Frattura che non si salda: perché succede la pseudoartrosi?

In breve. Si parla di pseudoartrosi quando un osso fratturato non riesce a saldarsi, e di ritardo di consolidazione quando ci mette più del previsto. Succede soprattutto quando nella zona arriva poco sangue, quando i monconi si muovono troppo, in caso di infezione o per fattori della persona come fumo e diabete. Il segno tipico è un dolore che persiste a lungo nel punto della frattura. Le cure vanno dagli stimolatori ossei alla chirurgia con innesti e nuova fissazione; la scelta spetta all'ortopedico.

A cura del team clinico Fisiosalaria: ortopedici, fisioterapisti e osteopati. Ultima modifica 22.10.2026.

La pseudoartrosi(in inglese nonunion) è una frattura che non guarisce: tra i due pezzi di osso resta uno spazio o un tessuto fibroso che non diventa mai osso solido. Il nome significa «falsa articolazione», perché a volte il punto della frattura si comporta come una piccola articolazione che si muove dove non dovrebbe.

La buona notizia è che la grande maggioranza delle fratture guarisce senza problemi. La letteratura di riferimento stima che i ritardi o le mancate guarigioni riguardino al massimo una frattura su dieci. Per sapere quali sono i tempi normali, vedi Quanto tempo ci mette un osso a guarire dopo una frattura?

Che differenza c'è tra ritardo di consolidazione e pseudoartrosi?

Il ritardo di consolidazione è una frattura che guarisce più lentamente del solito; la pseudoartrosi è una frattura che ha smesso di guarire. È una differenza importante, perché nel primo caso spesso basta dare più tempo e rimuovere ciò che rallenta, nel secondo di solito serve un intervento attivo.

Secondo l'AAOS, la diagnosi di pseudoartrosi si pone quando c'è dolore persistente, quando resta uno spazio tra i monconi, quando radiografie ripetute nell'arco di diversi mesi non mostrano progressi, o quando la guarigione non è avvenuta in un tempo che di solito basta per quel tipo di frattura. Non c'è un giorno preciso valido per tutti: dipende dall'osso e dalla frattura.

Quali sono i sintomi della pseudoartrosi?

Il sintomo principale è il dolore nel punto della frattura che continua molto dopo che il dolore iniziale avrebbe dovuto passare. L'AAOS descrive un dolore che può durare mesi o anche anni, costante o presente solo quando si usa l'arto.

  • Dolore al carico: per esempio camminando, dopo una frattura di tibia o metatarso.
  • Gonfiore che non si risolve.
  • Sensazione di instabilità o di movimento anomalo nel punto della frattura.
  • A volte rossore, calore o secrezioni, se c'è un'infezione.

Alcune pseudoartrosi danno pochi sintomi e vengono scoperte ai controlli radiografici.

Perché una frattura non guarisce?

Di solito per una combinazione di fattori. L'osso per guarire ha bisogno di tre cose: sangue, stabilità e un organismo in grado di riparare. Quando ne manca una, la guarigione si inceppa.

Fattori legati alla frattura

  • Poco sangue: alcune ossa ne ricevono poco per natura. L'AAOS cita il collo e la testa del femore e lo scafoide del polso, dove la frattura può interrompere l'apporto di sangue; la tibia ne ha un apporto intermedio. Anche il quinto metatarso in certi punti è noto per guarire con difficoltà.
  • Traumi ad alta energia e fratture esposte, che danneggiano i tessuti attorno all'osso.
  • Troppo movimento tra i monconi: se la frattura non è abbastanza stabile, il callo non riesce a formarsi.
  • Infezione nel punto della frattura.

Fattori legati alla persona

  • Nicotina in qualsiasi forma, compresa la sigaretta elettronica;
  • diabete, anemia severa, ipotiroidismo;
  • vitamina D bassa e alimentazione povera;
  • età avanzata;
  • alcuni farmaci, come antinfiammatori e cortisonici, da valutare sempre con il medico.

Come si cura una pseudoartrosi?

La cura dipende dalla causa: si cerca di capire cosa manca all'osso e di fornirlo. Le opzioni descritte dall'AAOS sono:

Trattamenti senza intervento

  • Immobilizzazione con stecca, gesso o tutore per un periodo.
  • Stimolatori ossei: piccoli apparecchi che usano ultrasuoni o campi elettromagnetici pulsati, da usare ogni giorno, da 20 minuti a qualche ora. Funzionano solo se usati con costanza.
  • Correzione dei fattori di rischio: smettere di fumare, controllare il diabete, correggere carenze.

Trattamenti chirurgici

  • Innesto osseo: osso preso da un'altra parte del corpo, spesso dal bacino, o da donatore, o sostituti sintetici, per «nutrire» la guarigione.
  • Nuova fissazione interna, con placche e viti o un chiodo dentro l'osso, a volte sostituendo un chiodo con uno più grande.
  • Fissatore esterno, un telaio fuori dalla pelle collegato all'osso, utile soprattutto in caso di infezione o perdita di osso.

Quale strada scegliere lo decide il chirurgo ortopedico con il paziente, in base all'osso, alla causa, alla stabilità e alla salute generale. Domande utili da fare: qual è la causa probabile? Serve un esame per escludere un'infezione? Quali sono le probabilità di successo delle diverse opzioni?

Le onde d'urto servono per la pseudoartrosi?

Le onde d'urto sono state studiate anche nelle pseudoartrosi, con risultati incoraggianti in alcuni casi selezionati. Le prove, però, sono meno solide rispetto a quelle che esistono per altri disturbi, come la fascite plantare o la tendinopatia calcifica della spalla.

Il loro ruolo, quando c'è, riguarda di solito pseudoartrosi stabili, senza grandi spazi tra i monconi e senza infezione. Non sostituiscono la chirurgia quando la frattura è instabile o manca osso. È un'opzione da discutere con l'ortopedico, che conosce le caratteristiche della singola frattura.

Quando farsi vedere subito

  • Febbre, rossore, calore o secrezioni dalla cicatrice o dal punto della frattura: possibile infezione.
  • Dolore che torna o aumenta dopo un periodo di miglioramento.
  • Arto che si deforma o si muove in modo anomalo nel punto della frattura.
  • Polpaccio caldo e gonfio o fiato corto: possibile trombosi.

Il parere del team Fisiosalaria

Quando una frattura continua a far male dopo mesi, la tentazione è pensare che «serva solo più fisioterapia» o, al contrario, che sia ormai tutto perso. Nessuna delle due cose è vera. Un dolore che non passa nel punto esatto della frattura va prima chiarito con l'ortopedico e gli esami, perché la riabilitazione funziona su un osso che sta guarendo, non lo sostituisce.

Una volta chiarito il quadro, il fisioterapista dosa il carico secondo le indicazioni del chirurgo e recupera movimento e forza; l'osteopata può aiutare sulle zone vicine diventate rigide. Se il dolore persiste oltre i tempi attesi, una valutazione aiuta a capire se serve un approfondimento.

Domande frequenti

La pseudoartrosi guarisce da sola?

Raramente, se non si interviene sulla causa. Il ritardo di consolidazione, invece, spesso si risolve con più tempo e correggendo i fattori che rallentano.

Una frattura del collo del femore può non saldarsi?

Sì, perché quella zona riceve poco sangue. Per questo l'ortopedico ne valuta con cura il trattamento; in alcuni casi c'è anche il rischio di necrosi della testa del femore.

Gli antinfiammatori impediscono all'osso di guarire?

Possono rallentare la guarigione in alcuni casi. L'AAOS consiglia di discutere rischi e benefici con il medico, senza decidere da soli.

Con una pseudoartrosi posso fare fisioterapia?

Sì, nei limiti di carico indicati dall'ortopedico. Serve a mantenere muscoli e articolazioni, non a far saldare l'osso.

Fonti

Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una visita medica o una valutazione fisioterapica.

Immagine: Vitaly Gariev su Unsplash.

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