Ho una protesi o una placca vicino alla zona: posso fare le onde d'urto?

Il verdetto: Dipende dalla zona. Una protesi o una placca lontana dal punto da trattare di solito non è un problema; se il metallo è proprio sotto la zona, decide il medico caso per caso.

In breve. Avere una protesi, una placca o delle viti non esclude per forza le onde d'urto. Conta dove si trova il metallo rispetto al punto da trattare. Se è lontano, per esempio una protesi d'anca e un dolore al tallone, di solito non cambia nulla. Se è vicino o proprio sotto, si è prudenti: gli studi su questo tema sono pochi e alcuni ospedali indicano le protesi articolari tra i casi in cui la terapia può non essere adatta. Pacemaker e dispositivi elettronici sono un discorso a parte. Va sempre detto prima, con il referto dell'intervento.

A cura del team clinico Fisiosalaria: ortopedici, fisioterapisti e osteopati. Ultima modifica 27.10.2026.

Una protesi è un'articolazione artificiale che sostituisce quella consumata, come la protesi d'anca o di ginocchio. Le placche e le viti sono invece mezzi di sintesi, cioè pezzi di metallo che il chirurgo usa per tenere insieme le ossa dopo una frattura. Molte persone li portano per anni senza accorgersene.

Le onde d'urto sono impulsi di pressione che attraversano i tessuti. Come ogni onda, cambiano comportamento quando incontrano un materiale molto diverso, come l'osso o il metallo. Da qui nasce il dubbio: possono dare problemi a un impianto? Vediamo cosa si sa e cosa no.

Ho una protesi: posso fare le onde d'urto?

Spesso sì, se la zona da trattare è lontana dalla protesi. Le onde d'urto agiscono in un'area limitata attorno al punto in cui si appoggia la sonda. Una protesi di ginocchio non entra in gioco se trattiamo la fascite plantare o una spalla.

La situazione cambia quando il dolore da trattare è vicino alla protesi, per esempio un dolore sul fianco dell'anca in chi ha una protesi d'anca. Qui serve più cautela, per alcune ragioni:

  • gli studi sono pochi: la consensus internazionale del 2025 sulle onde d'urto in medicina dello sport non affronta il tema dei metalli impiantati;
  • alcuni ospedali, come quello universitario di Oxford, indicano le protesi articolari tra le situazioni in cui la terapia può non essere adatta;
  • un dolore vicino a una protesi va prima spiegato: può dipendere da tendini o borse, ma anche da un problema della protesi stessa, che va escluso dall'ortopedico.

Se hai una protesi d'anca e un dolore laterale, leggi anche Dolore alla coscia dopo protesi d'anca e Ho dolore sul fianco dell'anca: le onde d'urto funzionano per la trocanterite?

E se ho una placca o delle viti?

Il ragionamento è lo stesso: conta la distanza. Una placca al polso non conta se trattiamo il tendine d'Achille. Se invece il punto da trattare è proprio sopra una placca o delle viti, chi ti valuta deve conoscere il tipo di intervento, quando è stato fatto e come è guarito l'osso.

Va detto che le onde d'urto si usano anche sull'osso. Esistono studi sul loro impiego, con onde focali ad alta energia, nelle fratture che non si saldano (pseudoartrosi): una revisione sistematica dell'Università Erasmus di Rotterdam riporta che gli effetti indesiderati dopo le onde d'urto non hanno richiesto ulteriori cure. Questi studi però non chiariscono bene cosa succede quando nella zona c'è metallo, e riguardano un uso specialistico, deciso dall'ortopedico. Per il tema delle fratture che non guariscono vedi Pseudoartrosi: perché una frattura non guarisce?

Il fastidio viene dalla placca?

A volte il dolore vicino a una placca o a una vite non nasce dal tendine ma dal metallo stesso, che irrita i tessuti sopra. In questo caso le onde d'urto non sono la risposta giusta: serve prima capire la causa. Approfondisci in Placca e viti nell'osso: perché a volte danno fastidio?

Quali situazioni richiedono più attenzione?

  • Intervento recente: finché la ferita e l'osso non sono guariti, la priorità è la riabilitazione post-operatoria, non le onde d'urto.
  • Infezione della protesi o della zona operata, anche sospetta: è una controindicazione.
  • Protesi dolorosa senza una causa chiara: prima va studiata dall'ortopedico.
  • Metallo superficiale, appena sotto la pelle, proprio nel punto da trattare.
  • Ragazzi con mezzi di sintesi vicino alle cartilagini di crescita.

E il pacemaker? È anche lui «metallo»?

Il pacemaker è un caso diverso da protesi e placche: è un dispositivo elettronico. Nella consensus del 2025 gli esperti non hanno trovato un accordo unanime se considerarlo una controindicazione assoluta o relativa, e alcuni ospedali lo indicano tra le situazioni in cui la terapia non si fa. Serve sempre il parere del medico. Ne parliamo in Ho il pacemaker: posso fare terapie fisiche ed elettroterapia?

È diverso dalla tecar?

Sì. La tecar usa correnti che scaldano i tessuti, e con il metallo il problema principale è il calore che si può concentrare attorno all'impianto. Le onde d'urto non scaldano: sono impulsi meccanici, quindi il ragionamento è diverso. Per la tecar trovi tutto in Ho una protesi o placche di metallo: posso fare la tecar?

Cosa devo portare alla valutazione?

  • Il referto dell'intervento o la lettera di dimissione, con il tipo di impianto.
  • Le ultime radiografie della zona, se ci sono.
  • La data dell'intervento e come è andato il recupero.
  • Il parere del chirurgo, se ti ha dato indicazioni su cosa evitare.

Quando farsi vedere subito

  • Zona operata rossa, calda e gonfia, con o senza febbre: può essere un'infezione.
  • Dolore nuovo e forte attorno a una protesi, soprattutto se non riesci a caricare il peso.
  • Sensazione che la protesi «si muova» o scatti, o una gamba che sembra più corta.
  • Polpaccio caldo, gonfio e dolente dopo un intervento: può essere una trombosi.

Il parere del team Fisiosalaria

Chi porta una protesi o una placca spesso pensa che tutte le terapie fisiche siano vietate per sempre. Non è così: nella maggior parte dei casi il problema da trattare è lontano dall'impianto. Quando invece è vicino, il lavoro più utile è capire prima da dove nasce il dolore, insieme all'ortopedico. L'errore più comune è non dire dell'intervento perché «è passato tanto tempo».

Da Fisiosalaria le onde d'urto radiali si fanno solo dopo una valutazione che tiene conto di impianti e interventi. Nel dubbio, decide il medico.

Domande frequenti

Le onde d'urto possono smuovere una protesi?

Non abbiamo trovato studi che lo dimostrino, ma nemmeno dati solidi che escludano ogni rischio quando si tratta proprio sopra l'impianto. Per questo si è prudenti e si evita di trattare direttamente sulla protesi.

Ho le viti di una ricostruzione del crociato: posso trattare il tendine rotuleo?

Le viti sono vicine alla zona del tendine, quindi la decisione va presa caso per caso, con il referto e il parere dell'ortopedico. Per il tendine rotuleo vedi le onde d'urto per il tendine rotuleo.

Con le clip metalliche o i punti metallici di un intervento?

Valgono gli stessi criteri: distanza dalla zona da trattare e guarigione completa. Va sempre segnalato.

Fonti

Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una visita medica o una valutazione fisioterapica.

Immagine: Henry Gray, Anatomy of the Human Body (1918), pubblico dominio, via Wikimedia Commons.

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