Come vengono trattati i miei dati sanitari dal fisioterapista?

In breve. I tuoi dati sanitari sono dati particolarmente protetti dal regolamento europeo sulla privacy, il GDPR. Il fisioterapista può usarli senza chiederti un consenso specifico solo per curarti, perché è vincolato al segreto professionale; deve però darti un’informativa chiara. Per altri usi, come il marketing o alcune app, serve il tuo consenso esplicito. I tuoi referti li vedono il professionista e chi lavora con lui sotto segreto; familiari, datore di lavoro o altre persone solo se lo decidi tu o se lo prevede la legge.

A cura del team clinico Fisiosalaria: ortopedici, fisioterapisti e osteopati. Ultima modifica 31.10.2026.

I dati sanitari sono tutte le informazioni sulla tua salute fisica o mentale: diagnosi, referti, esami, terapie, ma anche la semplice annotazione che hai mal di schiena da tre mesi. Il GDPR, il regolamento europeo sulla protezione dei dati, li mette tra le «categorie particolari di dati»: possono essere trattati solo in casi precisi e con più tutele.

Quando vai dal fisioterapista racconti molte cose personali: il lavoro, lo sport, a volte la vita familiare. È naturale chiedersi dove finiscono queste informazioni. Vediamo cosa dice la legge e cosa puoi pretendere da uno studio o da un centro di fisioterapia.

Il fisioterapista deve chiedermi il consenso per usare i miei dati?

Per i dati necessari a curarti, no. Il Garante per la protezione dei dati personali ha chiarito nel 2019 che il professionista sanitario non deve chiedere il consenso per i trattamenti necessari alla prestazione che hai richiesto. Vale sia per il libero professionista sia per chi lavora in una struttura pubblica o privata.

Il motivo è che il trattamento avviene per finalità di cura ed è svolto da un professionista soggetto al segreto professionale. Il segreto è la garanzia che rende possibile usare i dati senza un consenso aggiuntivo.

Attenzione a non confondere questo tema con il consenso informato al trattamento sanitario, che invece serve sempre: ne parliamo in Il fisioterapista deve chiedermi il consenso informato?

Quando invece serve il mio consenso per la privacy?

Serve quando i dati vengono usati per scopi diversi dalla cura in senso stretto. Il Garante ha indicato alcuni esempi:

  • promozione e marketing: newsletter commerciali, offerte, comunicazioni pubblicitarie;
  • app sanitarie in cui i dati possono essere visti da persone non tenute al segreto, o usate per scopi diversi dalla telemedicina;
  • Fascicolo sanitario elettronico e dossier sanitario, secondo le regole di settore;
  • consegna dei referti online, che segue regole specifiche.

In questi casi il consenso deve essere separato, libero e revocabile. Se rifiuti il marketing, la tua cura non deve cambiare.

Cosa deve dirmi l’informativa privacy di uno studio di fisioterapia?

L’informativa è il documento che spiega come vengono usati i tuoi dati. Deve essere chiara, breve e facile da trovare. Al suo interno dovresti trovare almeno:

  • chi è il titolare del trattamento, cioè lo studio o la struttura, e come contattarlo;
  • perché raccoglie i dati e su quale base giuridica;
  • a chi possono essere comunicati, per esempio al commercialista per la fattura o al sistema pubblico per l’invio delle spese sanitarie;
  • per quanto tempo vengono conservati, o con quali criteri si decide;
  • i tuoi diritti e come esercitarli.

Per l’invio delle spese al 730 precompilato esiste anche un diritto di opposizione specifico: lo spieghiamo in Le spese di fisioterapia vanno nel 730 precompilato?

Chi può vedere i miei referti?

I tuoi referti li può vedere chi ti cura e chi lavora con lui sotto obbligo di segreto. In uno studio o in un centro, questo può includere:

  • il fisioterapista che ti segue e, se serve, i colleghi coinvolti nel tuo percorso, come l’ortopedico o l’osteopata;
  • il personale di segreteria, per le sole informazioni necessarie a gestire appuntamenti e pagamenti, con un obbligo di riservatezza;
  • i fornitori di servizi, come il gestionale informatico, vincolati da un contratto sulla protezione dei dati.

Non possono vederli, senza il tuo permesso o una norma che lo preveda, i tuoi familiari, il datore di lavoro, l’allenatore della squadra o un’assicurazione. Se vuoi che un familiare riceva informazioni, dillo tu, e possibilmente mettilo per iscritto.

Quali diritti ho sui miei dati sanitari?

Il GDPR ti riconosce diversi diritti, che puoi esercitare scrivendo al titolare del trattamento:

  • accesso: sapere quali dati hanno e averne una copia. Per la documentazione clinica, vedi Posso chiedere la copia della mia cartella fisioterapica?
  • rettifica: correggere dati sbagliati, come un indirizzo o un’allergia segnata male;
  • limitazione e opposizione in alcuni casi, per esempio all’uso dei dati per marketing;
  • cancellazione, nei limiti previsti: la documentazione sanitaria va conservata per i tempi stabiliti dalle norme, quindi non sempre può essere cancellata subito;
  • reclamo al Garante per la protezione dei dati personali, se ritieni che i tuoi diritti non siano stati rispettati.

Posso ricevere referti o esercizi su WhatsApp o per email?

Si può, ma con cautela. Email e messaggi sono comodi, però i dati sanitari richiedono protezioni adeguate. Il Garante, per esempio, per l’invio dei promemoria delle ricette via email ha chiesto allegati protetti con credenziali inviate a parte.

In pratica, è buona regola che lo studio ti chieda come preferisci ricevere le comunicazioni e che i documenti sanitari viaggino in forma protetta. Un video di esercizi generico pone meno problemi di un referto con la tua diagnosi.

Il parere del team Fisiosalaria

La fiducia è parte della cura. Una persona che sa che ciò che racconta resta riservato parla più apertamente di dolore, lavoro, sonno e stress, e la valutazione diventa più precisa. Per questo la riservatezza non è solo un obbligo di legge, ma una condizione per lavorare bene.

Se hai dubbi su come vengono usati i tuoi dati, chiedi di leggere l’informativa e di sapere chi è il riferimento per la privacy nello studio. Sono domande normali, e meritano risposte chiare.

Domande frequenti

Il fisioterapista può parlare del mio caso con il mio medico?

Lo scambio di informazioni tra professionisti che ti curano è collegato alla tua cura. È buona prassi che te lo dica e che tu sia d’accordo, soprattutto se la comunicazione esce dallo studio.

Uno studio di fisioterapia deve avere un responsabile della protezione dei dati?

Secondo il Garante, il singolo libero professionista di norma non è obbligato a nominarlo. Le strutture che trattano dati su larga scala, come ospedali e aziende sanitarie, sì.

Per quanto tempo conservano la mia cartella?

Dipende dal tipo di documento e di struttura: alcune norme fissano tempi precisi, altrimenti li stabilisce il titolare e li deve indicare nell’informativa.

Posso chiedere di non ricevere pubblicità dallo studio?

Sì. Il consenso al marketing è facoltativo e revocabile, e il rifiuto non deve avere conseguenze sulla tua cura.

Fonti

Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una visita medica o una valutazione fisioterapica.

Immagine: Vitaly Gariev su Unsplash.

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