Onde d'urto: per quali problemi funzionano davvero?

In breve. Le onde d'urto sono impulsi meccanici trasmessi attraverso la pelle con una sonda. Si usano soprattutto per tendini e inserzioni che fanno male da mesi: fascite plantare, tendinopatia dell'Achille, dolore laterale dell'anca, epicondilite, tendinopatia calcifica della spalla. Le prove sono incoraggianti per alcuni di questi problemi, ma non uniformi: non funzionano per tutti e non sono una prima scelta. Un ciclo comprende in genere poche sedute, la seduta può dare fastidio e il risultato si valuta dopo settimane.

A cura del team clinico Fisiosalaria: ortopedici, fisioterapisti e osteopati. Ultima modifica 22.10.2026.

La terapia con onde d'urto(in sigla ESWT, dall'inglese extracorporeal shockwave therapy) usa impulsi acustici ad alta energia, applicati sulla zona dolente con una sonda e un gel. Esistono onde focalizzate, che concentrano l'energia in profondità, e onde radiali, che si disperdono più in superficie. Si pensa che agiscano stimolando i processi di riparazione del tessuto e modificando la percezione del dolore.

Sono diventate molto popolari, e spesso vengono proposte per quasi ogni dolore. Vediamo dove hanno senso e dove no, con quello che dicono gli studi.

A cosa servono le onde d'urto?

Servono soprattutto per le tendinopatie croniche, cioè tendini doloranti da tempo che non sono migliorati con le cure di base. I problemi per cui sono più studiate sono:

  • fascite plantare che dura da mesi: vedi Onde d'urto per la fascite plantare;
  • tendinopatia dell'Achille;
  • dolore laterale dell'anca(la cosiddetta trocanterite);
  • epicondilite, il gomito del tennista;
  • tendinopatia calcifica della spalla, con depositi di calcio nel tendine.

Non sono indicate per dolori generici, contratture o problemi della colonna, dove le prove mancano.

Funzionano davvero?

Funzionano in una parte dei casi, ma le prove sono meno solide di quanto la pubblicità lasci pensare. Il NICE, l'ente britannico che valuta le terapie, considera le onde d'urto sicure per fascite plantare e tendinopatia dell'Achille, ma giudica le prove di efficacia incoerenti. Per questo raccomanda di informare bene i pazienti che il risultato è incerto.

Per la spalla, una revisione Cochrane del 2020 ha concluso che le onde d'urto probabilmente non danno un beneficio importante su dolore e funzione rispetto a un trattamento finto, anche in presenza di calcificazioni. Altri studi riportano risultati migliori sulla tendinopatia calcifica. Il quadro, insomma, è misto: approfondisci in Tendinopatia calcifica che non migliora.

Quando aiutano, aiutano di più dentro un programma che comprende esercizio di carico progressivo e gestione delle attività. Da sole, raramente bastano.

Quante sedute di onde d'urto servono?

Un ciclo comprende di solito poche sedute, spesso da tre a cinque, a distanza di circa una settimana l'una dall'altra. Il numero esatto dipende dal problema, dall'apparecchio e dal protocollo, e la revisione Cochrane non ha potuto indicare una dose ideale.

Il punto più importante è il tempo: il beneficio, quando arriva, si costruisce nelle settimane successive al ciclo. Per questo il risultato si giudica a distanza di qualche mese, non dopo la prima seduta. Se dopo un ciclo completo e un tempo adeguato non è cambiato nulla, ripetere all'infinito non ha senso: meglio rivalutare.

Le onde d'urto fanno male?

Sì, possono dare fastidio o dolore durante la seduta, soprattutto le onde focalizzate e sulle zone più sensibili come il tallone. L'intensità si regola in base alla tolleranza.

Nei giorni successivi sono frequenti indolenzimento, arrossamento e a volte piccoli lividi. La revisione Cochrane descrive questi effetti come in genere lievi e di breve durata. Se il dolore dopo la seduta aumenta molto o non passa, leggi Più dolore dopo la fisioterapia o le onde d'urto: è normale?

Ci sono controindicazioni?

Sì. In genere le onde d'urto si evitano o si usano con molta cautela in caso di:

  • gravidanza;
  • disturbi della coagulazione o terapia anticoagulante;
  • tumori o infezioni nella zona da trattare;
  • cartilagini di accrescimento ancora aperte nei ragazzi, nella zona trattata;
  • zone vicine a polmoni, grandi vasi o nervi importanti.

Va segnalata anche un'eventuale infiltrazione recente nello stesso punto. La decisione spetta al medico o al professionista che valuta il caso.

Onde d'urto o altre opzioni?

Le onde d'urto non sostituiscono le cure di base. Per una tendinopatia il percorso di solito segue questo ordine:

  1. Gestione dei carichi: ridurre ciò che peggiora, senza fermarsi del tutto.
  2. Esercizio progressivo per il tendine, per almeno alcuni mesi.
  3. Se dopo un periodo adeguato il dolore resta, si discutono con lo specialista le opzioni come onde d'urto o infiltrazioni.

Per il gomito trovi un confronto in Epicondilite resistente: infiltrazioni, onde d'urto o intervento?

Il parere del team Fisiosalaria

Vediamo spesso persone che hanno fatto diversi cicli di onde d'urto senza aver mai lavorato sul carico del tendine. È l'errore più comune: affidare tutto alla macchina. Le onde d'urto possono essere un buon aiuto nelle tendinopatie che non passano, ma funzionano meglio quando il tendine viene anche rinforzato con esercizi mirati.

Prima di iniziare conviene avere una diagnosi chiara: non tutti i dolori al tallone o alla spalla sono tendinopatie. Se il dolore dura da mesi, una valutazione aiuta a capire se le onde d'urto hanno senso nel tuo caso e cosa affiancarvi.

Domande frequenti

Dopo le onde d'urto posso fare sport?

Di solito si sconsigliano sforzi intensi sulla zona trattata nei giorni subito dopo la seduta, poi si riprende in modo graduale. Per la corsa con fascite plantare leggi Dopo le onde d'urto per fascite: quando correre.

Servono l'anestesia o i farmaci?

Di solito no. Se servono antidolorifici dopo la seduta, si usano su indicazione del medico.

Si possono fare sulla schiena?

Per il mal di schiena comune le prove sono scarse e non sono un trattamento di riferimento.

Radiali o focalizzate: quali sono meglio?

Non c'è una risposta valida per tutti: dipende dalla profondità del tessuto e dal problema. Le prove dirette di confronto sono limitate.

Fonti

Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una visita medica o una valutazione fisioterapica.

Immagine: Arek Adeoye su Unsplash.

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