Mio figlio ha 12 anni: può fare la tecar?

Il verdetto: Raramente serve, e solo con cautela. Non è vietata in assoluto, ma vicino alle cartilagini di crescita si preferisce evitarla, e per i dolori tipici dei ragazzi la base sono esercizi e gestione dei carichi.

In breve. Un ragazzo di 12 anni ha ancora le cartilagini di crescita aperte, le zone vicino alle estremità delle ossa da cui l'osso si allunga. Le terapie che scaldano in profondità, come la tecar, richiedono cautela proprio sopra queste zone, e gli studi sulla tecar nei bambini praticamente non esistono. Per i dolori più comuni a questa età, come quelli al ginocchio o al tallone di chi fa sport, le cure che funzionano sono riposo relativo, esercizi e modifica dei carichi. Se il clinico decide di usare la tecar, lo fa lontano dalle cartilagini di crescita, a bassa intensità e con un ragazzo in grado di dire subito se scotta.

A cura del team clinico Fisiosalaria: ortopedici, fisioterapisti e osteopati. Ultima modifica 26.10.2026.

La tecar è una terapia che scalda i tessuti in profondità con una corrente a radiofrequenza, intorno a 0,5 MHz, che passa tra un elettrodo e una piastra. Negli adulti si usa come aiuto per dolori muscolari e articolari, accanto agli esercizi. Molti genitori di ragazzi sportivi ne sentono parlare in palestra o nella squadra e si chiedono se vada bene anche per il figlio.

Le cartilagini di crescita, chiamate anche placche di accrescimento o fisi, sono strati di cartilagine vicino alle estremità delle ossa lunghe, come femore e tibia. È lì che l'osso cresce in lunghezza. Si chiudono alla fine dello sviluppo, in genere più presto nelle ragazze che nei ragazzi. Finché sono aperte, sono una zona più delicata dell'osso adulto.

Mio figlio ha 12 anni: può fare la tecar?

Non è vietata in assoluto, ma raramente è necessaria, e si usa con molta cautela. La guida canadese sulle controindicazioni delle terapie fisiche (Houghton e colleghi, 2010) indica le cartilagini di crescita attive come una precauzione per tutte le terapie che scaldano, compresa la diatermia, la famiglia a cui appartiene la tecar. Precauzione non vuol dire divieto: vuol dire che serve un motivo valido e attenzione in più.

A questo si aggiunge un problema di prove. Gli studi sulla tecar sono pochi anche negli adulti: la revisione sistematica di Beltrame e colleghi (2020) ha incluso 13 studi, quasi tutti su adulti con problemi di colonna o artrosi. Sui bambini e sui ragazzi non ci sono dati utili. Quando i benefici sono incerti e i rischi teorici, la scelta prudente è preferire altre strade.

Perché le cartilagini di crescita richiedono attenzione?

Perché sono il tessuto da cui dipende la crescita dell'osso, e sono più fragili dell'osso adulto. Non è dimostrato che il calore della tecar le danneggi, ma non è nemmeno dimostrato che sia sicuro scaldarle in profondità.

Le cartilagini di crescita si trovano proprio nelle zone dove i ragazzi sportivi hanno più spesso dolore:

  • sotto il ginocchio, dove il tendine rotuleo si attacca alla tibia: è la zona della malattia di Osgood-Schlatter;
  • dietro il tallone, dove si attacca il tendine d'Achille: è la zona della malattia di Sever;
  • attorno al ginocchio, all'anca, al polso e al gomito.

Proprio dove il dolore spinge a cercare una terapia, quindi, la tecar richiede più prudenza.

I ragazzi che fanno sport possono usarla per i dolori?

Per i dolori tipici della crescita e dello sport giovanile, la tecar non è la cura principale. Questi disturbi nascono quasi sempre da un carico eccessivo su un osso che sta crescendo: troppi allenamenti, partite ravvicinate, un aumento rapido di altezza.

Quello che aiuta davvero, di solito, è:

  • Modificare i carichi: ridurre per un periodo i gesti che fanno più male, come salti e scatti, senza fermare del tutto l'attività.
  • Esercizi di forza e flessibilità scelti per la zona, con progressione graduale.
  • Controllare il calendario: quante ore di sport a settimana, quanti sport insieme, quanti giorni di riposo.
  • Ghiaccio dopo l'attività, se dà sollievo.

Un esempio concreto: un ragazzo di 12 anni che gioca a calcio quattro volte a settimana e ha male sotto il ginocchio dopo ogni partita. Cinque sedute di tecar non cambiano il fatto che il carico è troppo alto per quel momento della crescita. Rivedere gli allenamenti e fare esercizi per i muscoli della coscia, invece, sì.

I dolori di crescita si curano con il calore?

Con un calore semplice e superficiale sì, a volte aiuta; con la tecar no, non serve. I dolori di crescita sono dolori alle gambe, spesso la sera o di notte, che secondo l'NHS sono comuni tra i 3 e i 12 anni, sono innocui e passano da soli.

L'NHS suggerisce di massaggiare dolcemente le gambe e di usare una borsa dell'acqua calda coperta o un impacco caldo. È un calore superficiale, che il bambino controlla e che si toglie quando vuole: tutta un'altra cosa rispetto a una terapia che scalda in profondità. Trovi di più in dolori di crescita.

Se il clinico decide di usarla, come si fa in sicurezza?

In casi selezionati, per esempio un ragazzo di 16-17 anni vicino alla fine della crescita con una contrattura muscolare, il clinico può valutare la tecar. In quel caso le attenzioni sono precise:

  • Lontano dalle cartilagini di crescita: si tratta il ventre del muscolo, non le zone vicino alle articolazioni.
  • Bassa intensità e sedute brevi, con controllo della pelle.
  • Ragazzo in grado di comunicare: deve saper dire subito se il calore è troppo. Con i bambini piccoli questo non è garantito.
  • Consenso del genitore e presenza durante la seduta, se il ragazzo è minorenne.
  • Controllo delle altre controindicazioni, come per gli adulti: metalli, dispositivi, infezioni, pelle lesa. Vedi controindicazioni della tecar.

Da Fisiosalaria la tecar si fa sempre dopo una valutazione e dentro un percorso con esercizi, e nei ragazzi in crescita si valuta con particolare prudenza.

Quando farsi vedere subito

L'NHS indica di far vedere dal medico un bambino con dolore alle gambe quando:

  • il dolore è in una sola gamba o in una sola articolazione, come ginocchio o caviglia;
  • il dolore c'è al mattino o quando cammina e si muove;
  • il dolore è così forte da farlo zoppicare o da impedirgli di camminare;
  • ci sono gonfiore, arrossamento, macchie o lividi insoliti;
  • c'è febbre, stanchezza insolita, poca fame o calo di peso.

Un ragazzo che zoppica con dolore all'anca o al ginocchio va valutato senza aspettare: leggi dolore a ginocchio e anca nel ragazzo. Anche un trauma con gonfiore importante o deformità richiede una visita rapida.

Il parere del team Fisiosalaria

I genitori arrivano spesso con una richiesta precisa: «fategli la tecar, così torna a giocare prima». Capiamo il desiderio, ma con i ragazzi in crescita il lavoro più utile è un altro: capire perché fa male, sistemare i carichi, insegnare esercizi che il ragazzo può fare da solo. È un investimento che dura anche negli anni successivi.

L'ortopedico valuta le cartilagini di crescita e le cause da escludere, il fisioterapista costruisce il percorso e parla con il ragazzo e, quando serve, con l'allenatore, l'osteopata può lavorare sulla mobilità. Se il dolore dura da più di qualche settimana, una valutazione aiuta a capire da dove viene e da dove ripartire.

Domande frequenti

A che età si può fare la tecar senza problemi?

Non c'è un'età fissa. Conta soprattutto se le cartilagini di crescita della zona sono chiuse, cosa che avviene a fine sviluppo, in genere prima nelle ragazze.

Mia figlia ha 15 anni e una contrattura alla coscia: può farla?

Può essere valutata, lontano dalle zone vicino alle articolazioni e a bassa intensità. Gli esercizi e il recupero graduale restano la parte principale.

La tecar può bloccare la crescita?

Non ci sono prove che lo faccia, ma non ci sono neppure studi sulla sicurezza nei bambini. Per questo si usa con prudenza.

E le altre terapie fisiche, come gli ultrasuoni?

Anche per le terapie che scaldano la cautela sulle cartilagini di crescita è simile. Ne parla il clinico durante la valutazione.

Fonti

Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una visita medica o una valutazione fisioterapica.

Immagine: Henry Gray, Anatomy of the Human Body (1918), pubblico dominio, via Wikimedia Commons.

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