Cosa cambia per la riabilitazione con il PNRR e la sanità territoriale?
In breve. Il PNRR, il Piano nazionale di ripresa e resilienza, ha finanziato una riforma dell'assistenza sanitaria «vicino a casa», le cui regole sono nel decreto ministeriale 77 del 2022 (DM 77). Il DM 77 definisce nuove strutture e figure: Case della Comunità, Ospedali di Comunità, Centrali operative territoriali (COT), infermiere di famiglia o comunità e un potenziamento delle cure domiciliari. Per chi ha bisogno di riabilitazione l'obiettivo è avere più punti di accesso sul territorio e passaggi più fluidi tra ospedale, struttura intermedia e casa. Quanto e come questi servizi funzionino dipende però dalla Regione e dalla ASL: conviene verificare sul sito della propria ASL.
A cura del team clinico Fisiosalaria: ortopedici, fisioterapisti e osteopati. Ultima modifica 31.10.2026.
Per sanità territoriale si intende tutta l'assistenza che non avviene in ospedale: il medico di famiglia, gli ambulatori, i servizi domiciliari, le strutture intermedie. È il livello di cura più vicino alle persone, quello che usiamo più spesso nella vita di tutti i giorni.
Con la pandemia è emerso quanto questo livello fosse fragile. Per rafforzarlo, la Missione 6 «Salute» del PNRR ha finanziato nuove strutture, tecnologia e telemedicina, mentre il DM 23 maggio 2022, n. 77 ha fissato i modelli e gli standard dell'assistenza territoriale in tutto il Servizio sanitario nazionale. Vediamo cosa significa per chi deve fare riabilitazione.
Cos'è il DM 77 del 2022?
È il decreto del Ministero della Salute che stabilisce modelli e standard per lo sviluppo dell'assistenza territoriale. È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 22 giugno 2022 ed è in vigore dal 7 luglio 2022.
Il decreto ha due allegati: il primo descrive il modello organizzativo, il secondo contiene gli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi, cioè le regole che Regioni e ASL devono rispettare. Tra i suoi capisaldi c'è la stratificazione della popolazione: dividere le persone in base ai bisogni di salute, per dare più attenzione a chi ha malattie croniche o fragilità.
Quali sono le nuove strutture della sanità territoriale?
Il DM 77 descrive diversi «mattoni» dell'assistenza vicino a casa:
- Casa della Comunità: il punto di riferimento per i bisogni di salute del quartiere, dove lavorano insieme medici di famiglia, infermieri, specialisti e altri professionisti. Ne parliamo in Le Case della Comunità offrono anche fisioterapia?
- Ospedale di Comunità: una struttura per ricoveri brevi di persone che non hanno bisogno dell'ospedale per acuti ma non possono ancora stare a casa. Vedi Cos'è un ospedale di comunità e quando ci si va?
- Centrale operativa territoriale (COT): un ufficio di coordinamento che organizza i passaggi tra ospedale, strutture e domicilio.
- Infermiere di famiglia o comunità: un infermiere di riferimento per persone e famiglie sul territorio.
- Assistenza domiciliare potenziata, anche con la telemedicina.
Cosa cambia concretamente per la riabilitazione?
L'idea di fondo è che la riabilitazione segua la persona lungo tutto il percorso, invece di fermarsi alla dimissione dall'ospedale. In pratica, il nuovo modello punta a:
- dimissioni più organizzate: la COT aiuta a capire dove proseguire le cure dopo un ricovero, per esempio in un Ospedale di Comunità, in riabilitazione o a casa;
- più cure a domicilio per chi non riesce a spostarsi, con interventi di diversi professionisti, compresi quelli della riabilitazione;
- un punto unico vicino a casa, la Casa della Comunità, dove orientarsi tra i servizi;
- più telemedicina, che apre la strada anche a forme di teleriabilitazione: vedi La teleriabilitazione è riconosciuta in Italia?
Facciamo un esempio. Una signora di 80 anni operata di protesi d'anca, che vive da sola al terzo piano senza ascensore, potrebbe non essere pronta a tornare a casa subito. Nel modello del DM 77 la dimissione viene pianificata: si valuta se serve un periodo in una struttura intermedia, quali ausili servono e come organizzare la riabilitazione a domicilio.
Il DM 77 garantisce la fisioterapia nella Casa della Comunità?
Non in modo automatico. Il DM 77 indica i servizi e i professionisti delle Case della Comunità, ma quali prestazioni di riabilitazione siano presenti in ciascuna sede dipende dall'organizzazione della Regione e della ASL.
Per questo è sempre utile informarsi: chiedere al medico di famiglia, al punto informativo della Casa della Comunità o consultare il sito della propria ASL. Per i percorsi pubblici più classici restano valide le regole su ricetta e prenotazione, che trovi in Come si prenota la fisioterapia con l'ASL nel Lazio?
A che punto è la riforma?
Lo stato di attuazione è diverso da Regione a Regione e da quartiere a quartiere. Il PNRR aveva come orizzonte temporale il 2026 per realizzare le strutture, ma aprire un edificio non basta: servono personale, orari e servizi attivi.
A livello nazionale, la legge sulle liste d'attesa del 2024 (decreto-legge 73/2024) affida alla Piattaforma nazionale delle liste di attesa gestita da AGENAS anche il monitoraggio dell'attuazione del DM 77. Per sapere cosa è attivo vicino a te, la fonte più affidabile resta il sito della tua ASL o della Regione.
Chi ha più da guadagnare da questi cambiamenti?
Soprattutto le persone con bisogni complessi e continuativi:
- anziani fragili dopo una caduta o una frattura;
- persone con malattie croniche come scompenso cardiaco, BPCO, esiti di ictus;
- chi esce da un ricovero e ha bisogno di continuare la riabilitazione: vedi Dopo un ricovero come si continua la riabilitazione nel Lazio?;
- caregiver che hanno bisogno di un punto di riferimento per orientarsi.
Il parere del team Fisiosalaria
Dal nostro punto di vista, l'idea della sanità territoriale va nella direzione giusta: la riabilitazione funziona meglio quando è continua e vicina alla vita reale delle persone, alle loro scale, alla loro cucina, al loro quartiere. L'ortopedico, il fisioterapista e l'osteopata lo vedono ogni giorno: i passaggi tra un servizio e l'altro sono i momenti in cui si perdono più progressi.
L'errore più comune è aspettare senza muoversi mentre si attende un servizio. Chiedi presto informazioni su cosa è disponibile, e nel frattempo segui le indicazioni ricevute alla dimissione. Se vuoi un parere sul tuo percorso, anche una sola valutazione può aiutare a capire le priorità.
Domande frequenti
Le Case della Comunità sostituiscono il medico di famiglia?
No. Il medico di famiglia resta il riferimento; nelle Case della Comunità lavora insieme ad altri professionisti.
Come si entra in un Ospedale di Comunità?
Di solito su proposta del medico di famiglia o del reparto ospedaliero al momento della dimissione, secondo le regole della Regione.
Cos'è la COT e devo contattarla io?
La Centrale operativa territoriale coordina i passaggi tra servizi; in genere lavora con medici e strutture, non come sportello per il pubblico. Le modalità variano tra le ASL.
Dove trovo i servizi attivi nella mia zona?
Sul sito della tua ASL o della Regione, oppure chiedendo al medico di famiglia o al punto informativo della Casa della Comunità.
Fonti
- Gazzetta Ufficiale, DM 23 maggio 2022 n. 77, Modelli e standard per l'assistenza territoriale, 2022
- Gazzetta Ufficiale, Serie generale n. 144 del 22 giugno 2022 (testo e allegati del DM 77)
- Normattiva, Decreto-legge 7 giugno 2024 n. 73, testo vigente
Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una visita medica o una valutazione fisioterapica.
Immagine: Arek Adeoye su Unsplash.
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