Ho le vene varicose o ho avuto una trombosi: la tecar è sicura?

Il verdetto: Con una trombosi in corso no; con le varici dipende. Una trombosi guarita o vene varicose senza complicazioni non escludono la tecar, ma la zona va scelta con cura.

In breve. Con una trombosi delle vene profonde in corso, o con una flebite attiva, la tecar non si fa: il calore e la manipolazione della gamba non sono adatti finché il medico non ha impostato la cura. Se la trombosi è passata e curata, la tecar su zone lontane si può valutare; sulla gamba colpita serve il parere del medico. Con le vene varicose la tecar di solito si evita proprio sopra le varici, soprattutto se ci sono pelle alterata, eczema o ferite, mentre su altre zone non è un problema. Se prendi anticoagulanti, va sempre detto.

A cura del team clinico Fisiosalaria: ortopedici, fisioterapisti e osteopati. Ultima modifica 26.10.2026.

La tecar è una terapia che scalda i tessuti in profondità con una corrente a radiofrequenza, intorno a 0,5 MHz, che passa tra un elettrodo e una piastra. Il calore aumenta l'afflusso di sangue nella zona trattata. È proprio per questo che chi ha problemi alle vene si chiede se sia una terapia sicura.

Le situazioni sono tre, e vanno tenute distinte. La trombosi delle vene profonde è un coagulo di sangue in una vena profonda, di solito della gamba. La flebite, o trombosi di una vena superficiale, è un coagulo in una vena vicina alla pelle, che diventa dura e dolente. Le vene varicose sono vene dilatate e tortuose, perché le valvole al loro interno non funzionano bene e il sangue ristagna.

Ho una trombosi: posso fare la tecar?

Con una trombosi in corso, no. La guida canadese sulle controindicazioni delle terapie fisiche (Houghton e colleghi, 2010) considera la trombosi delle vene profonde in fase attiva, e la tromboflebite, una controindicazione per tutte le terapie che scaldano, sia il calore semplice sia la diatermia, la famiglia a cui appartiene la tecar.

Il motivo è prudenziale: aumentare la circolazione e muovere i tessuti attorno a un coagulo fresco non è consigliabile. La stessa guida considera la trombosi «attiva» nella sua fase iniziale; una volta avviata la terapia anticoagulante, il coagulo tende col tempo a sciogliersi e a essere riassorbito.

In pratica, se hai una trombosi diagnosticata da poco, la priorità è la cura indicata dal medico. L'NHS ricorda che la terapia con anticoagulanti dura di solito almeno 3 mesi. La tecar non ha alcun ruolo nella cura della trombosi.

Ho avuto una trombosi in passato: cosa cambia?

Su zone lontane dalla gamba colpita la tecar si può valutare; sulla gamba della vecchia trombosi serve prudenza e, nel dubbio, il parere del medico. Una trombosi passata e curata non è di per sé un divieto.

Conta però il quadro attuale:

  • Gonfiore residuo, pesantezza o pelle scura sulla gamba: dopo una trombosi le vene possono restare meno efficienti, e il calore può aumentare il gonfiore.
  • Anticoagulanti in corso: aumentano la facilità a fare lividi ed ematomi. Su zone con lividi o ematomi recenti la tecar non si fa.
  • Rischio di nuove trombosi: l'NHS indica tra i fattori di rischio una trombosi precedente, l'età sopra i 60 anni, un intervento recente, l'immobilità e il tumore. Se ti riconosci in più punti, conviene parlarne prima con il medico.

Ho le vene varicose: la tecar è sicura?

Sulle zone lontane dalle varici sì; proprio sopra le varici di solito si evita. Non esistono studi specifici su tecar e vene varicose, quindi la regola nasce dalla prudenza.

Le vene varicose sono molto comuni e, ricorda l'NHS, di solito non sono gravi. Però il sangue che ristagna peggiora con il caldo: chi ha le varici lo nota d'estate o dopo un bagno caldo, quando le gambe si fanno più pesanti. Scaldare in profondità una zona con varici evidenti può aumentare gonfiore e fastidio. La guida canadese indica inoltre i problemi di circolazione come controindicazione sulla zona per le terapie che scaldano.

Cosa si guarda di solito:

  • Dove sono le varici: se il problema da trattare è una spalla o la schiena alta, le varici alle gambe non contano.
  • Stato della pelle: eczema, pelle scura e assottigliata, ferite che non guariscono. Su queste zone la tecar non si fa.
  • Vene dure e dolenti: possono essere una flebite, che va prima valutata dal medico.
  • Capillari: i piccoli capillari, o teleangectasie, sono di solito innocui e non cambiano la valutazione su zone vicine.

Ho avuto una flebite: posso farla?

Finché la flebite è attiva, no, e non solo sulla zona: prima serve una valutazione medica. La flebite, cioè la trombosi di una vena superficiale, si riconosce perché una vena vicina alla pelle diventa dura, arrossata e dolente al tocco.

L'NHS la elenca tra le complicazioni delle vene varicose, insieme alla trombosi profonda. Per questo va sempre vista dal medico, che decide se servono un'ecografia e una cura. Una volta guarita, si torna al ragionamento delle varici: niente tecar sopra la vena colpita, valutazione caso per caso altrove.

Cosa fare per le gambe con varici o dopo una trombosi?

Muoversi, soprattutto camminare, è una delle cose più utili. Il polpaccio funziona come una pompa che spinge il sangue verso il cuore a ogni passo.

  • Cammina ogni giorno e interrompi le lunghe ore in piedi o seduti.
  • Gambe sollevate quando riposi, come suggerisce l'NHS.
  • Calze a compressione solo se indicate dal medico: ne parliamo in calze a compressione.
  • Esercizi per il polpaccio, come salire sulle punte, adattati alla persona.
  • Evita fonti di calore forti sulle gambe, come saune lunghe o borse calde sulle varici.

Se senti le gambe pesanti a fine giornata, trovi altri consigli in gambe pesanti e movimento. Per il quadro completo di quando la tecar non si fa, leggi controindicazioni della tecar. Da Fisiosalaria la tecar si fa sempre dopo una valutazione, che serve anche a raccogliere queste informazioni, e dentro un percorso con esercizi.

Quando farsi vedere subito

  • Polpaccio o coscia gonfi, caldi, dolenti, con pelle arrossata o più scura, soprattutto da un solo lato: può essere una trombosi. Contatta subito il medico.
  • Fiato corto improvviso o dolore al petto, soprattutto con una gamba gonfia: può essere un'embolia polmonare. Chiama il 112.
  • Una vena varicosa che sanguina: chiedi subito aiuto medico.
  • Una ferita alla gamba che non guarisce dopo 2 settimane.
  • Vena dura, rossa e dolente: possibile flebite, da far valutare.

Se il dolore al polpaccio compare dopo un lungo viaggio, leggi dolore al polpaccio dopo un viaggio in aereo.

Il parere del team Fisiosalaria

Molte persone non pensano di dover parlare delle vene quando vengono per un mal di schiena o una spalla. Invece è un'informazione importante, insieme ai farmaci che prendono, anticoagulanti compresi. L'errore più comune che vediamo è sottovalutare un polpaccio gonfio e dolente pensando a uno strappo: in caso di dubbio, prima si esclude la trombosi.

Per chi ha varici o una vecchia trombosi, la tecar si può usare con buon senso su altre zone; sulle gambe, il lavoro più utile resta il movimento. L'ortopedico e il medico chiariscono il quadro, il fisioterapista imposta esercizi e attività, l'osteopata può lavorare sulle zone non coinvolte.

Domande frequenti

Prendo anticoagulanti: posso fare la tecar?

Su zone senza lividi o ematomi spesso sì, con prudenza. Va sempre detto al fisioterapista, che valuta la zona e l'intensità.

Ho i capillari sulle gambe: è un problema?

Di solito no. I piccoli capillari sono un problema estetico e non cambiano la valutazione.

Dopo una trombosi posso fare la tecar alla schiena?

Se la trombosi è curata e la schiena è lontana dalla gamba colpita, spesso sì. Nella fase iniziale della trombosi, meglio aspettare il via libera del medico.

La tecar può causare una trombosi?

Non ci sono prove che la tecar causi trombosi. La cautela serve a non scaldare e manipolare una zona dove un coagulo è già presente.

Fonti

Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una visita medica o una valutazione fisioterapica.

Immagine: Arek Adeoye su Unsplash.

Il corpo, spiegato bene

Altre domande su questa zona del corpo

Apri la mappa del corpo: tutte le risposte →

19,90 €

Vuoi capire da dove viene il tuo dolore?

Prima seduta di 50 minuti: valutazione e trattamento nello stesso appuntamento, con un team di ortopedici, fisioterapisti e osteopati.

4,9 su 5 su MioDottore, oltre 4.000 recensioni · Convenzionati con diversi fondi sanitari

Dove siamo

Tre centri a Roma, stesso listino

Salaria

Via San Gaggio 5, dentro il Salaria Sport Village

Indicazioni

Viale Libia

Via Collalto Sabino 88, quartiere Africano

Indicazioni

Monteverde

Via Giuseppe Ghislieri 25, vicino a Piazza San Giovanni di Dio

Indicazioni

Dal lunedì al sabato, 8:00–20:00. Aperti anche il sabato pomeriggio.