Posso fare la tecar il giorno prima di una partita o di una gara?
Il verdetto: Si può, ma non aspettarti che ti faccia rendere di più. Nei pochi studi su atleti sani la tecar prima della prestazione non ha dato risultati migliori di un finto trattamento; il giorno prima di una gara conta di più non cambiare abitudini.
In breve. Una seduta di tecar il giorno prima di una partita non è di solito pericolosa per chi è sano, ma le prove dicono che non migliora la prestazione. In uno studio randomizzato del 2024 su 60 atleti, aggiungere la tecar al riscaldamento non ha dato differenze rispetto a una tecar finta su forza, salto e scatto. Se hai un fastidio o un piccolo infortunio, la vera domanda è se sei in grado di giocare, e quella risposta la dà una valutazione, non la tecar. La regola d'oro prima di una gara resta: niente di nuovo.
A cura del team clinico Fisiosalaria: ortopedici, fisioterapisti e osteopati. Ultima modifica 26.10.2026.
La tecar è una terapia che usa una corrente a radiofrequenza, tra circa 300 kHz e 1,2 MHz, per scaldare i tessuti in profondità. Nello sport è molto conosciuta: molti giocatori la fanno durante la stagione, e c'è chi la chiede come rito prima della partita della domenica, per avere le gambe «sciolte».
Ma ha senso farla il giorno prima o il giorno stesso di una gara? Rischia di appesantire i muscoli? E se c'è un fastidio, la tecar lo «sistema» in tempo? Vediamo cosa dicono gli studi e come ragionare.
Fare la tecar prima della partita migliora la prestazione?
Le prove disponibili dicono di no, o comunque non in modo dimostrato. Lo studio più rigoroso, uno studio clinico randomizzato in doppio cieco pubblicato nel 2024, ha confrontato 60 giovani atleti sani: un gruppo faceva riscaldamento più tecar, l'altro lo stesso riscaldamento con una tecar finta.
- Su forza del quadricipite, salto e scatto sui 30 metri non ci sono state differenze significative tra i due gruppi.
- Entrambi i gruppi miglioravano un po' nel corso della sessione, cioè l'effetto veniva soprattutto dal riscaldamento.
- Gli autori parlano di una tendenza non significativa e chiedono studi con più sedute.
Una revisione sistematica del 2021 sull'uso della tecar in fisioterapia e sport aveva trovato un solo studio sulla prestazione, su corridori amatoriali: nessuna differenza nei parametri fisiologici, con piccoli cambiamenti nella falcata da confermare. Una revisione clinica del 2025, commentando lo studio sugli atleti, parla di un guadagno complessivo stimato intorno all'1%, con prove di livello basso.
La tecar il giorno prima della gara può farmi male?
In una persona sana e senza controindicazioni, una seduta ben dosata il giorno prima di solito non crea problemi. Ci sono però tre attenzioni pratiche:
- Se non l'hai mai fatta, non è il momento di provarla: anche una reazione banale, come un indolenzimento o la pelle irritata, può darti fastidio in campo.
- Se la seduta include esercizi o lavoro manuale intenso, i muscoli possono essere un po' affaticati il giorno dopo.
- Il calore è temporaneo: in uno studio la temperatura della pelle restava più alta fino a oltre due ore e mezza. Il giorno dopo l'effetto termico è finito, quindi non «porti» in campo i muscoli caldi.
Se ti è già successo di avere più dolore dopo una seduta, leggi Dopo la tecar ho più dolore: è normale?
Ho un fastidio muscolare: la tecar mi rimette in campo per domenica?
No, la tecar non può decidere se sei pronto a giocare, e non accorcia da sola i tempi di guarigione di una lesione. Il punto è capire che cosa hai.
- Un indolenzimento da allenamento o una contrattura leggera di solito non impedisce di giocare, con o senza tecar. Approfondisci in Ho una contrattura: basta la tecar per scioglierla?
- Un dolore improvviso durante uno scatto, con una fitta e difficoltà a correre, fa pensare a uno strappo. Lì scaldare e giocare comunque può peggiorare la lesione: serve una valutazione. Leggi Ho uno strappo muscolare: la tecar accelera il recupero?
- Una distorsione recente con gonfiore non è il momento del calore.
Una regola semplice usata nel ritorno allo sport: se non riesci a correre, cambiare direzione e saltare senza dolore e senza zoppicare, non sei pronto, qualunque terapia tu abbia fatto.
La tecar fa recuperare prima tra una partita e l'altra?
Non c'è una risposta solida. Una ricerca su atleti suggeriva meno sedute e tempi di trattamento più brevi, ma era uno studio senza gruppo di controllo, e le revisioni chiedono studi migliori. Una meta-analisi del 2023 sulle diatermie, tra cui la tecar, ha trovato prove di qualità bassa o molto bassa e, negli studi sull'indolenzimento muscolare da sforzo, nessun effetto significativo.
Per il recupero tra due partite gli strumenti con più prove restano quelli semplici: dormire a sufficienza, mangiare e bere bene, un allenamento di scarico ben dosato. Se la tecar fa già parte della tua routine e ti fa stare bene, può restarci come complemento, sapendo che non è quella a fare la differenza.
Come organizzarsi se si vuole fare la tecar durante la stagione?
- Programmala lontano dalla gara: per esempio a inizio settimana, insieme agli esercizi di rinforzo.
- Non introdurla nella settimana di una partita importante se non l'hai mai fatta.
- Abbina sempre esercizi: rinforzo, mobilità, lavoro sulla corsa. Per la prevenzione nella corsa trovi spunti in Prevenire gli infortuni nella corsa.
- Controlla le controindicazioni, anche se sei giovane e sportivo: trovi l'elenco in Quando non si può fare la tecar? Le controindicazioni.
- Atleti molto giovani: nei ragazzi con le cartilagini di crescita ancora aperte serve più prudenza, come spiegato in Mio figlio ha 12 anni: può fare la tecar?
Quando farsi vedere subito
- Fitta improvvisa durante uno sforzo, con difficoltà a camminare o un avvallamento nel muscolo.
- Gonfiore rapido di un'articolazione dopo un trauma, o sensazione di cedimento del ginocchio.
- Polpaccio gonfio, caldo e dolente senza un trauma chiaro: può essere una trombosi, va visto con urgenza.
- Dolore al petto, fiato corto o svenimento durante lo sforzo: fermati e chiama il 112.
Il parere del team Fisiosalaria
Con gli sportivi vediamo spesso la tecar usata come una specie di portafortuna: la seduta del sabato prima della partita. Non è dannosa per chi è sano, ma il rischio è un altro: usarla per coprire un fastidio che andrebbe valutato, e scendere in campo con una lesione non riconosciuta. L'errore più comune è chiedere alla tecar quello che può dare solo un buon test funzionale.
Da Fisiosalaria, con gli sportivi, la tecar si inserisce dopo una valutazione e dentro un piano di esercizi e ritorno al campo, non come trattamento dell'ultimo minuto.
Domande frequenti
Posso fare la tecar il giorno stesso della partita?
Non ci sono prove che serva. Se non è già una tua abitudine collaudata, meglio limitarsi al solito riscaldamento attivo.
La tecar sostituisce il riscaldamento?
No. Nello studio del 2024 i miglioramenti venivano dal riscaldamento attivo, non dalla tecar.
Ho i crampi a fine partita: la tecar li previene?
Non ci sono prove in questo senso. Sulle cause e cosa fare leggi Crampi al polpaccio a fine partita.
Dopo la partita è meglio la tecar o il ghiaccio?
Dipende: su un trauma fresco con gonfiore il calore non è indicato. Per la normale stanchezza nessuno dei due è indispensabile.
Fonti
- Canet-Vintró M. e coll., Changes in the Sprint, Vertical Jump and Quadriceps Strength after a CRET Intervention: studio clinico randomizzato, Sports, 2024
- De Sousa-De Sousa L. e coll., Application of Capacitive-Resistive Electric Transfer in Physiotherapeutic Clinical Practice and Sports: revisione sistematica, Int J Environ Res Public Health, 2021
- Lupowitz L.G. e coll., TECAR Therapy: A Clinical Commentary on its Evolution, Application, and Future in Rehabilitation, International Journal of Sports Physical Therapy, 2025
- Pollet J. e coll., The Efficacy of Electromagnetic Diathermy for the Treatment of Musculoskeletal Disorders: revisione sistematica con meta-analisi, Journal of Clinical Medicine, 2023
- NHS, Deep vein thrombosis (DVT), consultato 2026
Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una visita medica o una valutazione fisioterapica.
Immagine: Gabin Vallet su Unsplash.
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