Artrosi dell'anca e conflitto femoro-acetabolare: cosa fare prima della protesi

In breve. L'artrosi dell'anca è il consumo della cartilagine dell'articolazione; il conflitto femoro-acetabolare è un contatto anomalo tra femore e bacino dovuto alla loro forma, che può dare dolore all'inguine ed essere collegato alla pubalgia. Nelle fasi iniziali la cura principale è l'esercizio, insieme alla gestione del peso. Mentre si aspetta la protesi, un programma di esercizi aiuta a recuperare meglio dopo l'intervento.

A cura del team clinico Fisiosalaria: ortopedici, fisioterapisti e osteopati. Ultima modifica 09.10.2026.

L' artrosi dell'anca è il consumo progressivo della cartilagine che riveste la testa del femore e l'acetabolo, la «coppa» del bacino in cui la testa ruota. Con il tempo l'articolazione diventa più rigida e dolorosa, soprattutto all'inguine, camminando e nei movimenti di rotazione.


Il conflitto femoro-acetabolare(in inglese FAI) è invece un contatto anomalo e precoce tra femore e bordo dell'acetabolo, dovuto alla loro forma: una piccola sporgenza sul collo del femore (forma «cam») o un bordo della coppa troppo coprente (forma «pincer»). Secondo il consenso internazionale di Warwick del 2016, si parla di sindrome da conflitto solo quando ci sono insieme tre elementi: sintomi, segni alla visita e forma tipica agli esami. La sola forma «da conflitto» alla radiografia, senza dolore, è frequente nella popolazione e non è una malattia.


Che legame c'è tra conflitto femoro-acetabolare e artrosi?


Gli studi mostrano un'associazione tra forma «cam» e sviluppo di artrosi dell'anca negli anni. Non significa però che chi ha questa forma svilupperà per forza l'artrosi.


Il consenso di Warwick sottolinea anche un punto importante: non ci sono prove che trattare il conflitto, con o senza chirurgia, riduca il rischio di artrosi futura. Il trattamento serve a ridurre i sintomi e migliorare la funzione, non a «prevenire» l'artrosi.


Pubalgia e conflitto femoro-acetabolare possono essere collegati?


Sì, possono essere collegati e spesso si incontrano nella stessa persona, soprattutto negli sportivi. Il consenso di Doha sul dolore inguinale dell'atleta raccomanda di esaminare sempre l'anca in chi ha dolore all'inguine.


Una spiegazione proposta è meccanica: se l'anca ruota poco a causa del conflitto, i movimenti dello sport (calciare, girarsi, cambiare direzione) scaricano più forza sul bacino, sul pube e sugli adduttori. In pratica, chi ha una pubalgia che non passa merita una valutazione dell'anca, e chi ha un conflitto può sviluppare dolori nella zona del pube. Il conflitto dà tipicamente dolore all'inguine legato a movimenti e posizioni, a volte con scatti o blocchi, e può riferire dolore anche a schiena, gluteo, coscia o ginocchio.


Cosa fare per un'artrosi iniziale dell'anca a 45 anni?


La base della cura è l' esercizio terapeutico, insieme all'informazione corretta e, se serve, al calo di peso. Le linee guida inglesi (NICE, 2022) e il servizio sanitario inglese indicano esercizio e gestione del peso come trattamenti principali, a qualunque età.



  • Rinforzo muscolare: glutei, muscoli della coscia e del tronco, con carichi progressivi.

  • Attività aerobica a basso impatto: camminata, bici, nuoto, ellittica.

  • Mobilità dell'anca, per mantenere le rotazioni e la capacità di piegarsi.

  • Peso: se c'è sovrappeso, anche un calo moderato riduce il carico sull'anca.

  • Antidolorifici e, in alcuni casi, infiltrazioni, sempre su indicazione del medico, per gestire le fasi di dolore.


Un esempio concreto: tre volte a settimana, 20-30 minuti di bici da camera o camminata a passo svelto, seguiti da alcuni esercizi semplici come alzarsi e sedersi dalla sedia senza mani, ponte per i glutei da sdraiati e passi laterali con un elastico sopra le ginocchia. Non serve una palestra attrezzata per cominciare: serve costanza e un aumento graduale del carico, settimana dopo settimana.


A 45 anni lo sport non va abbandonato: conviene adattarlo, riducendo per periodi le attività più dolorose e mantenendo quelle tollerate. Una regola pratica usata in riabilitazione: un dolore moderato durante l'esercizio è accettabile se torna come prima entro 24 ore. Per iniziare in modo strutturato, vedi anche come iniziare ad allenarsi, con indicazioni utili a ogni età.


E se all'origine c'è un conflitto femoro-acetabolare?


Nelle persone giovani con sindrome da conflitto si può discutere anche l'artroscopia, un intervento in mininvasiva che rimodella l'osso e tratta il labbro. Nello studio britannico FASHIoN (Lancet, 2018) sia il gruppo operato sia quello trattato con fisioterapia sono migliorati; l'artroscopia ha dato in media un miglioramento un po' maggiore a un anno. Quando l'artrosi è già presente, però, i risultati dell'artroscopia sono in genere meno favorevoli: è un aspetto da chiarire con l'ortopedico.


Come affrontare il peggioramento dell'anca mentre si aspetta la protesi?


L'attesa della protesi non è tempo perso: è il momento per prepararsi. Una revisione sistematica del 2022 ha trovato che un programma di esercizi prima dell'intervento(la cosiddetta preabilitazione) migliora la funzione fisica dopo la protesi, ad esempio la velocità del cammino, l'alzarsi dalla sedia e il salire le scale. L'educazione da sola, senza esercizio, non ha mostrato benefici sulla funzione.


Cosa aiuta di solito durante l'attesa:



  • esercizi di rinforzo per glutei e quadricipite, adattati al dolore;

  • attività aerobica tollerata, come bici da camera o esercizi in acqua;

  • un bastone nella mano opposta all'anca dolente, se il cammino è difficile;

  • preparare la casa: alzawater, sedie con braccioli, tappeti fissati;

  • gestione del dolore concordata con il medico.


Se il peggioramento è rapido (dolore notturno forte, impossibilità di camminare, perdita evidente di autonomia), va comunicato al chirurgo, che può rivalutare il caso. Per sapere cosa chiedere prima dell'intervento, leggi protesi d'anca: domande prima e dopo.


Come capire se il dolore all'inguine viene davvero dall'anca?


Il dolore dell'articolazione dell'anca si fa sentire soprattutto all'inguine, peggiora camminando e nei movimenti di rotazione e si accompagna a rigidità. Ma l'inguine può far male anche per altri motivi: muscoli, parete addominale, schiena. Per orientarti leggi dolore all'anca e all'inguine: da dove viene.


Quando farsi vedere subito



  • Dolore improvviso e molto forte all'anca, senza trauma, o impossibilità di caricare il peso.

  • Anca calda, gonfia, con febbre o malessere.

  • Dolore forte dopo una caduta, soprattutto oltre i 65 anni.

  • Dolore notturno costante con calo di peso inspiegato.

  • Peggioramento molto rapido mentre si è in lista d'attesa per la protesi.


Il parere del team Fisiosalaria


Vediamo spesso persone che, ricevuta la parola «artrosi», smettono di muoversi per paura di «consumare» l'anca. È l'errore più comune: muscoli deboli e articolazione rigida peggiorano dolore e funzione. L'opposto, cioè ignorare il dolore e continuare tutto come prima, non funziona meglio.


Conta trovare il carico giusto, con un programma che cresca nel tempo. Per chi è in attesa di protesi, arrivare all'intervento più forti rende il recupero più semplice. Se il dolore all'anca dura da più di qualche settimana, una valutazione aiuta a capire da dove viene e da dove ripartire.


Domande frequenti


Con l'artrosi dell'anca posso correre?


Dipende da quanto è avanzata e da come risponde l'anca. Molte persone passano ad attività a impatto più basso; altre continuano a correre con volumi ridotti, se il dolore lo permette.


Il conflitto femoro-acetabolare va sempre operato?


No. La sola forma alla radiografia, senza sintomi, non si opera. Nella sindrome sintomatica si parte di solito da fisioterapia e adattamento delle attività; l'intervento si discute con l'ortopedico.


Le infiltrazioni evitano la protesi?


Le infiltrazioni possono ridurre il dolore per settimane o mesi, ma non fermano l'artrosi. La decisione sulla protesi dipende da quanto dolore e limitazioni influiscono sulla vita quotidiana.


A 45 anni è troppo presto per la protesi?


Non esiste un'età minima rigida, ma a 45 anni di solito si punta prima a esercizio e cure conservative. La protesi si considera quando dolore e limitazione restano importanti nonostante queste cure.

Fonti

Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una visita medica o una valutazione fisioterapica.

Immagine: Arek Adeoye su Unsplash.

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