La teleriabilitazione è riconosciuta in Italia?
Il verdetto: Sì. In Italia la teleriabilitazione ha indicazioni nazionali approvate in Conferenza Stato-Regioni il 18 novembre 2021. È una modalità riconosciuta di erogare riabilitazione, non una cura «di serie B».
In breve. Sì, la teleriabilitazione è riconosciuta in Italia. Il 18 novembre 2021 la Conferenza Stato-Regioni ha approvato un accordo con le indicazioni nazionali per le prestazioni di teleriabilitazione fatte dalle professioni sanitarie, tra cui il fisioterapista. L’accordo la definisce come riabilitazione a distanza, prevede che l’idoneità del paziente sia valutata caso per caso e indica una tariffa equivalente a quella in presenza. Nel 2022 un decreto del Ministero della Salute ha poi fissato le linee guida tecniche per i servizi di telemedicina. Cosa offre concretamente la tua ASL dipende da come la Regione ha organizzato il servizio.
A cura del team clinico Fisiosalaria: ortopedici, fisioterapisti e osteopati. Ultima modifica 31.10.2026.
La teleriabilitazione è la riabilitazione fatta a distanza con strumenti digitali: videochiamate, app, piattaforme con esercizi, a volte sensori che registrano il movimento. Il paziente resta a casa, il professionista lo segue da remoto, in diretta o in differita.
Se vuoi sapere se la fisioterapia online funziona e per chi è adatta, ne abbiamo parlato in La fisioterapia online funziona? Qui ci concentriamo su un’altra domanda: cosa dicono le regole italiane, cosa garantisce il servizio pubblico e cosa controllare come paziente.
Esiste una legge sulla teleriabilitazione in Italia?
Non c’è una legge specifica, ma c’è un accordo nazionale che ha lo stesso scopo pratico: dare regole comuni. È l’accordo tra Governo, Regioni e Province autonome del 18 novembre 2021(Repertorio atti n. 231/CSR), intitolato «Indicazioni nazionali per l’erogazione di prestazioni e servizi di teleriabilitazione da parte delle professioni sanitarie».
L’accordo è stato preparato da un gruppo di lavoro nazionale sulla telemedicina, con il supporto dell’Istituto superiore di sanità. In sintesi:
- definisce la teleriabilitazione come un insieme di prestazioni a distanza per abilitare, ripristinare o mantenere il funzionamento di persone di ogni età, con disabilità o disturbi, anche temporanei, o a rischio di svilupparli;
- la applica a molti ambiti: motorio, cognitivo, neuropsicologico, della comunicazione, della deglutizione, e altri;
- chiede che ci sia un progetto riabilitativo con obiettivi, tempi e verifica dei risultati, come in presenza;
- prevede trattamenti sincroni(in diretta), asincroni(esercizi registrati o inviati) o misti.
Le Regioni poi recepiscono queste indicazioni e organizzano i servizi sul proprio territorio.
Quali sono le linee guida sulla telemedicina?
Accanto all’accordo sulla teleriabilitazione ci sono altri documenti nazionali. Un precedente accordo Stato-Regioni aveva già dato le indicazioni per le prestazioni di telemedicina, come la televisita. Poi il decreto del Ministero della Salute del 21 settembre 2022, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 2 novembre 2022, ha approvato le «linee guida per i servizi di telemedicina», con i requisiti funzionali e i livelli di servizio.
Tutto questo si collega alla Missione 6 del PNRR e al decreto sulla sanità territoriale (DM 77/2022), che prevede anche il monitoraggio da remoto tra gli strumenti della nuova assistenza vicino a casa. Cosa cambia per la riabilitazione lo raccontiamo in Cosa cambia per la riabilitazione con il PNRR e la sanità territoriale?
Televisita, teleconsulto, teleriabilitazione: che differenza c’è?
Sono parole simili ma indicano cose diverse:
- televisita: una visita a distanza, fatta dal medico, in cui si valuta un paziente già noto o si controlla l’andamento di una cura;
- teleconsulto: due o più professionisti che si confrontano a distanza su un caso;
- telemonitoraggio: la raccolta a distanza di dati (per esempio da sensori o dispositivi) che un professionista controlla;
- teleriabilitazione: il trattamento riabilitativo vero e proprio, fatto a distanza da un professionista sanitario della riabilitazione, come il fisioterapista.
Quindi, quando si cerca «televisita fisioterapia», nella maggior parte dei casi si intende una seduta di teleriabilitazione: valutazione dei progressi, esercizi guidati, correzioni in diretta.
Chi può fare teleriabilitazione e a chi è adatta?
La fanno i professionisti sanitari della riabilitazione, ciascuno nel proprio ambito: fisioterapista, logopedista, terapista occupazionale, e altri. Non è adatta a tutti e l’accordo chiede di valutare l’ idoneità caso per caso, tenendo conto di:
- il tipo di disturbo o disabilità e gli obiettivi;
- la possibilità di svolgere gli esercizi in modo corretto e sicuro, anche con l’aiuto di un familiare o di un caregiver;
- la capacità e la disponibilità a seguire il trattamento in questa modalità.
In pratica: una persona con buon equilibrio, una connessione stabile e un obiettivo chiaro (per esempio rinforzo dopo un intervento) può trarne vantaggio. Chi ha un alto rischio di cadute, deficit cognitivi importanti o ha bisogno di tecniche manuali avrà spesso bisogno di sedute in presenza, magari alternate a quelle a distanza.
La teleriabilitazione è garantita dal servizio pubblico?
L’accordo prevede che la teleriabilitazione possa essere erogata da strutture pubbliche e private accreditate per quelle attività, e che la tariffa sia equivalente a quella della stessa prestazione in presenza. Questo significa che, quando il servizio è attivo, segue le regole di prescrizione e partecipazione alla spesa (ticket) della prestazione corrispondente.
L’offerta però non è uguale ovunque: dipende da come ogni Regione e ogni ASL ha organizzato i servizi. Per sapere se nel tuo percorso è prevista la teleriabilitazione:
- chiedi al fisiatra o al servizio di riabilitazione che ti segue;
- informati presso la tua ASL o sul sito della Regione;
- se sei in assistenza domiciliare, chiedi se il piano prevede anche sedute a distanza (vedi Come si ottiene la fisioterapia a domicilio con l’ASL?).
Cosa devo controllare come paziente?
Le regole valgono anche per la riabilitazione a distanza. In particolare:
- il consenso informato: ti deve essere spiegato come si svolge il trattamento, benefici, rischi e come vengono trattati i dati; il materiale degli ordini professionali indica che, se non è scritto, può essere raccolto e registrato in altro modo e va conservato in cartella (approfondisci in Il fisioterapista deve chiedermi il consenso informato?);
- la piattaforma: deve offrire garanzie adeguate di sicurezza informatica, perché i dati sanitari sono dati «particolari» secondo il GDPR;
- l’ambiente di casa: spazio libero, una sedia stabile, un appoggio vicino se fai esercizi di equilibrio, qualcuno in casa se il rischio di cadute è alto;
- chi è il professionista: un fisioterapista deve essere iscritto all’albo anche quando lavora online.
Le buone pratiche suggerite agli operatori valgono anche per te: aggiorna le app, evita reti Wi-Fi pubbliche e dispositivi condivisi.
Il parere del team Fisiosalaria
La teleriabilitazione è uno strumento serio, con regole nazionali chiare, ed è particolarmente utile per chi abita lontano, ha difficoltà a spostarsi o deve proseguire gli esercizi dopo un ciclo in presenza. L’errore che vediamo più spesso è pensarla come un video di esercizi da guardare: senza una valutazione iniziale, obiettivi e controlli, perde gran parte del suo valore.
Spesso la soluzione migliore è mista: una valutazione dal vivo per capire il problema, poi sedute in presenza e a distanza a seconda della fase. Se non sai da dove partire, una prima valutazione aiuta a capire quale modalità ha senso nel tuo caso.
Domande frequenti
Per la teleriabilitazione con l’ASL serve la ricetta?
Sì, quando è erogata dal servizio pubblico segue le regole della prestazione corrispondente. Chiedi al medico o al fisiatra come viene prescritta nel tuo percorso.
La teleriabilitazione costa meno di quella in presenza?
Nel servizio pubblico l’accordo nazionale indica una tariffa equivalente a quella in presenza. Nel privato i prezzi sono liberi.
Posso fare teleriabilitazione dopo un ictus?
In alcuni casi sì, spesso con l’aiuto di un familiare e alternata a sedute in presenza. La decisione spetta all’équipe che ti segue.
Le sedute online finiscono nel Fascicolo sanitario?
La documentazione delle prestazioni pubbliche segue le regole del Fascicolo sanitario elettronico: vedi Cos’è il Fascicolo sanitario elettronico e come lo uso nel Lazio?
Fonti
- Conferenza Stato-Regioni, Repertorio atto n. 231/CSR del 18 novembre 2021
- Ministero della Salute, DM 21 settembre 2022, Linee guida per i servizi di telemedicina, Gazzetta Ufficiale 2022
- FNOFI, OFI Veneto Settentrionale e AIFI, Teleriabilitazione: quadro normativo, 2024
Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una visita medica o una valutazione fisioterapica.
Immagine: Vitaly Gariev su Unsplash.
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