Dopo la distorsione sento un dolore profondo nella caviglia: è la cartilagine?

In breve. Un dolore profondo, «dentro» la caviglia, che resta mesi dopo una distorsione può dipendere da una lesione osteocondrale dell'astragalo, cioè un danno della cartilagine e dell'osso che rivestono l'astragalo, l'osso su cui poggia la tibia. Non è l'unica causa: anche instabilità, conflitti tra ossa e tessuti molli, tendini o un recupero incompleto danno dolore persistente. La lesione della cartilagine spesso sfugge alla radiografia; si vede con la risonanza. Le lesioni piccole e stabili si curano spesso senza intervento; quelle che continuano a dare dolore si valutano con l'ortopedico per la chirurgia.

A cura del team clinico Fisiosalaria: ortopedici, fisioterapisti e osteopati. Ultima modifica 23.10.2026.

L' astragalo, o talo, è l'osso del piede che si incastra tra tibia e perone e forma la caviglia vera e propria. La sua parte superiore, la cupola, è rivestita di cartilagine, un tessuto liscio che fa scorrere le ossa senza attrito. Una lesione osteocondrale è un danno di questa cartilagine e, spesso, dell'osso subito sotto.

L'Hospital for Special Surgery di New York spiega che la causa più frequente è proprio una distorsione: quando la caviglia si storta, l'astragalo urta contro la tibia e la cartilagine può incrinarsi o staccarsi in parte. Possono contribuire anche distorsioni ripetute e un'instabilità cronica. La cartilagine guarisce poco da sola, perché non ha vasi sanguigni: per questo il dolore può durare a lungo.

Perché la caviglia mi fa ancora male mesi dopo la distorsione?

Nella maggior parte dei casi la distorsione migliora in poche settimane. Se a distanza di mesi la caviglia fa ancora male, le cause più frequenti sono:

  • riabilitazione incompleta e instabilità: l'AAOS la indica come la causa più comune di problemi cronici dopo una distorsione;
  • lesione osteocondrale dell'astragalo;
  • conflitto(impingement) tra ossa o tessuti cicatriziali, davanti o dietro la caviglia;
  • lesioni di tendini, ad esempio dei peronei sul lato esterno;
  • sindrome del seno del tarso, un dolore nella fossetta davanti al malleolo esterno;
  • una frattura piccola sfuggita alla prima radiografia.

Una panoramica di queste possibilità si trova in Perché la caviglia fa ancora male settimane dopo la distorsione? Qui approfondiamo il sospetto più «nascosto»: la cartilagine.

Come capisco se è la cartilagine dell'astragalo?

Solo gli esami lo confermano, ma alcuni sintomi orientano verso una lesione osteocondrale:

  • dolore profondo, difficile da indicare con un dito, «dentro» l'articolazione;
  • dolore che compare caricando il peso, camminando a lungo, correndo o saltando;
  • gonfiore che va e viene, spesso dopo l'attività;
  • sensazione di blocco, scatto o incastro, se un frammento è instabile;
  • sintomi che non passano nonostante la riabilitazione abbia ridato forza ed equilibrio.

Un dolore superficiale, che si risveglia toccando un punto preciso del legamento, fa invece pensare più ai tessuti molli. Se la caviglia continua a girarsi, il problema principale potrebbe essere l' instabilità cronica.

Quali esami servono? La radiografia basta?

Spesso no. L'HSS ricorda che la radiografia mostra l'osso ma non la cartilagine, e che può non vedere queste lesioni fino in circa metà dei casi. Per questo, quando il sospetto è concreto, l'esame più indicato è la risonanza magnetica, che mostra cartilagine, osso e anche legamenti e tendini. L'AAOS suggerisce di valutare la risonanza quando i sintomi della distorsione persistono oltre 6-8 settimane. In alcuni casi il chirurgo può chiedere anche una TAC per misurare meglio la lesione.

Nel referto c'è scritto «edema osseo»: cosa vuol dire?

L' edema osseo è un'area dell'osso che alla risonanza appare imbibita di liquido. Dopo una distorsione è frequente e indica che l'osso ha subito un urto, una sorta di «livido» interno. Spesso si riduce nel giro di mesi con un carico ben dosato. Da solo non significa che la cartilagine sia rotta: il referto va letto insieme alla visita e, se serve, ricontrollato nel tempo.

La lesione osteocondrale va operata?

Non sempre. Le lesioni piccole, stabili e poco sintomatiche si trattano di solito prima senza intervento: riduzione dei carichi che fanno male, a volte un periodo di tutore o di scarico parziale, poi riabilitazione con recupero di mobilità, forza ed equilibrio e ritorno graduale all'attività.

Quando la lesione continua a dare dolore, è instabile o c'è un frammento staccato, si valuta la chirurgia. L'HSS spiega che la scelta dipende da dimensioni e posizione della lesione: per le lesioni più piccole, sotto circa un centimetro, si usa spesso l'artroscopia con stimolazione del midollo osseo, cioè piccoli fori nell'osso per favorire la formazione di nuovo tessuto; per quelle più grandi si considerano tecniche di trapianto osteocondrale. La decisione è del chirurgo con il paziente. Domande utili da fare: quanto è grande e stabile la lesione? Quali sono le alternative? Quanto dura lo scarico e quando potrò tornare allo sport?

Cosa posso fare intanto?

  • Non fermarti del tutto: mantieni attività che non risvegliano il dolore, come bici o nuoto, se lo specialista è d'accordo.
  • Riduci gli impatti: corsa, salti e sport con cambi di direzione finché il quadro non è chiaro.
  • Lavora su forza ed equilibrio, che servono comunque, qualunque sia la causa.
  • Tieni un diario: quando fa male, dopo quali attività, se si gonfia. È prezioso per la visita.

Se il dolore è più forte di notte, leggi anche caviglia che fa male di notte dopo la distorsione. Nel lungo periodo, danni ripetuti della cartilagine possono favorire l' artrosi della caviglia: è una ragione in più per non trascurare un dolore che non passa.

Quando farsi vedere subito

  • La caviglia si blocca e non riesci più a muoverla.
  • Non riesci a caricare il peso o il dolore aumenta di giorno in giorno.
  • Caviglia calda, rossa, molto gonfia, con febbre.
  • Dolore notturno costante, che non cambia con la posizione.
  • Polpaccio gonfio, caldo e dolente: va esclusa una trombosi.
  • Formicolio o perdita di forza nel piede.

Il parere del team Fisiosalaria

Vediamo spesso caviglie che «non sono mai tornate come prima» dopo una storta, con radiografie negative e mesi di attesa. In molti casi il problema è una riabilitazione rimasta a metà, e si risolve con un buon lavoro di forza ed equilibrio. In una parte dei casi, però, il dolore profondo e il gonfiore dopo l'attività meritano di guardare la cartilagine. L'errore più comune è fermarsi alla radiografia normale.

L'ortopedico decide quando servono risonanza o altri esami e discute le opzioni; il fisioterapista dosa i carichi e guida il recupero; l'osteopata lavora sulla mobilità di caviglia e piede. Se la caviglia fa male da mesi dopo una distorsione, una valutazione aiuta a capire da dove viene il dolore e da dove ripartire.

Domande frequenti

La cartilagine della caviglia si ripara da sola?

Poco, perché non ha vasi sanguigni. Le lesioni piccole e stabili possono però diventare poco sintomatiche con una gestione conservativa.

Con una lesione osteocondrale posso correre?

Dipende da dimensione, stabilità e sintomi. Va deciso con lo specialista; in genere si riprende in modo graduale, guidati dal dolore e dal gonfiore.

L'edema osseo è grave?

Di solito indica un urto dell'osso e tende a ridursi nei mesi. Va interpretato insieme ai sintomi e alla visita.

Dopo quanto tempo dalla distorsione conviene la risonanza?

Se dopo 6-8 settimane di cure adeguate il dolore persiste, è ragionevole parlarne con l'ortopedico. Prima, se ci sono blocchi o segnali d'allarme.

Fonti

Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una visita medica o una valutazione fisioterapica.

Immagine: Henry Gray, Anatomy of the Human Body (1918), pubblico dominio, via Wikimedia Commons.

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