Pubalgia: come si riconosce e si distingue dall'ernia inguinale?

In breve. La pubalgia è un dolore all'inguine e al pube tipico di chi fa sport con scatti, calci e cambi di direzione. Si riconosce soprattutto con la visita: dove fa male alla pressione e quali test di forza riproducono il dolore. A differenza dell'ernia inguinale non c'è un rigonfiamento che compare sotto sforzo. L'esame più utile per escludere un'ernia è l'ecografia dinamica della parete inguinale. Esami negativi sono frequenti e non significano che il dolore non sia reale.


A cura del team clinico Fisiosalaria: ortopedici, fisioterapisti e osteopati. Ultima modifica 09.10.2026.


La pubalgia è un termine generico che indica un dolore nella zona del pube e dell'inguine, tipico di calcio, calcetto, rugby, hockey e tennis. Non è una diagnosi precisa ma un «contenitore»: dentro ci stanno problemi diversi.


Per questo il consenso internazionale di Doha del 2015 ha proposto di parlare di dolore inguinale dell'atleta e di dividerlo in base a dove nasce. Termini come «ernia dello sportivo» sono stati sconsigliati, perché fanno pensare a un'ernia che di solito non c'è. Quando approfondire un dolore comparso durante lo sport lo trovi in dolore all'inguine facendo sport.


Come viene riconosciuta una pubalgia?


Con la visita, prima che con gli esami. Il clinico raccoglie la storia, cerca i punti dolenti alla pressione e fa test di forza contro resistenza. Secondo il consenso di Doha le forme principali sono:



  • legata agli adduttori: dolore all'interno coscia vicino al pube, che si riproduce stringendo le gambe contro resistenza. È tra le più frequenti nel calcio;

  • legata all'ileopsoas: dolore davanti all'anca, sollevando la coscia contro resistenza o allungando la parte anteriore;

  • inguinale: dolore nel canale inguinale, senza ernia palpabile, che peggiora con sforzi addominali, tosse o starnuti;

  • pubica: dolore puntato sull'osso del pube e sulla sinfisi, l'articolazione al centro del bacino;

  • legata all'anca: dolore che nasce dall'articolazione, ad esempio per un conflitto femoro-acetabolare.


Più forme possono convivere nello stesso atleta. L'anca va sempre esaminata, perché movimenti ridotti dell'articolazione possono sovraccaricare tutta la zona.


Come si distingue una pubalgia da un'ernia inguinale?


La differenza principale è il rigonfiamento. Nell'ernia inguinale una parte del contenuto addominale spinge attraverso un punto debole della parete e forma una tumefazione visibile o palpabile. Di solito compare in piedi o sotto sforzo e rientra da sdraiati. Nella pubalgia il rigonfiamento non c'è.



  • Ernia inguinale: rigonfiamento, senso di peso, fastidio che aumenta stando in piedi a lungo. Può dare poco dolore.

  • Pubalgia: dolore legato ai gesti sportivi (scatti, tiri, cambi di direzione), che si calma a riposo e ritorna con lo sport. Nessun rigonfiamento.


Le due condizioni possono coesistere. Se si vede o si sente un rigonfiamento, il passo giusto è la valutazione del medico o del chirurgo generale.


Quale ecografia si richiede per una sospetta pubalgia?


Di solito un' ecografia della regione inguinale e della parete addominale, meglio se dinamica. Il medico osserva la parete mentre il paziente tossisce o spinge come per evacuare (manovra di Valsalva): così può comparire un'ernia che a riposo non si vede.


Nella stessa seduta si possono valutare le inserzioni dei tendini adduttori e degli addominali sul pube. Altri esami si aggiungono se il quadro non è chiaro:



  • radiografia del bacino: forma dell'anca e aspetto della sinfisi;

  • risonanza magnetica del bacino: osso del pube, edema osseo, tendini e articolazione dell'anca.


Pubalgia con esami negativi: come affrontarla?


Esami che non mostrano lesioni sono frequenti e non significano che il dolore sia «inventato». Molte pubalgie sono problemi di carico: tendini e muscoli ricevono più sforzo di quanto riescano a sopportare, e le immagini lo mostrano poco. Il consenso di Doha ricorda anche il contrario: alterazioni alle immagini sono comuni in atleti senza dolore.


Quando gli esami sono negativi, si cura in base alla diagnosi clinica:



  • ridurre per un periodo i gesti che scatenano il dolore, senza fermarsi del tutto;

  • rinforzo progressivo di adduttori e addominali, il cuore della riabilitazione;

  • controllo di tronco e anca nei gesti sportivi;

  • ritorno graduale a corsa, cambi di direzione e tiri.


Secondo l'American Academy of Orthopaedic Surgeons, nelle forme della parete inguinale 4-6 settimane di fisioterapia spesso risolvono il dolore e permettono di tornare allo sport.


Quali altre cause valutare quando una pubalgia diventa cronica?


Se il dolore dura molti mesi nonostante un programma ben fatto, va rivista la diagnosi. Il consenso di Doha elenca diverse cause «altre» da considerare:



  • ernia inguinale o femorale non vista;

  • nervi intrappolati della zona (otturatorio, ileoinguinale, genitofemorale), con bruciore o alterazioni della sensibilità;

  • dolore riferito da colonna lombare o articolazione sacroiliaca;

  • fratture da stress del bacino o del collo del femore;

  • cause ginecologiche, urologiche, intestinali, malattie reumatiche e, raramente, tumori.


Come impostare questa rivalutazione è spiegato in pubalgia che dura da più di un anno e in dolore cronico al pube e all'interno coscia.


Quando farsi vedere subito



  • Rigonfiamento inguinale doloroso che non rientra, con nausea, vomito o pancia gonfia: possibile ernia strozzata.

  • Dolore al testicolo improvviso e forte, con gonfiore.

  • Febbre con dolore al pube o all'anca.

  • Dolore improvviso dopo uno scatto con impossibilità di caricare la gamba.

  • Sangue nelle urine o disturbi urinari.


Il parere del team Fisiosalaria


«Pubalgia» spiega poco. Quello che fa la differenza è capire quale struttura è in sovraccarico: adduttori, parete addominale, pube o anca. Quando lo sguardo dell'ortopedico, del fisioterapista e dell'osteopata si incrociano, il quadro diventa spesso chiaro già alla visita.


L'errore più comune è affidarsi solo al referto: cercare la lesione quando gli esami sono negativi, o inseguire un'alterazione che non c'entra. Se il dolore dura da più di qualche settimana, una valutazione aiuta a capire da dove viene e da dove ripartire.


Domande frequenti


La pubalgia si vede in ecografia?


A volte. L'ecografia può mostrare alterazioni dei tendini o un'ernia sotto sforzo, ma spesso è negativa anche quando il dolore è reale.


Con l'ernia inguinale si può fare sport?


Dipende dai sintomi e dal parere del chirurgo. Un'ernia dolorosa o che cresce va valutata prima di riprendere sforzi intensi.


Quanto dura una pubalgia?


Le forme recenti trattate con esercizi migliorano spesso in alcune settimane. Quelle presenti da mesi richiedono più tempo e una diagnosi precisa.

Fonti

Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una visita medica o una valutazione fisioterapica.

Immagine: Gabin Vallet su Unsplash.

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