Perché nella tecar si mette la crema e una piastra sotto il corpo?

In breve. Nella tecar la corrente a radiofrequenza deve fare un circuito: parte dall'elettrodo che il terapista muove sulla pelle, attraversa i tessuti e torna all'apparecchio attraverso la piastra di ritorno, la placca su cui appoggi una parte del corpo. La piastra è ampia proprio perché la corrente lì si distribuisce su una grande superficie e non scalda. La crema conduttiva serve a far passare bene l'energia tra elettrodo e pelle, a evitare punti di contatto troppo concentrati che possono irritare la pelle e a far scorrere l'elettrodo come in un massaggio. Senza un buon contatto la seduta è meno efficace e meno sicura.

A cura del team clinico Fisiosalaria: ortopedici, fisioterapisti e osteopati. Ultima modifica 26.10.2026.

La tecar, sigla di trasferimento energetico capacitivo e resistivo, è una terapia che usa una corrente a radiofrequenza, tra circa 300 kHz e 1,2 MHz secondo la letteratura, per produrre calore nei tessuti. Chi la prova per la prima volta nota subito tre oggetti: un manipolo con un elettrodo, una crema, e una placca metallica su cui il terapista ti chiede di appoggiare la schiena, la coscia o il polpaccio.

Non sono dettagli: ognuno ha un ruolo preciso. Capirli aiuta anche a capire perché il terapista ti chiede di non spostarti e di dire sempre cosa senti. Il funzionamento generale è descritto in Tecarterapia: cos’è e come funziona davvero?.

A cosa serve la piastra di ritorno?

Chiude il circuito. La tecar è un sistema detto monopolare: c'è un solo elettrodo attivo, quello che si muove sulla pelle, e la corrente deve tornare all'apparecchio attraverso un secondo punto di contatto. Quel punto è la piastra di ritorno, chiamata anche piastra neutra.

Pensa a un tubo che porta acqua: l'elettrodo è il getto concentrato, la piastra è un grande scarico. Il calore si produce soprattutto vicino all'elettrodo, dove l'energia è concentrata in una piccola superficie. Sulla piastra, che è molto più grande, la stessa energia si distribuisce su un'area ampia e di solito si sente poco o nulla.

Dove si mette la piastra?

In una zona scelta in base a quella da trattare, in modo che la corrente attraversi i tessuti che interessano. Negli studi la posizione cambia: in uno studio su adulti sani del 2015 la piastra era sotto il polpaccio per trattare la gamba; in uno studio su cadavere del 2020 sul ginocchio era sull'addome. Il terapista sceglie la posizione in base al bersaglio.

Perché bisogna stare fermi sulla piastra?

Perché il contatto deve restare ampio e uniforme. Se ti sposti e la piastra tocca la pelle solo con un bordo, la corrente si concentra in una superficie più piccola, e lì può comparire calore o fastidio. Per questo:

  • non spostarti sulla piastra senza avvisare;
  • se senti caldo o pizzicore sotto la piastra, dillo subito;
  • tieni gioielli e oggetti metallici lontani dalla zona e dalla piastra.

Perché si mette la crema nella tecar?

Per tre motivi pratici:

  • Contatto: la crema riempie i piccoli spazi tra l'elettrodo e la pelle, così l'energia passa in modo uniforme e non a «puntini».
  • Pelle: un contatto irregolare può concentrare l'energia in punti piccoli e irritare la pelle. La crema aiuta a evitarlo.
  • Scorrimento: l'elettrodo deve muoversi di continuo, con movimenti lenti. La crema lo fa scivolare come in un massaggio, senza tirare la pelle.

Negli studi si usa una crema conduttiva fornita per questi apparecchi. Nello studio del 2015 la crema era messa sia sotto l'elettrodo sia sulla piastra. Non va sostituita con oli o creme qualsiasi: devono essere adatte a condurre l'energia.

Si mette la crema anche con la capacitiva?

Di solito sì, anche se i protocolli cambiano. Nello studio su cadavere del 2020 la crema era usata solo con la resistiva; nello studio del 2015 su persone era usata con entrambe. Il terapista la gestisce in base alla modalità e alla zona.

Che differenza c'è tra elettrodo capacitivo e resistivo?

L'elettrodo capacitivo ha uno strato isolante sulla superficie: l'energia si concentra di più negli strati vicini all'elettrodo e nei tessuti ricchi d'acqua, come i muscoli. L'elettrodo resistivo è in metallo scoperto: la corrente attraversa direttamente il corpo fino alla piastra e scalda di più i tessuti densi e profondi, come tendini, legamenti e capsule articolari.

Lo studio su cadavere del 2020 sul ginocchio lo mostra bene: con la capacitiva ad alta potenza si è scaldata soprattutto la superficie; con la resistiva ad alta potenza si sono scaldati di più la capsula e l'interno dell'articolazione. Ne parliamo in Tecar capacitiva e resistiva: che differenza c’è?.

La crema o la piastra possono dare problemi?

Raramente, se si seguono alcune attenzioni. Le cose da segnalare al terapista sono:

  • allergie o pelle molto sensibile: alcune persone reagiscono a componenti delle creme;
  • pelle lesa, ferite, dermatiti nella zona dell'elettrodo o della piastra;
  • sensibilità ridotta dove si mette la piastra o dove si lavora;
  • cerotti medicati nella zona, che vanno gestiti prima della seduta, come spiegato in Tecar con interventi precedenti o cerotti farmacologici: quali precauzioni?.

Un leggero rossore dopo la seduta è comune e passa presto. Se resta o brucia, leggi Dopo la tecar ho la pelle rossa o mi brucia: cosa faccio?.

Perché il metallo e i dispositivi elettronici contano?

Perché la corrente cerca la strada più facile. Un oggetto metallico lungo il percorso tra elettrodo e piastra, come una placca, una protesi o un gioiello, può concentrare l'energia e il calore. Per questo il terapista chiede sempre se hai metallo nella zona: lo approfondiamo in Ho una protesi o delle placche di metallo: posso fare la tecar?.

I dispositivi elettronici impiantati, come il pacemaker, sono una controindicazione: la corrente può interferire con il loro funzionamento. Vedi pacemaker ed elettroterapia e l'elenco completo in Quando non si può fare la tecar? Le controindicazioni.

Quando farsi vedere subito

  • Vesciche o bruciatura nella zona dell'elettrodo o della piastra.
  • Rossore e prurito diffusi dopo la crema, con gonfiore: può essere una reazione allergica.
  • Se hai un pacemaker e dopo una terapia elettrica senti palpitazioni, capogiri o svenimento: chiama il medico o il 112.

Il parere del team Fisiosalaria

Crema e piastra sembrano dettagli, ma sono parte della sicurezza della seduta. L'errore più comune che vediamo è muoversi sulla piastra per mettersi più comodi, senza dirlo, o tenere un anello o un bracciale vicino alla zona. Bastano pochi secondi per sistemare tutto all'inizio, e la seduta va meglio.

Da Fisiosalaria la tecar si fa dopo una valutazione e con il terapista sempre presente, che controlla contatto, crema e pelle durante tutta la seduta. Il trattamento resta un aiuto dentro un percorso con esercizi.

Domande frequenti

Posso usare la mia crema per il corpo?

No. Serve una crema adatta a condurre l'energia: le normali creme o gli oli non garantiscono un contatto uniforme.

Perché la piastra a volte è fredda?

È metallica e prende la temperatura della stanza. Durante la seduta di solito non si sente o diventa appena tiepida.

Si può fare la tecar senza piastra?

Con gli apparecchi monopolari no: senza piastra il circuito non si chiude. Esistono sistemi diversi, ma il principio di base resta un circuito chiuso.

La crema va lavata via?

Sì, a fine seduta si toglie con salviette o un asciugamano. Non lascia residui particolari sulla pelle.

Fonti

Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una visita medica o una valutazione fisioterapica.

Immagine: Henry Gray, Anatomy of the Human Body (1918), pubblico dominio, via Wikimedia Commons.

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