Dolore all'interno della caviglia e piede che si appiattisce: è il tibiale posteriore?

In breve. Un dolore sul lato interno della caviglia, con gonfiore e un arco del piede che negli anni si abbassa, fa pensare a una disfunzione del tendine tibiale posteriore. È la causa più comune del piede piatto che compare da adulti, più frequente nelle donne dopo i 40-50 anni. Un segno tipico è la difficoltà a sollevarsi sulla punta di un solo piede. Prima si interviene, con tutore, plantare ed esercizi, più è probabile evitare l'intervento.

A cura del team clinico Fisiosalaria: ortopedici, fisioterapisti e osteopati. Ultima modifica 22.10.2026.

Il tibiale posteriore è un muscolo profondo del polpaccio. Il suo tendine scende dietro il malleolo interno, cioè l'osso sporgente sul lato interno della caviglia, e si attacca sotto l'arco del piede. È uno dei principali sostegni dell'arco plantare: lavora come un tirante che tiene su la volta del piede a ogni passo.

Quando questo tendine si sfianca, l'arco perde il suo sostegno e lentamente si abbassa. Per questo si parla di piede piatto acquisito dell'adulto: un piede che prima era normale, o solo un po' piatto, cambia forma nel tempo.

Cos'è la disfunzione del tibiale posteriore?

È un danno progressivo del tendine tibiale posteriore, che si infiamma, si allunga e a volte si lesiona, perdendo la capacità di sostenere l'arco del piede.

Il Royal National Orthopaedic Hospital, ospedale del servizio sanitario inglese, descrive chi ne soffre più spesso:

  • persone che avevano già un piede piatto;
  • donne di mezza età e, in generale, il rischio cresce con l'età;
  • persone in sovrappeso, con artrite infiammatoria, o che usano scarpe poco contenitive;
  • più raramente dopo una distorsione o un colpo diretto sul tendine.

Si sente anche dire «tendinite del tibiale posteriore»: è la fase iniziale dello stesso problema, quando il tendine fa male ma il piede non ha ancora cambiato forma.

Come si riconosce il dolore all'interno della caviglia da tibiale posteriore?

Il dolore sta dietro e sotto il malleolo interno, lungo il tendine, e peggiora camminando a lungo, soprattutto a fine giornata.

  • gonfiore sul lato interno della caviglia;
  • l'arco del piede che si abbassa e il tallone che piega verso l'esterno;
  • guardando da dietro, si vedono « troppe dita » sul lato esterno del piede malato;
  • difficoltà o dolore a salire sulla punta di un piede solo;
  • nelle fasi avanzate, dolore anche sul lato esterno, dove le ossa iniziano a urtarsi.

Il test della punta su un piede è molto utile. Secondo il RNOH, chi riesce ancora a farlo di solito è in una fase iniziale; chi non ci riesce, in una fase più avanzata. A volte compaiono bruciore e formicolii perché il nervo che passa vicino si irrita: è il quadro del tunnel tarsale.

Quali sono gli stadi del piede piatto acquisito?

Gli specialisti lo dividono in genere in quattro stadi, dal più lieve al più grave.

  1. Stadio 1: tendine infiammato e allungato, dolore e gonfiore, piede ancora di forma normale, punta su un piede possibile.
  2. Stadio 2: tendine parzialmente lesionato, arco che si abbassa, ma il piede è ancora flessibile e si può correggere con le mani.
  3. Stadio 3: la deformità diventa rigida, il tallone resta storto.
  4. Stadio 4: si deforma anche la caviglia.

Lo stadio conta perché cambia le cure: nei primi stadi si punta su tutore, plantare ed esercizi, negli ultimi si valuta più spesso la chirurgia.

Come si cura senza intervento?

Nelle fasi iniziali la cura è conservativa e mira a scaricare il tendine e poi a rinforzarlo.

  • Immobilizzazione: il RNOH indica un gambaletto o uno stivaletto per quattro-otto settimane nelle fasi dolorose, su indicazione dello specialista.
  • Plantari su misura o tutori di caviglia per sostenere l'arco e ridurre la tensione sul tendine. Vedi piede piatto nell'adulto e plantari.
  • Scarpe stabili, basse, con lacci, che possano contenere il plantare.
  • Esercizi di rinforzo del tibiale posteriore e allungamento del polpaccio e del tendine d'Achille.
  • Calo di peso quando serve; antinfiammatori solo su indicazione del medico.

Tra gli esercizi più usati ci sono i sollevamenti sulle punte stringendo una pallina tra i talloni, l'adduzione del piede contro un elastico e i sollevamenti eccentrici, cioè la discesa lenta dalla punta. Vanno scelti e dosati in base allo stadio.

Quando si valuta l'intervento?

L'intervento si valuta in genere quando dolore e deformità non migliorano dopo un periodo adeguato di cure conservative, oppure quando la deformità è già rigida.

Le tecniche dipendono dallo stadio: ricostruzione del tendine usando un tendine vicino, osteotomia del calcagno (cioè il taglio e lo spostamento dell'osso del tallone), allungamento del polpaccio, e nelle forme rigide l'artrodesi, cioè la fusione di alcune articolazioni del retropiede. La scelta spetta al chirurgo insieme al paziente.

Il recupero è lungo. Nelle informazioni del RNOH si parla di circa sei settimane di gesso o stivaletto, camminata autonoma verso i tre mesi, scarpe normali per molti intorno ai sei mesi e recupero completo fino a dodici mesi. Domande utili da fare allo specialista: in che stadio sono, cosa succede se aspetto, quanto dura il carico protetto, quando potrò guidare e tornare al lavoro.

Quando farsi vedere subito

  • Il piede si appiattisce in poche settimane o dopo un trauma.
  • Non riesci più a stare sulla punta del piede o a camminare.
  • Polpaccio caldo, gonfio e dolente, soprattutto dopo un gesso o un intervento: può essere una trombosi.
  • Rossore, calore e secrezione dalla ferita dopo un intervento, o febbre.
  • Con il diabete: piede gonfio, caldo e deformato senza dolore forte va visto presto.

Il parere del team Fisiosalaria

Il problema che vediamo più spesso è il ritardo. Il dolore all'interno della caviglia viene preso per una «storta» o per l'età, e intanto il piede cambia forma. Nelle prime fasi un percorso di scarico e rinforzo dà spesso buoni risultati; quando il piede è diventato rigido, le possibilità senza chirurgia si riducono.

L'ortopedico stabilisce lo stadio e la necessità di esami, il fisioterapista costruisce il rinforzo e la ripresa del cammino, l'osteopata lavora sulla mobilità di caviglia e piede. Se il dolore all'interno della caviglia dura da più di qualche settimana, una valutazione aiuta a capire da dove viene e da dove ripartire.

Domande frequenti

Il piede piatto dell'adulto torna normale?

Nelle fasi iniziali il dolore può sparire e il peggioramento fermarsi. Un arco già abbassato in modo rigido, invece, di solito non torna come prima senza chirurgia.

Che esami servono?

La visita con la prova della punta è centrale. Si usano radiografie in carico, ecografia o risonanza per vedere il tendine e le ossa.

Posso camminare e fare sport?

Camminare va bene se il dolore resta lieve. Corsa e salti si riprendono quando il tendine tollera il carico, in modo graduale.

Il piede piatto può far male al ginocchio?

Può contribuire, ma il legame non è automatico. Ne parliamo in piede piatto, ginocchio e schiena.

Fonti

Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una visita medica o una valutazione fisioterapica.

Immagine: Vitaly Gariev su Unsplash.

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