Ho una placca dopo la frattura e mi dà fastidio: va tolta?
Il verdetto: Non sempre. Molte placche restano dentro per sempre senza problemi; si valuta di toglierle quando danno disturbi chiari e la frattura è ben guarita.
In breve. Placche e viti, chiamate mezzi di sintesi, servono a tenere ferma la frattura mentre l'osso guarisce. A guarigione avvenuta possono restare dentro o essere tolte in casi selezionati: non esiste un obbligo di rimuoverle. Si discute la rimozione quando danno un fastidio chiaro, per esempio una vite che sporge sotto la pelle, un tendine che sfrega o un'infezione. La rimozione è un vero intervento, con i suoi rischi, e non sempre toglie il dolore, che a volte viene dalla frattura stessa. Il momento giusto lo decide il chirurgo, solo quando l'osso è ben consolidato.
A cura del team clinico Fisiosalaria: ortopedici, fisioterapisti e osteopati. Ultima modifica 23.10.2026.
Quando un osso si rompe in modo scomposto, il chirurgo può rimetterlo in asse e fissarlo con placche(lamine di metallo appoggiate sull'osso), viti, chiodi dentro il canale dell'osso o fili. È l'intervento che spesso si trova nel referto come «riduzione e sintesi».
Il metallo non accelera la guarigione: tiene i frammenti fermi nella posizione giusta, mentre è l'osso a saldarsi da solo. Una volta guarito, il carico torna sull'osso e la placca diventa, di fatto, un ospite che spesso non dà alcun segno di sé.
La placca va sempre tolta?
No. L'AAOS, la società americana dei chirurghi ortopedici, spiega che placche e viti possono essere lasciate in sede dopo la guarigione oppure rimosse in casi selezionati. I fili, invece, vengono spesso tolti dopo un certo periodo.
Una valutazione dell'Ufficio federale della sanità pubblica svizzero ha descritto la rimozione nelle persone senza disturbi come un intervento controverso, sostenuto da prove scarse. Quando invece il metallo dà sintomi chiari, la rimozione è un'opzione da discutere con il chirurgo.
Perché la placca mi dà fastidio?
Le ragioni più comuni sono meccaniche. Il fastidio è più frequente dove l'osso è appena sotto la pelle:
- caviglia, soprattutto il malleolo esterno, dove la placca sfrega contro la scarpa;
- polso, dove viti o placca possono irritare i tendini delle dita;
- clavicola, dove pesano zaino o spallina della borsa;
- gomito e parte bassa della gamba.
Altre cause possibili sono una cicatrice aderente, la rigidità delle articolazioni vicine o, più raramente, un'infezione. Alcune persone riferiscono più fastidio con il freddo o il cambio di tempo: ne parliamo in dolore alla vecchia frattura quando cambia il tempo.
Sento le viti sotto la pelle: è normale?
Spesso sì, soprattutto nelle persone magre e nelle zone con poco muscolo, come caviglia, polso e clavicola. Sentire al tatto la testa di una vite o il bordo della placca non è di per sé un problema.
Diventa un motivo per parlarne con il chirurgo se il punto è dolente, se la vite sembra sporgere sempre di più, se la pelle sopra si arrossa o si assottiglia, o se senti uno scatto di tendini su quel punto.
Il dolore viene dalla placca o dalla frattura?
Non è sempre facile capirlo, ed è il nodo principale. Anche i ricercatori che studiano il tema ammettono che a volte è difficile dire se il dolore dipenda dal metallo rimasto o dalla lesione iniziale.
- Fa pensare alla placca: dolore preciso proprio sopra il metallo, che aumenta con la pressione, la scarpa o lo zaino.
- Fa pensare alla frattura o all'articolazione: dolore più profondo, rigidità, dolore caricando o muovendo, artrosi post-traumatica.
Per questo, prima di decidere, il chirurgo valuta la radiografia per verificare che l'osso sia consolidato e che il metallo sia in ordine.
Dopo quanto tempo si può togliere la placca?
Non prima che l'osso sia completamente guarito e solido, il che di solito richiede molti mesi. Togliere il metallo troppo presto espone al rischio di una nuova frattura. Il momento esatto dipende dall'osso, dal tipo di frattura, dall'età e dalle condizioni dell'osso, e lo decide il chirurgo.
Domande utili da fare allo specialista:
- L'osso è consolidato del tutto?
- Il mio fastidio è probabilmente legato al metallo?
- Quali benefici posso aspettarmi, e quali rischi corro?
- Dopo la rimozione dovrò proteggere l'arto, e per quanto?
Quali rischi ha la rimozione dei mezzi di sintesi?
È un intervento vero, anche se spesso più semplice del primo. Le complicanze descritte comprendono infezione, lesioni di nervi o vasi e nuove fratture nell'osso indebolito dai fori delle viti. Per questo dopo la rimozione il chirurgo può consigliare di evitare carichi e sport di contatto per qualche tempo.
C'è anche un rischio meno visibile: il dolore può restare, se non dipendeva dal metallo. Le prove disponibili sui risultati sono ancora limitate, e la scelta va pesata caso per caso.
Ho la placca nel braccio e mi fa male: cosa posso fare intanto?
Spesso il fastidio migliora lavorando su movimento e forza.
- Recupera il movimento delle articolazioni vicine: rigidità e debolezza aumentano il dolore. Per l'avambraccio vedi frattura dell'avambraccio con placche, per l'omero frattura dell'omero.
- Cura la cicatrice: massaggio e mobilizzazione della pelle, quando è chiusa e su indicazione.
- Proteggi i punti di pressione: imbottiture, spallina spostata, scarpe che non premono sul malleolo. Per la caviglia vedi frattura del malleolo dopo il gesso.
- Antidolorifici solo su indicazione del medico.
Quando farsi vedere subito
- Rossore, calore, gonfiore o secrezione dalla cicatrice, con o senza febbre: può essere un'infezione.
- Pelle sopra la placca che si apre o lascia vedere il metallo.
- Dolore nuovo e forte, scatto o sensazione di instabilità: può indicare un problema del metallo o un osso che non si salda. Vedi pseudoartrosi.
- Formicolio, perdita di sensibilità o di forza nella mano o nel piede.
Il parere del team Fisiosalaria
Vediamo spesso persone che attribuiscono ogni dolore alla placca. A volte è così, ma spesso il fastidio viene da rigidità, cicatrice aderente o muscoli indeboliti dai mesi di protezione. L'errore più comune è aspettare l'intervento di rimozione senza lavorare su movimento e forza.
L'ortopedico valuta se il metallo è davvero il problema; il fisioterapista lavora su mobilità e forza. Se il fastidio dura, una valutazione aiuta a capire da dove viene e da dove ripartire.
Domande frequenti
La placca suona al metal detector?
Può succedere. In genere basta segnalarlo ai controlli; non è un motivo per toglierla.
Si può fare la risonanza con placche e viti?
Nella maggior parte dei casi sì, ma va sempre segnalato al centro di radiologia, che verifica il tipo di materiale.
Posso fare sport con la placca?
Una volta che l'osso è guarito, spesso sì. Per gli sport di contatto chiedi al chirurgo.
Sono allergico al nichel: è un problema?
Va detto al chirurgo prima dell'intervento, perché alcuni metalli usati in ortopedia contengono nichel.
Fonti
- AAOS OrthoInfo, Internal fixation for fractures, consultato 2026
- Ufficio federale della sanità pubblica svizzero (Prediger B., Mathes T., Pieper D.), Removal of osteosynthesis materials, INAHTA, 2019
- Thune A. et al., The benefits of hardware removal in patients with pain or discomfort after fracture healing of the ankle: a systematic review protocol, BMJ Open, 2017
Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una visita medica o una valutazione fisioterapica.
Immagine: Henry Gray, Anatomy of the Human Body (1918), pubblico dominio, via Wikimedia Commons.
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