Il fisioterapista deve chiedermi il consenso informato?

Il verdetto: Sì. Ogni trattamento sanitario, fisioterapia compresa, richiede il tuo consenso libero e informato, salvo i casi previsti dalla legge.

In breve. Sì: anche il fisioterapista deve informarti e ottenere il tuo consenso prima di trattarti. Lo prevede la legge 219 del 2017, secondo cui nessun trattamento sanitario può iniziare o proseguire senza il consenso libero e informato della persona, salvo i casi previsti dalla legge. Informato vuol dire che ti hanno spiegato in modo comprensibile cosa si fa, perché, con quali benefici e rischi, e quali alternative esistono. Puoi dire di no, o cambiare idea durante il percorso.

A cura del team clinico Fisiosalaria: ortopedici, fisioterapisti e osteopati. Ultima modifica 31.10.2026.

Il consenso informato è l’accordo che dai a un trattamento sanitario dopo aver ricevuto informazioni chiare su cosa comporta. Non è un modulo da firmare in fretta in sala d’attesa: è il risultato di una spiegazione e di un dialogo.

Molti pensano che il consenso riguardi solo gli interventi chirurgici. In realtà vale per ogni atto sanitario, anche per una manipolazione, un esercizio con carichi, una terapia fisica. In fisioterapia il contatto è diretto e spesso ripetuto: per questo informazione e consenso fanno parte di ogni seduta, non solo della prima.

Cosa dice la legge 219 del 2017 sul consenso?

La legge 219 del 2017 dice che nessun trattamento sanitario può essere iniziato o proseguito senza il consenso libero e informato della persona interessata, tranne nei casi previsti dalla legge. È entrata in vigore il 31 gennaio 2018 e regola sia il consenso informato sia le disposizioni anticipate di trattamento.

I punti principali, detti in modo semplice:

  • diritto a sapere: hai diritto a conoscere le tue condizioni di salute e a ricevere informazioni complete, aggiornate e comprensibili su diagnosi, prognosi, benefici e rischi dei trattamenti, sulle alternative e sulle conseguenze di un eventuale rifiuto;
  • relazione di cura: la legge parla di relazione di cura e di fiducia tra paziente e professionisti. Vi contribuiscono, secondo le rispettive competenze, tutti i professionisti sanitari dell’équipe, quindi anche il fisioterapista;
  • documentazione: il consenso va documentato in forma scritta, con videoregistrazione o, per la persona con disabilità, con strumenti che le permettano di comunicare, e va inserito nella documentazione sanitaria;
  • rifiuto e revoca: puoi rifiutare un trattamento, in tutto o in parte, e puoi revocare un consenso già dato;
  • tempo per parlare: la legge afferma che il tempo della comunicazione tra professionista e paziente è tempo di cura.

In fisioterapia di cosa devono informarmi?

Il fisioterapista deve spiegarti, con parole comprensibili, cosa ha trovato nella valutazione e cosa propone. In pratica, dovresti uscire dalla prima seduta sapendo rispondere a queste domande:

  • cosa ha valutato e qual è l’ipotesi sul tuo problema, nei limiti delle sue competenze. Il tema è approfondito in Il fisioterapista può fare diagnosi?
  • cosa farete: esercizi, tecniche manuali, eventuali terapie fisiche;
  • perché: quale obiettivo si vuole raggiungere;
  • cosa puoi sentire: un indolenzimento dopo gli esercizi, un fastidio durante una tecnica;
  • i rischi, anche se rari, e le situazioni in cui una tecnica non è indicata;
  • le alternative, compresa quella di non fare nulla o di aspettare.

Se qualcosa non è chiaro, chiedi. Trovi alcune domande utili in Quali domande è utile fare al fisioterapista?

Il consenso si dà una volta sola o a ogni trattamento?

Il consenso si dà all’inizio del percorso, ma va rinnovato quando il piano cambia in modo importante. Se dopo qualche seduta il fisioterapista propone una tecnica nuova, con rischi diversi, è giusto che te la spieghi e chieda di nuovo il tuo accordo.

Alcune situazioni in cui è normale tornare a parlarne:

  • una tecnica manuale più intensa, come una manipolazione: vedi Lo “scrocchio” della manipolazione rimette a posto qualcosa?
  • una terapia fisica con apparecchi, che ha controindicazioni proprie;
  • un trattamento in zone delicate del corpo, o che richiede di spogliarsi più del previsto;
  • un cambio importante di obiettivi o di durata del percorso.

Posso rifiutare o interrompere un trattamento?

Sì. Puoi rifiutare un trattamento proposto o fermarlo in qualsiasi fase, anche durante una seduta. Non devi giustificarti, anche se spiegare il motivo aiuta il professionista a proporti un’alternativa.

Un buon fisioterapista ti spiega le conseguenze della scelta e cerca un’altra strada. Rifiutare una tecnica non vuol dire rinunciare al percorso. Se invece non ti trovi bene, puoi anche cambiare professionista: ne parliamo in Posso cambiare fisioterapista a metà percorso?

E se il paziente è un minore o una persona fragile?

Per i minori il consenso lo danno i genitori, o il tutore, tenendo conto della volontà del ragazzo in base all’età e alla maturità. La legge chiede comunque di dare al minore informazioni adatte alla sua capacità di capire.

Per le persone che non possono decidere da sole, la legge prevede figure come il tutore o l’amministratore di sostegno, secondo quanto stabilito dal giudice. Anche in questi casi la persona va coinvolta il più possibile.

Consenso informato e consenso privacy sono la stessa cosa?

No, sono due cose diverse. Il consenso informato riguarda il trattamento sanitario: accetti di essere curato in un certo modo. La privacy riguarda i tuoi dati personali.

Per i dati necessari a curarti, il Garante per la protezione dei dati personali ha chiarito nel 2019 che il professionista sanitario non deve chiederti un consenso specifico: deve però darti un’informativa chiara. Il consenso privacy serve per altri usi, come il marketing. Approfondisci in Come vengono trattati i miei dati sanitari dal fisioterapista?

Il parere del team Fisiosalaria

Per noi il consenso non è un foglio, è una conversazione. Una persona che ha capito cosa stiamo facendo e perché collabora meglio, fa gli esercizi con più costanza e si spaventa meno se un giorno sente più fastidio. L’errore più comune è dare per scontato che il paziente sappia cosa aspettarsi.

Il nostro consiglio è di non firmare nulla che non ti sia stato spiegato e di fare domande fino a quando il piano ti è chiaro. È un tuo diritto, e rende il percorso più efficace.

Domande frequenti

Il consenso deve essere per forza scritto?

La legge 219 del 2017 prevede che il consenso sia documentato, in forma scritta o con altri strumenti come la videoregistrazione. Le strutture di solito usano un modulo, ma deve sempre seguire una spiegazione a voce.

Se ho firmato il consenso posso cambiare idea?

Sì, il consenso si può revocare. Basta dirlo al professionista, che ne prende nota.

Posso chiedere di non ricevere tutte le informazioni?

La legge prevede che tu possa rifiutare in tutto o in parte le informazioni e indicare una persona di fiducia che le riceva al tuo posto.

Il consenso protegge il fisioterapista da ogni responsabilità?

No. Il consenso riguarda la tua scelta informata; non toglie al professionista il dovere di lavorare con cura e competenza.

Fonti

Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una visita medica o una valutazione fisioterapica.

Immagine: Vitaly Gariev su Unsplash.

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