Mio figlio è iperlasso e si lamenta di dolori: cosa fare?

In breve. Un bambino iperlasso, o «snodato», ha articolazioni che si muovono più del normale perché i legamenti sono più elastici. È molto comune nell'infanzia e spesso non dà alcun disturbo. Quando ci sono dolori, di solito sono muscolari e legati alla fatica, compaiono dopo l'attività o a fine giornata e migliorano rinforzando i muscoli. La strada è restare attivi, fare esercizi di forza e dosare gli sforzi, non fermarsi. Va valutato se ci sono lussazioni, gonfiori che non passano, pelle molto elastica o fragile, lividi facili o dolori che limitano la vita di tutti i giorni.

A cura del team clinico Fisiosalaria: ortopedici, fisioterapisti e osteopati. Ultima modifica 23.10.2026.

L' ipermobilità articolare, o iperlassità, è la capacità di muovere una o più articolazioni oltre il range abituale. Dipende da legamenti più elastici, legati a piccole differenze nel collagene, la proteina che dà resistenza ai tessuti. Il bambino si piega le dita all'indietro, tocca terra con i palmi senza piegare le ginocchia, ha i gomiti che si iperestendono.

Da sola non è una malattia. I bambini sono naturalmente più flessibili degli adulti e molti perdono parte di questa elasticità crescendo. Alcuni però hanno dolori, si stancano presto o prendono distorsioni spesso. È a loro che serve qualche attenzione in più.

Mio figlio è iperlasso: è normale?

Nella maggior parte dei casi sì. Le linee guida dell'NHS per i pediatri ricordano che l'ipermobilità è un riscontro comune nell'infanzia e che, da sola, non è preoccupante. Secondo il Cambridge University Hospitals (NHS) tende a essere massima verso i cinque anni e spesso diminuisce con la crescita.

  • È più frequente se anche mamma o papà sono molto flessibili.
  • Molti ragazzi ipermobili non hanno alcun disturbo; alcuni diventano ottimi ginnasti, ballerini o musicisti.
  • Il punteggio di Beighton, un test di 9 punti su dita, gomiti, ginocchia e schiena, aiuta a misurarla, ma nei bambini piccoli ha un valore limitato perché sono tutti molto flessibili.

Mio figlio snodato ha dolori alle gambe: da cosa dipendono?

Spesso dai muscoli che lavorano di più per tenere stabili articolazioni molto mobili. Il Cambridge University Hospitals spiega che questi dolori sono di solito legati alla fatica muscolare, non a un danno delle articolazioni.

Le caratteristiche tipiche:

  • compaiono dopo l'attività o verso sera, dopo una giornata intensa;
  • interessano soprattutto gambe, ginocchia e piedi;
  • un indolenzimento muscolare che dura un giorno o due dopo lo sport è considerato normale;
  • possono esserci piccoli gonfiori articolari che passano in pochi giorni.

Il bambino iperlasso può anche avere piedi piatti, essere un po' goffo, stancarsi nelle lunghe camminate o fare fatica a scrivere a lungo. Se i dolori sono notturni, alle gambe e il bambino al mattino sta bene, possono essere anche i classici dolori di crescita; per il piede vedi Piede piatto nel bambino: plantari, scarpe o attesa?

Cosa posso fare per aiutarlo?

La cosa più utile è renderlo più forte, non più fermo. Le indicazioni dell'NHS vanno tutte in questa direzione:

  • Rinforzo muscolare: muscoli più forti stabilizzano le articolazioni. Un fisioterapista può impostare un programma di esercizi da fare a casa.
  • Attività a basso impatto come nuoto e bicicletta, utili soprattutto all'inizio.
  • Dosare gli sforzi: distribuire l'attività nella giornata e nella settimana, con brevi pause, ed evitare il ciclo «tutto e poi niente».
  • Calore per i dolori, come un bagno caldo o una borsa dell'acqua calda avvolta in un panno. Eventuali antidolorifici solo su indicazione del medico o del farmacista.
  • Scarpe che sostengono: contrafforte rigido al tallone, suola robusta, lacci o strappi. Meglio evitare infradito e ballerine per le lunghe camminate.
  • Niente «numeri da circo»: scoraggia l'abitudine di forzare le articolazioni oltre il limite per gioco.
  • Sonno regolare e peso nella norma aiutano a gestire fatica e dolori.

Un bambino iperlasso può fare sport?

Sì, e di solito gli fa bene. L'NHS ricorda che evitare l'esercizio può peggiorare i sintomi. Gli sport che chiedono flessibilità, come danza e ginnastica, vanno bene purché siano accompagnati da lavoro di forza e controllo.

Iperlassità: quando preoccuparsi?

Quando l'elasticità si accompagna ad altri segni che fanno pensare a un disturbo del tessuto connettivo, come la sindrome di Ehlers-Danlos o la sindrome di Marfan. Secondo le linee guida pediatriche dell'NHS i campanelli da segnalare al pediatra sono:

  • articolazioni che si lussano o si sublussano, cioè escono del tutto o in parte dalla loro sede;
  • pelle molto morbida ed elastica, sottile o fragile;
  • cicatrici che guariscono male, larghe o in rilievo;
  • lividi frequenti per piccoli urti;
  • smagliature nei bambini più grandi senza un motivo evidente;
  • gonfiori articolari che non passano, rigidità al mattino o segni di infiammazione.

Anche dolori che durano da mesi, stanchezza importante o assenze da scuola meritano una valutazione: in questi casi un percorso più strutturato con il fisioterapista è indicato.

Quando farsi vedere subito

  • Un'articolazione esce di sede e non rientra, o è deformata.
  • Il bambino zoppica o non appoggia la gamba.
  • Articolazione gonfia, calda e arrossata, soprattutto con febbre.
  • Dolore che sveglia di notte sempre nello stesso punto, o calo di peso e stanchezza senza motivo.

Il parere del team Fisiosalaria

Il bambino iperlasso con dolori spesso viene fermato: niente sport, riposo, attesa. È l'errore più comune, perché i muscoli si indeboliscono e i dolori aumentano. Quello che vediamo funzionare è il contrario: un programma graduale di forza e controllo del movimento, con lo sport che piace al ragazzo.

L'ortopedico esclude le condizioni che richiedono altri approfondimenti, il fisioterapista costruisce gli esercizi e insegna a dosare gli sforzi, l'osteopata lavora sulla percezione del corpo e sulle zone rigide di compenso. Se i dolori si ripetono o limitano le giornate, una valutazione aiuta a capire da dove partire.

Domande frequenti

L'iperlassità passa crescendo?

Spesso si riduce con l'età, e i disturbi migliorano anche grazie alla maggiore forza muscolare. In alcune persone resta da adulti.

Lo stretching va bene per un bambino iperlasso?

Di solito l'elasticità non manca: servono più forza e controllo. Lo stretching non va forzato oltre il range comodo.

Servono esami del sangue o radiografie?

Non di routine. Si chiedono solo se il quadro fa pensare ad altre condizioni, come artriti o disturbi del collagene.

Il nuoto è lo sport migliore?

È un ottimo inizio perché è a basso impatto, ma va bene quasi ogni sport, purché ci sia gradualità e lavoro di forza.

Fonti

Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una visita medica o una valutazione fisioterapica.

Immagine: Henry Gray, Anatomy of the Human Body (1918), pubblico dominio, via Wikimedia Commons.

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