Onde d'urto radiali o focali: che differenza c'è?
In breve. Le onde d'urto focali concentrano l'energia in un punto a una certa profondità, come una lente che raccoglie la luce. Le radiali invece hanno la pressione massima sulla pelle e si disperdono man mano che scendono, quindi lavorano in modo più superficiale e su un'area più ampia. Per molti problemi di tendini e fasce si usano entrambe, spesso a energia bassa o media e insieme agli esercizi. Per i problemi dell'osso, come certe fratture da stress, gli esperti preferiscono le focali ad alta energia.
A cura del team clinico Fisiosalaria: ortopedici, fisioterapisti e osteopati. Ultima modifica 27.10.2026.
Quando si parla di onde d'urto si intendono in realtà due tecnologie diverse, che hanno in comune l'idea di trasmettere impulsi di pressione dalla pelle ai tessuti. Cambiano il modo in cui l'energia viene prodotta, dove si concentra e quanto in profondità arriva.
Capire la differenza aiuta a leggere un preventivo, una prescrizione o un articolo senza confondersi. Non serve diventare fisici: bastano un paio di immagini.
Che differenza c'è tra onde d'urto radiali e focali?
La differenza principale è dove si concentra l'energia. Il NICE, l'ente britannico che valuta le procedure sanitarie, lo spiega così: nelle onde focali l'energia converge a una profondità scelta nei tessuti; nelle radiali la pressione massima è sulla superficie della pelle e diminuisce scendendo.
- Focali: pensa a una lente d'ingrandimento sotto il sole. L'energia parte larga e si raccoglie in una piccola zona, il «fuoco», anche a qualche centimetro sotto la pelle.
- Radiali: pensa al sasso lanciato nello stagno. L'onda è più forte dove il sasso tocca l'acqua e si allarga perdendo forza.
Una revisione del 2022 sulla rivista PM&R aggiunge che le onde radiali viaggiano più lentamente e raggiungono picchi di pressione più bassi. Per questo alcuni autori preferiscono chiamarle onde di pressione radiali, e non vere onde d'urto in senso fisico.
Come vengono prodotte?
Le onde focali si ottengono con generatori di tre tipi: elettroidraulici(una scintilla in acqua), elettromagnetici(una membrana spinta da un campo magnetico) e piezoelettrici(tanti piccoli cristalli che vibrano insieme). In tutti i casi l'onda viene «puntata» verso il fuoco.
Nelle onde radiali, invece, l'impulso parte dalla testina appoggiata sulla pelle, dove la pressione è massima, e da lì si propaga a ventaglio. Per chi riceve il trattamento, la differenza si sente soprattutto nella sensazione: le radiali danno un picchiettio più diffuso, le focali un colpo più preciso in un punto.
Quale arriva più in profondità?
Le focali. La revisione su PM&R sottolinea che le focali possono avere effetti più lontano dal punto in cui si appoggia la testina, mentre le radiali agiscono in modo più superficiale. In pratica:
- un tendine vicino alla pelle, come il tendine d'Achille o il tendine rotuleo, è raggiungibile bene da entrambe;
- strutture più profonde, o l'osso, si raggiungono meglio con le focali;
- le radiali coprono un'area più ampia, utile quando il dolore è diffuso su una zona.
Più profondità non vuol dire automaticamente più efficacia. Conta che l'energia arrivi dove c'è il problema, con la dose adatta.
Quando si usano le onde d'urto focali?
Nel 2025 un panel internazionale di esperti di medicina dello sport ha pubblicato sul British Journal of Sports Medicine un documento di consenso con indicazioni pratiche. Alcuni punti chiave:
- per i problemi dell' osso, come fratture da stress o fratture che faticano a saldarsi, gli esperti raccomandano le focali ad alta energia; la maggior parte del panel (circa il 65%) non consiglierebbe le radiali per l'osso;
- per tendini e fasce sono preferite energie basse o medie e, dove disponibili, un uso combinato di radiali e focali;
- le focali non vanno usate sopra il polmone.
Lo stesso panel suggerisce di non usare «onde d'urto» come termine generico, ma di dire sempre quale tipo è stato usato. È un consiglio utile anche per te: quando leggi uno studio o un preventivo, chiedi se si tratta di radiali o focali.
Le radiali sono meno efficaci delle focali?
Non si può dire in generale. Dipende dal problema, dalla profondità della struttura e dalla dose. Per molte tendinopatie superficiali e per la fascite plantare le radiali sono ampiamente usate, e gli esperti le considerano una scelta valida a energia bassa o media.
Quello che conta di più, nella pratica, è altro:
- una diagnosi corretta: non tutti i dolori di tendine rispondono alle onde d'urto;
- la dose giusta e un numero di sedute ragionevole;
- il programma di esercizi che accompagna il trattamento.
Quali problemi rispondono meglio lo spieghiamo in Onde d'urto: per quali problemi funzionano davvero? e, per il tallone, in Onde d'urto per la fascite plantare.
Le controindicazioni sono le stesse?
In buona parte sì, ma con le focali, che concentrano più energia in profondità, alcune cautele pesano di più. Il consenso del 2025 indica un tumore attivo vicino alla zona come controindicazione assoluta per entrambe, e il divieto delle focali sopra il polmone. Altre situazioni, come gravidanza, infezioni, grandi nervi, cartilagini di crescita e pacemaker, richiedono valutazione caso per caso: nel dubbio decide il medico. Trovi l'elenco in Quando non si possono fare le onde d'urto? e, per i dispositivi cardiaci, in terapie fisiche e pacemaker.
Fanno più male le focali o le radiali?
Dipende soprattutto dall'energia, non solo dal tipo. Le focali danno una sensazione più puntiforme e intensa nel punto del fuoco; le radiali un fastidio più diffuso in superficie. Il NICE ricorda che le onde ad alta energia possono essere dolorose, tanto che a volte si usa l'anestesia locale, che però potrebbe ridurne l'effetto. Con le energie basse in genere non serve.
Il parere del team Fisiosalaria
Spesso le persone arrivano convinte che «le focali sono quelle vere» e le radiali una versione di serie B. È un'idea troppo semplice: sono strumenti diversi, adatti a situazioni diverse, e per molti tendini superficiali la scelta della dose e del percorso conta più della tecnologia. All'opposto, per un problema dell'osso le focali hanno un ruolo che le radiali non coprono.
Da Fisiosalaria usiamo le onde d'urto radiali, dopo una valutazione e dentro un programma di esercizi. Se il problema richiede altro, lo diciamo con chiarezza e indichiamo la strada.
Domande frequenti
Le radiali sono vere onde d'urto?
Dal punto di vista fisico non proprio: hanno picchi di pressione più bassi e viaggiano più lente, per questo alcuni le chiamano onde di pressione radiali. Nell'uso comune però si chiamano onde d'urto radiali.
Per una calcificazione alla spalla servono le focali?
Non necessariamente: la scelta dipende da sede e dimensioni del deposito e dalla valutazione clinica. Ne parliamo in Ho una calcificazione alla spalla: le onde d'urto la sciolgono?
Si possono combinare?
Sì. Per i tendini gli esperti suggeriscono, dove possibile, un approccio combinato radiale e focale.
Fonti
- NICE, Interventional procedure overview: extracorporeal shockwave therapy for calcific tendinopathy in the shoulder, descrizione della procedura
- Tenforde AS e coll., Best practices for extracorporeal shockwave therapy in musculoskeletal medicine, PM&R, 2022
- Rhim HC, Singh M e coll., Recommendations for use of extracorporeal shockwave therapy in sports medicine: an international modified Delphi study, British Journal of Sports Medicine, 2025
- NICE, Extracorporeal shockwave therapy for Achilles tendinopathy (IPG571), 2016
Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una visita medica o una valutazione fisioterapica.
Immagine: Vitaly Gariev su Unsplash.
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