Posso chiedere la copia della mia cartella fisioterapica?
Il verdetto: Sì. Hai diritto ad avere una copia della documentazione sanitaria che ti riguarda, anche quella della fisioterapia.
In breve. Sì, puoi chiedere la copia della tua cartella fisioterapica. Per le strutture sanitarie pubbliche e private, la legge 24 del 2017 prevede che la documentazione disponibile sia consegnata entro sette giorni dalla richiesta, con eventuali integrazioni entro trenta giorni, preferibilmente in formato elettronico. Per lo studio di un libero professionista vale comunque il diritto di accesso ai propri dati previsto dal GDPR. Basta una richiesta scritta, con un documento d’identità.
A cura del team clinico Fisiosalaria: ortopedici, fisioterapisti e osteopati. Ultima modifica 31.10.2026.
La cartella fisioterapica, o cartella riabilitativa, è il documento in cui il fisioterapista annota la tua storia: il motivo per cui sei arrivato, la valutazione iniziale, gli obiettivi, cosa è stato fatto nelle sedute e come sei cambiato nel tempo. È l’equivalente, per la riabilitazione, della cartella clinica di un ricovero.
Averne una copia può servire in molte situazioni: cambi professionista, devi fare una visita specialistica, stai preparando una pratica per un infortunio, oppure vuoi semplicemente conservare la tua storia. Vediamo cosa prevede la legge e come fare la richiesta nel modo giusto.
Ho diritto alla copia della mia cartella clinica o fisioterapica?
Sì. Il diritto nasce da due fonti principali, che si applicano a seconda di chi ti ha curato.
- Strutture sanitarie pubbliche e private: la legge 24 del 2017, sulla sicurezza delle cure, all’articolo 4 stabilisce che la direzione sanitaria fornisca la documentazione sanitaria disponibile entro sette giorni dalla richiesta degli aventi diritto, preferibilmente in formato elettronico. Le eventuali integrazioni arrivano entro un massimo di trenta giorni dalla richiesta.
- Studi di liberi professionisti: vale il diritto di accesso del GDPR, il regolamento europeo sulla privacy. Puoi chiedere quali dati ti riguardano e averne una copia. Il titolare deve rispondere senza ritardo e, di regola, entro un mese.
In entrambi i casi, la documentazione riguarda te: non è un favore, è un diritto.
Cosa c’è in una cartella riabilitativa?
Il contenuto varia da struttura a struttura, ma di solito trovi:
- anamnesi, cioè la tua storia: sintomi, inizio del problema, interventi, altre malattie;
- valutazione iniziale: test di movimento, forza, dolore, scale di misura;
- obiettivi e piano di trattamento;
- diario delle sedute: cosa è stato fatto e come hai risposto;
- rivalutazioni e relazione finale, se prevista;
- il consenso informato raccolto: vedi Il fisioterapista deve chiedermi il consenso informato?
Se hai portato referti o esami esterni, lo studio potrebbe averne una copia. Gli originali restano tuoi.
Come si chiede l’accesso alla documentazione sanitaria?
La strada più semplice è una richiesta scritta, che lascia traccia della data. Ecco come procedere:
- Scrivi una richiesta allo studio o alla struttura: per email, PEC, modulo dedicato o a mano allo sportello. Molte strutture pubbliche hanno un ufficio cartelle cliniche e un modulo apposito.
- Indica cosa vuoi: tutta la cartella o solo alcune parti, il periodo, e se preferisci il formato elettronico o cartaceo.
- Allega un documento d’identità, così il titolare può verificare che sei tu.
- Conserva la data di invio: da lì partono i tempi di risposta.
Se la richiesta riguarda una struttura pubblica e non ottieni risposta nei tempi, puoi rivolgerti all’Ufficio relazioni con il pubblico: ne parliamo in Come faccio un reclamo se un servizio sanitario non funziona?
Chi altro può chiedere la mia cartella?
Di regola solo tu, o chi ha titolo per farlo. In particolare:
- una persona da te delegata, con delega scritta e copia dei documenti d’identità di entrambi;
- i genitori o il tutore, per un figlio minorenne;
- il tutore o l’ amministratore di sostegno, nei limiti stabiliti dal giudice;
- in caso di decesso, chi ha un interesse proprio o agisce a tutela dell’interessato, come gli eredi, secondo le regole sulla privacy.
Familiari, datore di lavoro o terzi non possono ottenerla senza un titolo. Per un quadro generale sulla riservatezza, leggi Come vengono trattati i miei dati sanitari dal fisioterapista?
La copia della cartella si paga?
Dipende. Per il diritto di accesso previsto dal GDPR, la prima copia dei dati è di norma gratuita; per copie ulteriori il titolare può chiedere un contributo ragionevole. Le strutture sanitarie hanno spesso regolamenti propri per il rilascio di copie conformi, cioè certificate come uguali all’originale, che possono prevedere un costo.
Prima di fare la richiesta, chiedi se ci sono costi e tempi diversi per la copia semplice e per quella conforme. Per una pratica legale o assicurativa, potrebbe servire proprio la copia conforme.
A cosa serve avere la copia della cartella?
Ha diverse utilità pratiche:
- continuità di cura: se cambi fisioterapista, il nuovo professionista sa cosa è stato fatto e cosa ha funzionato. Vedi Posso cambiare fisioterapista a metà percorso?
- visite specialistiche: l’ortopedico o il fisiatra vedono l’evoluzione dei sintomi;
- pratiche per infortuni sul lavoro o incidenti stradali: trovi i dettagli in Infortunio sul lavoro: l’INAIL copre la fisioterapia? e Dopo un incidente stradale la fisioterapia viene rimborsata?
- memoria personale: se il problema si ripresenta dopo anni, sapere cosa è stato fatto aiuta a ripartire meglio.
Il parere del team Fisiosalaria
Una cartella ben compilata è uno strumento di lavoro, non solo un obbligo. Quando un paziente porta la documentazione di un percorso precedente, capiamo subito cosa è già stato provato e quali risultati ha dato, e non si riparte da zero.
Il nostro consiglio è di chiedere sempre, alla fine di un percorso, una breve relazione o la copia della documentazione. Conservala insieme ai referti e alla lettera di dimissione: ti sarà utile più di quanto pensi.
Domande frequenti
Posso chiedere la cartella anche se il percorso non è finito?
Sì. Il diritto di accesso vale in ogni momento; riceverai la documentazione disponibile alla data della richiesta.
Il fisioterapista può rifiutarsi di darmi la cartella?
Di norma no: la documentazione che ti riguarda va resa accessibile. Possono essere chiesti un documento d’identità e, per le copie conformi o ulteriori, un contributo spese secondo le regole applicabili.
La cartella fisioterapica finisce nel Fascicolo sanitario elettronico?
Dipende dalla struttura e dal suo collegamento con il sistema regionale. Spesso non succede per gli studi privati: in quel caso conserva tu la copia.
Posso far correggere un dato sbagliato in cartella?
Puoi chiedere la rettifica di dati inesatti, come dati anagrafici o allergie. Le valutazioni cliniche restano del professionista, ma puoi chiedere di aggiungere una tua nota.
Fonti
- Gazzetta Ufficiale, Legge 8 marzo 2017, n. 24: sicurezza delle cure e responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie
- Garante per la protezione dei dati personali, Chiarimenti sul trattamento dei dati relativi alla salute in ambito sanitario (provv. n. 55), 7 marzo 2019
- Regione Lazio, URP-NUR: informazioni sull’utilizzo del nuovo Fascicolo sanitario elettronico, 2026
Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una visita medica o una valutazione fisioterapica.
Immagine: Arek Adeoye su Unsplash.
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