La tecar scalda dentro: cosa succede ai muscoli e ai tendini?

In breve. Sì, la tecar scalda anche sotto la pelle, ma in modo moderato: gli studi parlano di una lieve ipertermia, cioè un piccolo aumento di temperatura nei tessuti. Questo calore fa arrivare più sangue nella zona, rilassa i muscoli e può ridurre il dolore e la rigidità per un certo tempo. Le misure su cadavere mostrano che la modalità resistiva ad alta potenza è quella che porta più calore in profondità, fino a tendini e capsule articolari. Non ci sono invece prove solide che la tecar «rigeneri» i tessuti da sola: il cambiamento duraturo viene dal movimento e dall'esercizio.

A cura del team clinico Fisiosalaria: ortopedici, fisioterapisti e osteopati. Ultima modifica 26.10.2026.

La tecar è una terapia che fa passare nel corpo una corrente a radiofrequenza: attraversando i tessuti, una parte di questa energia diventa calore. A differenza di una borsa dell'acqua calda, che scalda la pelle da fuori, la tecar produce calore lungo il percorso della corrente, quindi anche sotto la superficie.

Si sente spesso dire che la tecar «scalda in profondità», «riattiva la circolazione» o «accelera la guarigione». In questo articolo vediamo cosa è stato misurato davvero, cosa succede a muscoli e tendini e dove finiscono i dati e iniziano le promesse. Per le basi leggi Tecarterapia: cos'è e come funziona davvero?

La tecar scalda davvero in profondità?

Sì, ma con limiti precisi. Il modo più diretto per saperlo è inserire sonde di temperatura nei tessuti, cosa che si può fare solo su cadavere. Due gruppi di studi di questo tipo danno indicazioni utili:

  • sulla spalla, tutti i trattamenti hanno aumentato la temperatura sia in superficie sia nel tendine del sovraspinato e nella capsula; la modalità resistiva ad alta potenza ha dato gli aumenti maggiori;
  • sull' arto inferiore, con sonde nel tendine d'Achille, nella capsula del ginocchio e nel quadricipite, l'alta potenza resistiva ha prodotto il maggiore aumento di temperatura nelle strutture profonde, mentre a bassa potenza l'effetto termico era minimo.

Gli stessi autori ricordano che i risultati su cadavere non si trasferiscono direttamente alle persone: nel corpo vivo, per esempio, il sangue circola e porta via parte del calore. Questi dati dicono che il calore arriva in profondità, non quanto sia utile per una persona con dolore. Per capire perché la modalità conta, vedi tecar capacitiva e resistiva.

Cos'è l'ipertermia della tecar?

L' ipertermia è un aumento della temperatura dei tessuti sopra il normale. Con la tecar si parla di ipertermia lieve. In uno studio su adulti sani, gli autori scrivono che con i parametri usati si ottiene al massimo una «ipertermia lieve», non un riscaldamento intenso.

Lo stesso studio ha osservato che:

  • entrambe le modalità hanno aumentato la temperatura della pelle e l'hanno mantenuta alta per tutti i 45 minuti di osservazione;
  • con la modalità resistiva il calore è rimasto più a lungo: dopo 45 minuti era ancora presente circa metà dell'aumento, contro meno di un quinto con la capacitiva;
  • la temperatura profonda non è stata misurata: gli autori pensano che il riscaldamento profondo ci sia stato, ma non possono confermarlo.

In pratica, la tecar non «cuoce» i tessuti: produce un riscaldamento moderato, che può arrivare anche in punti che un impacco caldo non raggiunge.

La tecar migliora la circolazione?

Sì, nel breve periodo aumenta il flusso di sangue nella zona trattata. In uno studio controllato su 45 persone con artrosi di ginocchio, 15 minuti di tecar a 448 kHz hanno aumentato in modo significativo:

  • la temperatura e il flusso di sangue della pelle, che restavano alti anche 20 minuti dopo;
  • il volume e l'intensità del flusso di sangue profondo, misurati con l'ecografia doppler.

Rispetto al finto trattamento e al gruppo senza terapia, invece, non sono cambiati la velocità del sangue, la temperatura generale del corpo, la pressione e il battito. Quindi l'effetto è locale: si scalda e si irrora la zona trattata, non tutto il corpo. Chi ha problemi di vene o trombosi deve però parlarne prima: vedi tecar, vene varicose e trombosi.

Cosa succede ai muscoli durante la tecar?

Nei muscoli il calore e il sangue in più favoriscono il rilassamento. È lo stesso principio per cui un bagno caldo scioglie la tensione dopo una giornata pesante. Cleveland Clinic ricorda che il calore aumenta il flusso di sangue, rilassa i muscoli tesi e può aiutare un'articolazione rigida a muoversi meglio.

Per un muscolo questo si traduce spesso in:

  • meno tensione e meno dolore alla pressione;
  • più facilità a muoversi e ad allungarsi subito dopo;
  • una finestra utile per fare esercizi di mobilità o rinforzo con meno fastidio.

Il beneficio però è temporaneo: se la causa della tensione resta, come ore alla scrivania o un carico eccessivo in palestra, la tensione torna. Vedi anche tecar e contrattura.

E ai tendini?

Nei tendini il calore arriva meglio con la modalità resistiva, come mostrano gli studi su cadavere. Il tendine è un tessuto poco irrorato e il calore può renderlo per un po' meno rigido e meno dolente. Questo può aiutare a sopportare meglio gli esercizi.

Bisogna però essere chiari: non ci sono prove solide che la tecar ripari da sola un tendine. Le tendinopatie, cioè i problemi da sovraccarico dei tendini, migliorano soprattutto con un carico graduale e ben dosato, cioè esercizi che rendono il tendine di nuovo capace di lavorare. La tecar può accompagnare questo percorso, non sostituirlo. Esempi in tecar e tendinite di spalla e tecar ed epicondilite.

Il calore è sempre una buona idea?

No. Il calore non è adatto in ogni fase e in ogni persona. Cleveland Clinic spiega che per una lesione fresca, con gonfiore e infiammazione, di solito è meglio il freddo e che il calore può far sentire peggio all'inizio. Per una distorsione o uno stiramento, il calore si usa quando l'infiammazione si è calmata.

Per questo, nelle prime fasi dopo un trauma, il professionista evita il calore o lavora a bassa potenza. E per lo stesso motivo il calore va evitato o valutato con prudenza in caso di infezione, febbre, tumori nella zona, trombosi, pelle lesa o sensibilità ridotta. L'elenco è in controindicazioni della tecar.

Quando farsi vedere subito

  • Bruciore forte durante la seduta o vesciche dopo: segnalalo subito.
  • Zona trattata che diventa più gonfia, calda e rossa nei giorni successivi.
  • Polpaccio caldo, gonfio e dolente: può essere una trombosi.
  • Febbre, dolore notturno costante o calo di peso inspiegato.
  • Rossore e calore su una cicatrice chirurgica recente.

Il parere del team Fisiosalaria

Nella nostra esperienza il calore profondo della tecar è utile soprattutto come «apriporta»: abbassa la tensione e il dolore quanto basta per lavorare meglio subito dopo. L'errore più comune è pensare che più calore e più sedute significhino guarire prima. Il tessuto cambia davvero quando viene caricato in modo graduale e regolare.

L'ortopedico chiarisce quale struttura è coinvolta, il fisioterapista dosa il calore e gli esercizi, l'osteopata lavora sulla mobilità. Se il dolore dura da più di qualche settimana, una valutazione aiuta a capire da dove viene e da dove ripartire.

Domande frequenti

Quanto dura l'effetto del calore della tecar?

Negli studi l'aumento di temperatura e di flusso di sangue resta per decine di minuti dopo il trattamento, più a lungo con la modalità resistiva. Il sollievo sul dolore può durare di più, ma varia da persona a persona.

La tecar brucia i grassi o fa dimagrire?

No. In ambito riabilitativo la tecar serve a gestire dolore e rigidità; non ci sono prove che faccia dimagrire.

Posso fare sport subito dopo la tecar?

Spesso si fanno esercizi subito dopo, ma uno sforzo intenso va concordato con il fisioterapista: vedi cosa fare dopo la tecar.

Perché a volte dopo la seduta il dolore aumenta un po'?

Può succedere per qualche ora, soprattutto se la zona era molto sensibile. Se dura o peggiora va segnalato: vedi dolore dopo una seduta di tecar.

Fonti

Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una visita medica o una valutazione fisioterapica.

Immagine: Henry Gray, Anatomy of the Human Body (1918), pubblico dominio, via Wikimedia Commons.

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