Non riesco a mettermi in punta di piedi su una gamba: è il tendine d'Achille?
In breve. Non riuscire a sollevarsi sulla punta di un piede solo indica che polpaccio e tendine d'Achille non riescono a sollevare il peso del corpo da quel lato. Se è successo all'improvviso, con uno schiocco o un colpo dietro la caviglia, va esclusa subito una rottura del tendine d'Achille. Se è graduale, le cause più comuni sono una tendinopatia dolorosa, un polpaccio indebolito dopo un gesso o un intervento, oppure più raramente un problema del tendine tibiale posteriore o di un nervo. Il test del sollevamento sulle punte è anche un modo semplice per misurare il recupero: in persone sane la mediana è intorno a 25 ripetizioni.
A cura del team clinico Fisiosalaria: ortopedici, fisioterapisti e osteopati. Ultima modifica 23.10.2026.
Il sollevamento sulle punte su una gamba sola è un gesto semplice che richiede molto: il polpaccio deve sollevare tutto il peso del corpo, il tendine d'Achille deve trasmettere la forza al calcagno e i muscoli del piede devono stabilizzare la caviglia. Quando uno di questi anelli è debole o dolorante, il tallone non si stacca da terra o si stacca appena.
Per questo i professionisti lo usano come test: dice molto su come stanno polpaccio e Achille, e permette di seguire i progressi nel tempo.
Non riesco a stare sulle punte su una gamba: è il tendine d'Achille?
Spesso sì, ma non sempre. Conta molto come è iniziato.
Se è successo all'improvviso
Uno schiocco, la sensazione di un calcio dietro la caviglia e poi l'impossibilità di salire sulla punta fanno pensare a una rottura del tendine d'Achille. Mayo Clinic elenca proprio la difficoltà a stare in punta di piedi tra i sintomi tipici. Attenzione: a volte si cammina ancora, perché altri muscoli compensano. Serve una visita in giornata. Approfondisci in Rottura del tendine d'Achille.
Se è arrivato piano piano
- Tendinopatia dell'Achille: il dolore frena il sollevamento, più che la forza vera (vedi Tendine d'Achille dolorante);
- polpaccio indebolito dopo un gesso, un tutore o un periodo fermo (vedi Polpaccio più magro dopo il gesso);
- esiti di uno strappo del polpaccio non recuperato del tutto;
- tendine tibiale posteriore sofferente, con dolore all'interno della caviglia e piede che si appiattisce (vedi tibiale posteriore e piede piatto);
- più raramente un problema di un nervo che comanda il polpaccio, a partire dalla schiena (radice S1).
Come si fa il test della punta dei piedi?
È il test di resistenza del sollevamento sul tallone su una gamba, in inglese single-leg heel rise test. La linea guida JOSPT sulla tendinopatia dell'Achille (revisione 2024) lo inserisce tra le misure fondamentali da raccogliere. Si fa così:
- in piedi su una gamba, scalzi, con le dita appoggiate al muro solo per l'equilibrio;
- ginocchio dritto, ci si solleva il più in alto possibile e si scende lentamente;
- ritmo regolare, circa un sollevamento ogni due secondi;
- si contano le ripetizioni finché l'altezza non cala in modo evidente o compare dolore;
- si confronta con l'altra gamba.
Il confronto con il lato sano è spesso più utile del numero assoluto. Un professionista può misurare anche l'altezza del sollevamento, che dopo una rottura del tendine resta spesso più bassa.
Quante ripetizioni sulle punte sono normali?
Uno studio internazionale pubblicato nel 2025 su 500 persone senza problemi al tendine ha trovato una mediana di 25 ripetizioni sulla gamba dominante e 24 sull'altra. I valori sono in media più bassi nelle donne, nelle persone con peso più alto e in chi fa poca attività fisica.
Quindi 25 non è un esame da superare: è un riferimento. Quello che conta è:
- la differenza tra i due lati: un lato molto più debole va lavorato;
- l' altezza: sollevarsi poco conta meno di una ripetizione completa;
- il dolore: se è il dolore a fermarti, il problema è più di carico che di forza.
Dopo l'intervento all'Achille non riesco a salire sulle punte: è normale?
Sì, è molto comune per mesi. Dopo una rottura del tendine d'Achille, operata o no, il polpaccio perde forza durante l'immobilizzazione e il primo sollevamento su una gamba arriva spesso solo dopo diversi mesi di riabilitazione. Il recupero completo della forza può richiedere un anno o più, e in alcune persone resta una differenza tra i due lati.
Non bisogna forzare i tempi: il carico si aumenta seguendo le indicazioni del chirurgo e del fisioterapista. I sintomi da segnalare dopo l'intervento sono in Dopo l'intervento al tendine d'Achille.
Come recupero la forza per stare sulle punte?
Con un rinforzo progressivo del polpaccio, almeno tre volte a settimana, come indica la linea guida JOSPT per i tendini:
- sollevamenti a due gambe, lenti, salendo e scendendo in tre secondi;
- poi salita a due, discesa su una;
- poi sollevamenti su una gamba, prima a terra e poi, se il tendine lo tollera, dal bordo di un gradino;
- versione a ginocchio piegato, per il soleo, il muscolo profondo del polpaccio;
- quando diventa facile, si aggiunge peso con uno zaino.
Più dettagli in Rinforzo dei polpacci: gli esercizi.
Quando farsi vedere subito
- Incapacità di salire sulla punta comparsa all'improvviso, con schiocco o colpo dietro la caviglia.
- Debolezza del polpaccio con mal di schiena e dolore o formicolio che scende lungo la gamba.
- Debolezza che peggiora nel giorno o nelle settimane, o che coinvolge entrambe le gambe.
- Disturbi di vescica o intestino o perdita di sensibilità nella zona genitale: chiama il 112.
- Polpaccio gonfio, caldo e dolente: può essere una trombosi.
Il parere del team Fisiosalaria
Il sollevamento sulle punte è uno dei test che usiamo di più, perché è semplice e dice la verità: molte persone che «non hanno più dolore» scoprono di avere un polpaccio molto più debole dall'altro lato. È lì che si annidano le ricadute, soprattutto quando si torna a correre o a fare sport di scatto.
L'ortopedico esclude una lesione del tendine o una causa nervosa, il fisioterapista misura le ripetizioni e guida il rinforzo, l'osteopata lavora sulla mobilità di caviglia e piede. Se la differenza tra i due lati non migliora, una valutazione aiuta a capire da dove viene e da dove ripartire.
Domande frequenti
Se riesco a camminare il tendine non è rotto?
Non è detto: dopo una rottura molte persone camminano ancora, appoggiandosi sugli altri muscoli. Dopo uno schiocco serve comunque una visita.
Ogni quanto rifare il test?
Ogni due-quattro settimane basta per vedere i progressi, sempre nello stesso modo e confrontando i due lati.
Il test fa male al tendine?
Nella tendinopatia può dare dolore: ci si ferma quando il dolore aumenta in modo chiaro. Dopo un intervento si fa solo quando il chirurgo e il fisioterapista lo consentono.
Fonti
- Mayo Clinic, Achilles tendon rupture: sintomi e cause, consultato 2026
- JOSPT/APTA, Midportion Achilles Tendinopathy, linea guida, revisione 2024
- Sleeswijk Visser TSO et al., Normative values for calf muscle strength-endurance, Braz J Phys Ther 2025
- NHS Inform, Achilles tendinopathy, opuscolo per pazienti
Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una visita medica o una valutazione fisioterapica.
Immagine: Henry Gray, Anatomy of the Human Body (1918), pubblico dominio, via Wikimedia Commons.
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