolo in più, ma funzionano meglio dentro un percorso.
Da Fisiosalaria facciamo le onde d'urto radiali, sempre dopo una valutazione e insieme a un programma di esercizi. L'errore più comune è iniziarle senza una diagnosi chiara: un dolore al tallone o alla spalla può avere cause diverse, e non tutte rispondono a questa terapia.
Domande frequenti
Le onde d'urto sono pericolose?
Usate da personale formato e rispettando le controindicazioni, sono considerate sicure. Gli effetti più comuni sono dolore durante la seduta, arrossamento e lividi passeggeri.
Sono come la tecar o gli ultrasuoni?
No. Tecar e ultrasuoni lavorano soprattutto con calore o vibrazioni a bassa intensità, le onde d'urto con impulsi di pressione molto più alti. Il confronto è in Tecar o onde d'urto.
Funzionano subito?
A volte il dolore cala già dopo le prime sedute, ma il risultato si valuta di solito dopo alcune settimane dalla fine del ciclo.
Servono anche gli esercizi?
Sì, nella maggior parte dei casi. Le linee di consenso le considerano un complemento al lavoro di carico progressivo, non un sostituto.
Fonti
- Tenforde AS e coll., Best practices for extracorporeal shockwave therapy in musculoskeletal medicine, PM&R, 2022
- Rhim HC, Singh M e coll., Recommendations for use of extracorporeal shockwave therapy in sports medicine: an international modified Delphi study, British Journal of Sports Medicine, 2025
- NICE, Extracorporeal shockwave therapy for Achilles tendinopathy (IPG571), 2016
- NICE, Interventional procedure overview: extracorporeal shockwave therapy for calcific tendinopathy in the shoulder, descrizione della procedura
- Wang CJ, Extracorporeal shockwave therapy in musculoskeletal disorders, Journal of Orthopaedic Surgery and Research, 2012
Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una visita medica o una valutazione fisioterapica.
Immagine: Henry Gray, Anatomy of the Human Body (1918), pubblico dominio, via Wikimedia Commons.
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