Perché un colpo di onde d'urto può aiutare un tendine che fa male?

In breve. Un tendine che fa male da mesi spesso non è «infiammato» in senso classico: è un tendine che ha smesso di adattarsi bene al carico e si ripara male. Le onde d'urto gli danno uno stimolo meccanico forte e breve. Secondo gli studi di laboratorio, questo stimolo può attivare le cellule del tendine, favorire la formazione di nuovi piccoli vasi e di nuovo collagene e ridurre la sensibilità al dolore. Il meccanismo esatto però non è ancora dimostrato nell'uomo, e il tendine torna davvero forte solo se poi viene caricato con gli esercizi giusti.

A cura del team clinico Fisiosalaria: ortopedici, fisioterapisti e osteopati. Ultima modifica 27.10.2026.

Il tendine è la corda robusta che collega un muscolo all'osso: è fatto soprattutto di fibre di collagene messe in fila, come i fili di una corda. Quando lo sovraccarichiamo troppo e troppo in fretta (una stagione di corsa, un nuovo lavoro in palestra, mesi al computer con la spalla sotto sforzo) può sviluppare una tendinopatia: dolore, rigidità, a volte un ispessimento, con fibre meno ordinate.

Sembra strano che un «colpo» possa aiutare qualcosa che fa già male. Eppure il corpo risponde agli stimoli meccanici: è lo stesso principio per cui l'osso si rinforza camminando e il muscolo cresce sollevando pesi. Vediamo cosa sappiamo, e cosa ancora no.


Come agiscono le onde d'urto su un tendine?

Nessuno lo sa ancora con precisione: lo dichiarano sia il NICE (2016) sia una revisione del 2022 sulla rivista PM&R. Le ipotesi più studiate sono quattro:

  • meccanotrasduzione: le cellule trasformano lo stimolo meccanico in segnali chimici che avviano la riparazione;
  • più collagene: aumentano alcune sostanze che spingono le cellule a produrre nuove fibre;
  • nuovi vasi sanguigni: più sangue nella zona significa più nutrimento per riparare;
  • meno dolore: lo stimolo intenso «satura» le terminazioni nervose e ne riduce la sensibilità.

Probabilmente agiscono più meccanismi insieme, in proporzioni diverse a seconda del tessuto e della dose.


Cos'è la meccanotrasduzione, in parole semplici?

Meccanotrasduzione significa «tradurre una forza in un messaggio». Le cellule del tendine, i tenociti, hanno sensori sulla superficie che percepiscono quando vengono stirate o compresse. Quando ricevono uno stimolo, inviano segnali che dicono al tessuto di costruire, riparare o rimodellare.

È lo stesso linguaggio che usa l'esercizio. Quando fai un esercizio di carico lento per il tendine, per esempio salire e scendere sulle punte dei piedi per il tendine d'Achille, stai «parlando» ai tenociti. Le onde d'urto usano un tipo di stimolo diverso, molto breve e intenso. La revisione su PM&R nota che a energie moderate lo stimolo favorisce migrazione, crescita e specializzazione delle cellule, mentre energie troppo alte possono diventare dannose. Per questo la dose conta.


Le onde d'urto rigenerano davvero il tendine?

Negli animali ci sono segnali in questa direzione; nell'uomo la «rigenerazione» non è dimostrata in modo diretto. Una rassegna del 2012 sul Journal of Orthopaedic Surgery and Research riassume gli studi sul tendine d'Achille del coniglio: dopo le onde d'urto aumentano nella prima settimana alcune molecole legate alla crescita dei vasi, e nelle settimane successive crescono nuovi vasi e cellule in attività. L'autore conclude che un migliore apporto di sangue e la riparazione dei tessuti potrebbero spiegare l'effetto.

Una frase di quella rassegna è utile da ricordare: nell'uso ortopedico le onde d'urto non servono a distruggere il tessuto, ma a provocare una risposta che porta alla riparazione. È la grande differenza rispetto alle onde usate per frantumare i calcoli renali, di cui parliamo in Le onde d'urto nascono per i calcoli renali: è la stessa terapia?


Cos'è la neovascolarizzazione e perché conta?

Neovascolarizzazione vuol dire formazione di nuovi piccoli vasi sanguigni. I tendini ricevono poco sangue rispetto ai muscoli, ed è uno dei motivi per cui guariscono lentamente. Negli studi animali le onde d'urto aumentano i fattori che stimolano la crescita dei vasi, come il VEGF.

Più vasi, in teoria, significano più ossigeno e più «materiali da costruzione» per il tendine. È un'ipotesi ragionevole, ma va presa con prudenza: quello che succede nel coniglio non si trasferisce automaticamente nella spalla o nel tallone di una persona.


Perché il dolore a volte cala già dopo le prime sedute?

Probabilmente per un effetto diretto sui nervi del dolore, più che per una riparazione già avvenuta. La revisione su PM&R cita due meccanismi: l' analgesia da iperstimolazione, cioè uno stimolo forte che riduce temporaneamente la sensibilità, e il cosiddetto «cancello del dolore», per cui stimoli meccanici intensi ostacolano il passaggio dei segnali dolorosi verso il cervello.

Questo è utile, ma ha un rischio: sentire meno dolore non significa che il tendine sia già più forte. Se nei giorni dopo la seduta riprendi subito a correre o a sollevare pesi come prima, il problema può tornare. Cosa fare dopo è spiegato in Dopo le onde d'urto posso fare sport, mettere ghiaccio o prendere antinfiammatori?


E con le calcificazioni cosa succede?

Nella tendinopatia calcifica della spalla, dentro il tendine si forma un deposito di calcio. Il NICE descrive le onde d'urto come impulsi che creano variazioni di pressione capaci di contribuire a frammentare questi depositi. Il riassorbimento poi lo fa il corpo, nel tempo. È una delle condizioni con le prove più solide, ma non tutte le calcificazioni rispondono allo stesso modo: ne parliamo in Ho una calcificazione alla spalla: le onde d'urto la sciolgono?


Allora perché servono anche gli esercizi?

Perché un tendine si adatta a ciò che gli chiedi di fare. Le onde d'urto possono abbassare il dolore e dare una spinta biologica, ma la resistenza al carico si costruisce con il carico. Il consenso internazionale di esperti pubblicato nel 2025 sul British Journal of Sports Medicine raccomanda di trattare tendini e fasce insieme con esercizi di fisioterapia e onde d'urto. Per il tendine d'Achille, gli studi valutati dal NICE mostrano che la combinazione onde d'urto più esercizi è andata meglio dei soli esercizi.

Approfondisci in Le onde d'urto da sole bastano o servono anche gli esercizi? e, per il tallone, in tendinopatia del tendine d'Achille.


Quando farsi vedere subito

  • Uno schiocco improvviso con dolore acuto e perdita di forza: può essere una rottura del tendine. Il NICE riporta rari casi di rottura del tendine d'Achille nelle settimane dopo il trattamento, legati a cadute; la revisione su PM&R ne cita due in donne oltre i 60 anni dopo onde focali.
  • Zona calda, rossa, gonfia con febbre.
  • Polpaccio caldo, gonfio e dolente.
  • Formicolio o debolezza che non passano nei giorni dopo la seduta.

Il parere del team Fisiosalaria

Ai nostri pazienti lo spieghiamo così: le onde d'urto sono una «sveglia» per un tendine che si è addormentato in un ciclo di riparazione inefficace. La sveglia serve, ma poi bisogna alzarsi e camminare, cioè caricare il tendine in modo graduale. L'errore più comune è affidarsi solo all'apparecchio e restare fermi, o al contrario approfittare del dolore più basso per tornare subito ai carichi di prima.

Da Fisiosalaria facciamo le onde d'urto radiali dopo una valutazione e sempre insieme a un programma di esercizi costruito sul tendine e sulla persona.


Domande frequenti

Le onde d'urto creano una piccola infiammazione voluta?

È un'idea diffusa, ma le ipotesi principali riguardano la stimolazione delle cellule, dei vasi e dei nervi. La revisione su PM&R cita anzi tra gli effetti proposti una riduzione dell'infiammazione.

Perché a volte si sconsigliano gli antinfiammatori durante il ciclo?

Il consenso di esperti del 2025 suggerisce di evitarli durante il ciclo di onde d'urto. Ogni scelta sui farmaci va concordata con il medico.

Funzionano su un tendine rotto?

No: una rottura completa è un'altra situazione, che va valutata dall'ortopedico. Sulle lesioni parziali di alto grado gli esperti non hanno raggiunto un accordo.

Fonti

Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una visita medica o una valutazione fisioterapica.

Immagine: Henry Gray, Anatomy of the Human Body (1918), pubblico dominio, via Wikimedia Commons.

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