Mio figlio inciampa e cade spesso: è un problema di piedi o di coordinazione?
In breve. Molti bambini piccoli inciampano e cadono spesso: equilibrio e coordinazione maturano con gli anni, e fino ai 3-4 anni le cadute frequenti sono quasi sempre normali. A volte c'entrano i piedi o le gambe, come i piedi che puntano in dentro, che possono far inciampare ma di solito si correggono da soli con la crescita. Se però il bambino è goffo in molte attività, fatica a correre, saltare, prendere la palla, vestirsi o scrivere, può trattarsi di un disturbo della coordinazione motoria(o disprassia). Va fatto valutare se le cadute aumentano invece di diminuire, se riguardano una sola gamba, se il bambino perde capacità che aveva o fatica ad alzarsi da terra.
A cura del team clinico Fisiosalaria: ortopedici, fisioterapisti e osteopati. Ultima modifica 23.10.2026.
Imparare a camminare, correre e saltare è un lavoro lungo per il cervello. Deve mettere insieme vista, equilibrio, forza e la percezione di dove si trovano piedi e gambe. Nei primi anni questo «software» si aggiorna di continuo: per questo i bambini piccoli cadono tanto, e i genitori se ne accorgono soprattutto al parco o a scuola, confrontandoli con i coetanei.
La domanda è se le cadute di tuo figlio sono ancora nella normalità, se dipendono da come sono fatti piedi e gambe, oppure se c'è un problema di coordinazione da aiutare. Vediamo come orientarsi.
Mio figlio inciampa spesso: è normale?
Spesso sì, soprattutto nei bambini piccoli. Nei primi anni di cammino il passo è ancora largo, le braccia aiutano a bilanciarsi e basta un tappeto o un gradino per cadere. Con il tempo le cadute dovrebbero diminuire.
Fa pensare a una situazione normale quando:
- le cadute avvengono in situazioni di fretta, stanchezza o distrazione;
- il bambino migliora mese dopo mese;
- per il resto gioca, corre e salta come i coetanei;
- non c'è dolore e il passo è uguale sulle due gambe.
Può essere un problema di piedi o di gambe?
A volte sì, ed è la causa più facile da vedere. Il caso più comune è il bambino con i piedi che puntano in dentro, detto anche intrarotazione: un piede «aggancia» l'altro durante la corsa e il bambino inciampa. Le cause possono essere tre:
- l'avampiede curvo verso l'interno, che di solito migliora entro i 2-3 anni;
- una torsione della tibia, che di solito si corregge entro gli 8 anni circa;
- una torsione del femore, che spesso si associa al sedersi «a W» e si corregge di solito entro i 10 anni circa.
Le schede NHS sull'intrarotazione spiegano che per le torsioni di tibia e femore non servono plantari, tutori o scarpe speciali: nessuno di questi si è dimostrato utile. Approfondisci in Mio figlio cammina con i piedi in dentro e Mio figlio si siede a W.
Altre situazioni che possono influire: il piede piatto, che nella forma flessibile e indolore non è di solito un problema, il camminare sulle punte, le gambe a X o a O e la lassità articolare, cioè articolazioni molto elastiche, di cui parliamo in Mio figlio è iperlasso e ha dolori.
Mio figlio è goffo e cade spesso: cos'è il disturbo della coordinazione motoria?
Il disturbo della coordinazione motoria, chiamato anche disprassia, è una condizione in cui il bambino fa più fatica dei coetanei nei movimenti della vita quotidiana. Non dipende da pigrizia né da scarsa intelligenza: l'intelligenza non è toccata. È il cervello che fatica a pianificare e coordinare i movimenti.
I segnali descritti dall'NHS, oltre al cadere spesso e all'urtare le cose, sono:
- difficoltà a saltellare, saltare, correre, prendere o calciare una palla;
- fatica nell' educazione fisica e tendenza a evitare lo sport;
- difficoltà a vestirsi, abbottonare, allacciare le scarpe, usare le posate;
- scrittura e disegno disordinati;
- tappe motorie come stare seduto, gattonare o camminare raggiunte un po' più tardi;
- a volte difficoltà di concentrazione, organizzazione e autostima.
Può accompagnarsi ad altre condizioni, come ADHD, dislessia o autismo. Tra i fattori di rischio l'NHS cita la nascita prematura e il basso peso alla nascita.
Come si arriva alla diagnosi?
I segni compaiono presto, ma secondo l'NHS una diagnosi certa si fa di solito non prima dei 5 anni, perché lo sviluppo varia molto da bambino a bambino. Il primo passo è parlarne con il pediatra, che visita il bambino, controlla vista, forza, riflessi e sviluppo, e se serve lo indirizza al neuropsichiatra infantile e ai terapisti dell'età evolutiva per una valutazione specifica.
Utile portare alla visita esempi concreti: video del bambino che corre o sale le scale, quaderni, cosa dicono le maestre e l'allenatore.
Cosa aiuta un bambino che cade spesso?
Non c'è una «cura» del disturbo della coordinazione, ma ci sono modi efficaci per aiutare il bambino a muoversi meglio e con più fiducia. L'NHS indica come approccio principale quello orientato alle attività:
- scegliere insieme le attività che creano difficoltà, per esempio andare in bicicletta o prendere la palla;
- scomporle in piccoli passi e allenarle con regolarità;
- adattare ciò che serve, come scarpe con il velcro o impugnature per la penna;
- incoraggiare l' esercizio fisico regolare e giochi di equilibrio, salto, lancio.
Il fisioterapista dell'età evolutiva lavora su cammino, corsa, equilibrio e coordinazione; il terapista occupazionale sulle attività quotidiane come vestirsi e scrivere. Attenzione alle terapie alternative molto costose e senza prove: l'NHS invita alla prudenza.
Quando preoccuparsi se il bambino cade spesso
Parlane presto con il pediatra se:
- le cadute aumentano invece di diminuire;
- il bambino perde capacità che aveva già, per esempio prima saliva le scale e ora non ci riesce;
- fa fatica ad alzarsi da terra, si aiuta con le mani sulle gambe, si stanca molto in fretta;
- la difficoltà riguarda una sola gamba o un solo lato del corpo;
- zoppica, ha dolore, o i piedi sono rigidi;
- i piedi in dentro sono molto marcati e non migliorano, o fanno inciampare un bambino in età scolare limitandone le attività;
- ci sono altri segnali: mal di testa, vomito, problemi di vista, sonnolenza insolita.
Una caduta con colpo alla testa e perdita di coscienza, vomito o sonnolenza richiede invece il pronto soccorso.
Il parere del team Fisiosalaria
Molti genitori arrivano chiedendo un plantare per un bambino che inciampa. Spesso il piede non c'entra, oppure c'entra poco: conta di più quanto il bambino si muove, gioca all'aperto e prova attività diverse. L'errore più comune è proteggerlo troppo dalle cadute, così fa meno esperienza e resta più impacciato.
Quando invece la goffaggine riguarda molte attività, vale la pena non aspettare troppo: un percorso con esercizi mirati e giochi lo aiuta a recuperare fiducia, soprattutto prima che inizi a evitare lo sport. Se hai dubbi, una valutazione aiuta a capire se si tratta di piedi, di coordinazione o di normale sviluppo.
Domande frequenti
Le scarpe ortopediche servono a non farlo cadere?
Di solito no. Per i piedi in dentro da torsione di tibia o femore l'NHS spiega che scarpe speciali e tutori non si sono dimostrati utili. Basta una scarpa comoda e della misura giusta.
A che età un bambino dovrebbe smettere di cadere spesso?
Non c'è un'età precisa: conta che le cadute diminuiscano con il tempo. Se a scuola cade molto più dei compagni, è utile parlarne con il pediatra.
Lo sport aiuta un bambino goffo?
Sì. Attività varie come nuoto, bici, giochi con la palla o arti marziali allenano equilibrio e coordinazione. Meglio scegliere un ambiente non troppo competitivo.
La disprassia passa crescendo?
Spesso continua anche da adulti, ma con il tempo e le strategie giuste pesa molto meno sulla vita quotidiana.
Fonti
- NHS, Developmental co-ordination disorder (dyspraxia) in children, consultato 2026
- NHS, Dyspraxia in children: symptoms, consultato 2026
- NHS, Dyspraxia in children: treatment, consultato 2026
- West Suffolk NHS Foundation Trust, Intoeing in children, consultato 2026
Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una visita medica o una valutazione fisioterapica.
Immagine: Arek Adeoye su Unsplash.
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