Tecar capacitiva e resistiva: che differenza c'è?
In breve. La tecar ha due modalità. Nella capacitiva l'elettrodo è rivestito da uno strato isolante e il calore si concentra di più vicino alla superficie e nei tessuti morbidi, come i muscoli. Nella resistiva l'elettrodo è di metallo scoperto, la corrente attraversa i tessuti in modo più diretto e raggiunge meglio le strutture più dure e profonde, come tendini, capsule articolari e zone vicino all'osso. Gli studi di laboratorio confermano che la resistiva ad alta potenza scalda di più in profondità. Spesso, in una stessa seduta, il fisioterapista le alterna in base alla zona e al problema.
A cura del team clinico Fisiosalaria: ortopedici, fisioterapisti e osteopati. Ultima modifica 26.10.2026.
La tecar è una terapia fisica che usa una corrente a radiofrequenza per produrre calore nei tessuti. Il nome stesso, trasferimento energetico capacitivo e resistivo, dice che l'apparecchio può lavorare in due modi diversi. Cambiano l'elettrodo usato, il percorso della corrente e quindi i tessuti che si scaldano di più.
Chi fa la tecar spesso vede il fisioterapista cambiare manipolo a metà seduta e si chiede perché. Qui spieghiamo la differenza in modo semplice e diciamo anche cosa è stato misurato davvero e cosa è solo teoria. Se parti da zero, leggi prima Tecarterapia: cos'è e come funziona davvero?
Che differenza c'è tra tecar capacitiva e resistiva?
La differenza sta nell'elettrodo e nel modo in cui la corrente entra nel corpo. In entrambi i casi c'è una piastra di ritorno, una placca metallica appoggiata su un'altra parte del corpo che chiude il circuito.
- Capacitiva: l'elettrodo ha un rivestimento isolante. Funziona come le due facce di un condensatore: l'energia si accumula soprattutto nei tessuti vicini all'elettrodo, quelli più superficiali e ricchi d'acqua.
- Resistiva: l'elettrodo è di metallo nudo. La corrente passa direttamente nei tessuti e si trasforma in calore soprattutto dove incontra più resistenza, cioè nei tessuti più compatti e poveri d'acqua, come tendini, legamenti, capsule e strati vicini all'osso.
Un'immagine aiuta: la capacitiva è come scaldare una stanza dal pavimento, la resistiva è come far passare il calore lungo i tubi che la attraversano. Entrambe scaldano, ma in punti diversi.
La tecar capacitiva serve per i muscoli?
Sì, è la modalità che di solito si sceglie per muscoli e tessuti molli. I muscoli contengono molta acqua e conducono bene la corrente: per questo la spiegazione classica dice che la capacitiva lavora soprattutto su di loro. Si usa spesso per:
- contratture e muscoli tesi, per esempio di collo e zona lombare;
- dolori muscolari da sovraccarico;
- preparare i tessuti prima di esercizi di mobilità o di allungamento;
- zone con gonfiore, quando il calore è indicato.
Gli studi però suggeriscono di essere precisi. In uno studio su adulti sani, la modalità capacitiva ha scaldato molto la pelle, ma il calore si è disperso in fretta dopo la fine del trattamento. Gli autori lo spiegano con una penetrazione più superficiale. In pratica la capacitiva è ottima per scaldare in superficie e nei tessuti morbidi vicini, meno per raggiungere strutture profonde. Per le contratture vedi anche tecar e contrattura muscolare.
Quando si usa la tecar resistiva?
La resistiva si usa quando il problema riguarda strutture più dure o più profonde. Esempi tipici:
- tendini doloranti, come quelli della spalla, del gomito o il tendine d'Achille;
- articolazioni rigide o con artrosi, come ginocchio e anca;
- legamenti in fase di recupero dopo una distorsione;
- zone vicine all'osso, per esempio intorno a una vecchia frattura già guarita.
Su questo punto i dati di laboratorio sono più solidi. Su spalle di cadavere, la resistiva ad alta potenza ha prodotto gli aumenti di temperatura maggiori, sia in superficie sia nel tendine del sovraspinato, mentre la capacitiva a bassa potenza ha dato gli aumenti minori. Studi simili sull'arto inferiore, presentati nel 2023, indicano che la resistiva ad alta potenza produce il maggior aumento di temperatura nelle strutture profonde come tendine d'Achille e capsula del ginocchio, mentre la capacitiva scalda di più la superficie. Nello studio su adulti sani, il calore della resistiva restava più a lungo dopo il trattamento.
Alta o bassa potenza: cosa cambia?
Oltre alla modalità conta molto la potenza, cioè quanta energia si trasmette. Gli studi su cadavere distinguono:
- bassa potenza: effetto termico minimo, ma passaggio di corrente misurabile. Si usa spesso nelle fasi in cui il calore non è indicato, per esempio subito dopo un trauma;
- alta potenza: aumento della temperatura e del flusso di corrente, più marcato con la resistiva.
Va detto con onestà: i benefici della bassa potenza senza calore sono un'ipotesi ancora poco studiata nelle persone. Quello che sappiamo con più sicurezza riguarda il calore. Per questo nelle prime fasi di una distorsione o di uno strappo il professionista valuta con attenzione se e come usare la tecar: vedi tecar e distorsione di caviglia e tecar e strappo muscolare.
Una delle due modalità funziona meglio dell'altra?
No, non esiste una modalità migliore in assoluto: sono strumenti diversi per obiettivi diversi. Gli studi clinici sulla tecar usano quasi sempre una combinazione delle due, e le revisioni sistematiche non permettono di dire quale funzioni di più su un problema preciso.
Nella pratica il fisioterapista sceglie in base a:
- quale tessuto pensa sia coinvolto, dopo la valutazione;
- quanto è profondo, per esempio un muscolo superficiale del collo o la capsula dell'anca;
- la fase del problema, acuta o cronica;
- come risponde la persona, perché la sensibilità al calore varia molto.
Per questo è normale che in una stessa seduta si alternino: prima la capacitiva per preparare i tessuti superficiali, poi la resistiva sul punto più profondo, o viceversa.
Le due modalità hanno controindicazioni diverse?
Le controindicazioni principali valgono per entrambe: pacemaker e dispositivi impiantati, gravidanza per la zona di addome e bacino, tumori nella zona, trombosi, infezioni, pelle lesa o sensibilità ridotta. Con i metalli nella zona, come placche o protesi, la scelta della modalità e della potenza diventa più delicata, perché il metallo conduce la corrente in modo diverso dai tessuti. In questi casi decide il clinico, caso per caso: vedi tecar con protesi o metallo e controindicazioni della tecar.
Quando farsi vedere subito
- Bruciore intenso o dolore durante la seduta: va detto subito, la seduta si interrompe o si regola.
- Vesciche o arrossamento che dura molte ore dopo il trattamento.
- Polpaccio caldo, gonfio e dolente: può essere una trombosi e va valutato dal medico prima di qualsiasi terapia.
- Febbre, dolore notturno costante, calo di peso inspiegato.
- Perdita di forza progressiva o formicolii che si estendono.
Il parere del team Fisiosalaria
Nella nostra esperienza la domanda «capacitiva o resistiva?» conta meno di un'altra: «quale tessuto sta facendo male, e perché?». Se il dolore viene da un tendine sovraccaricato, nessuna modalità sostituisce un programma di carico graduale; se viene da un muscolo teso per la postura di lavoro, servono anche movimento e pause. L'errore più comune è pensare che più calore significhi più guarigione.
L'ortopedico aiuta a capire quale struttura è coinvolta, il fisioterapista sceglie modalità e potenza e costruisce gli esercizi, l'osteopata lavora sulla mobilità. Se il dolore dura da più di qualche settimana, una valutazione aiuta a capire da dove viene e da dove ripartire.
Domande frequenti
Si sente la differenza tra capacitiva e resistiva?
Spesso sì: la capacitiva dà un calore più diffuso e superficiale, la resistiva un calore più concentrato e profondo. La sensazione varia però da persona a persona.
La resistiva è più pericolosa?
No, se usata correttamente. Scalda di più in profondità, quindi il professionista regola la potenza con attenzione e ascolta cosa riferisce il paziente.
Perché a volte la tecar si fa con poco calore?
In alcune fasi, per esempio subito dopo un trauma, il calore non è indicato e si lavora a bassa potenza. Le prove su questo uso sono però ancora scarse.
Serve la crema in entrambe le modalità?
Sì, una crema conduttiva aiuta l'elettrodo a scorrere e la corrente a passare in modo uniforme: vedi crema e piastra nella tecar.
Fonti
- Kumaran B., Watson T., Thermal build-up, decay and retention responses to 448 kHz capacitive resistive monopolar radiofrequency, University of Hertfordshire, studio su adulti sani
- Rodríguez-Sanz J. e coll., temperatura e flusso di corrente nella CRet di spalla: studio su cadavere, BMC Musculoskeletal Disorders, 2021
- Rodríguez-Sanz J. e coll., Can tecar therapy really go deep into the tissues of the lower limb? Cadaver studies, World Physiotherapy Congress, 2023
- Capacitive and resistive electric transfer therapy in rehabilitation: a systematic review, revisione sistematica, 2020
Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una visita medica o una valutazione fisioterapica.
Immagine: Henry Gray, Anatomy of the Human Body (1918), pubblico dominio, via Wikimedia Commons.
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