Dopo l'intervento al tendine d'Achille: tutore e sintomi da segnalare

In breve. Dopo l'intervento al tendine d'Achille la rimozione del tutore si discute con il chirurgo, di solito intorno alle 8 settimane, quando il piede è tornato in posizione neutra e il polpaccio regge il passo. Nelle prime settimane vanno riferiti subito i segni di trombosi, infezione e nuova rottura. A due mesi sono normali rigidità, gonfiore serale e cicatrice sensibile; non lo sono un dolore che peggiora o una spinta che si perde. Intorpidimento o bruciore sul bordo esterno del piede fanno pensare al nervo surale e vanno segnalati.

A cura del team clinico Fisiosalaria: ortopedici, fisioterapisti e osteopati. Ultima modifica 09.10.2026.

La riparazione del tendine d'Achille è l'intervento con cui il chirurgo riunisce i due capi di un tendine rotto, a volte con un taglio tradizionale, a volte con una tecnica mini-invasiva. Dopo l'operazione inizia un periodo con il tutore e un percorso a fasi. In queste settimane sorgono molte domande pratiche: quando posso togliere il tutore? Questo fastidio è normale? Perché ho il bordo del piede addormentato?

Questo articolo raccoglie i sintomi da conoscere e da segnalare, dalle prime settimane fino al passaggio alla scarpa. Sul confronto tra intervento e trattamento senza intervento, e sulle attività che si recuperano, vedi l'articolo sulla rottura del tendine d'Achille.


Quando si può discutere la rimozione del tutore?

La rimozione del tutore si discute con il chirurgo, di solito intorno alle 8 settimane dall'intervento, quando il piede è stato riportato in posizione neutra e il polpaccio ha abbastanza forza per camminare in sicurezza. In alcuni protocolli il tutore può essere tolto a letto già dopo le prime settimane.

Il passaggio alla scarpa è spesso graduale:

  • Prima in casa, poi fuori, man mano che il passo diventa sicuro.
  • Un piccolo rialzo al tallone nella scarpa, a volte, per qualche settimana.
  • Niente scatti, salti o scalini di corsa: il tendine è ancora in rimodellamento, cioè sta riorganizzando le sue fibre.

Il periodo subito dopo l'abbandono del tutore è delicato: una scivolata o uno scalino mancato possono sollecitare molto il tendine. Il protocollo del tuo ospedale resta il riferimento.


Quali sintomi riferire nelle prime settimane?

Nelle prime settimane vanno riferiti subito i segnali di trombosi, di infezione e di nuova rottura. Il rischio di trombosi è reale perché la gamba resta ferma e immobilizzata nel tutore.

  • Polpaccio gonfio, caldo e dolente, o fiato corto: possibile trombosi o embolia, è un'urgenza.
  • Ferita arrossata, calda, che secerne o che non si chiude, oppure febbre.
  • Gonfiore eccessivo che non cala sollevando la gamba.
  • Nuovo schiocco o perdita improvvisa di spinta.
  • Intorpidimento o formicolio sul bordo esterno del piede.

Sono invece attesi un certo dolore nei primi giorni, gonfiore che migliora con la gamba sollevata e una cicatrice sensibile.


Disturbi nuovi due mesi dopo la riparazione: cosa può essere?

Due mesi dopo la riparazione si è spesso nel passaggio dal tutore alla scarpa, ed è normale avvertire rigidità, gonfiore serale, fatica nel polpaccio e una cicatrice ancora sensibile. Questi disturbi tendono a migliorare settimana dopo settimana, perché la caviglia e il polpaccio stanno tornando a lavorare dopo un lungo periodo di protezione.

Meritano invece una valutazione rapida:

  • uno schiocco o un dolore improvviso con perdita di spinta: possibile nuova rottura;
  • arrossamento, calore o secrezione dalla cicatrice;
  • polpaccio gonfio e dolente;
  • un dolore che peggiora invece di migliorare, o una cicatrice che si ispessisce e fa male a contatto con la scarpa;
  • un piede che sembra «troppo morbido», con una caviglia che si piega verso l'alto molto più dell'altra: può indicare un tendine che si sta allungando e va guardato dal chirurgo.

Problemi al nervo surale dopo la chirurgia: come si affrontano?

Il nervo surale è un piccolo nervo della sensibilità che passa vicino al tendine d'Achille e porta sensibilità al bordo esterno del piede. Durante l'intervento può essere irritato o lesionato, soprattutto con le tecniche mini-invasive: nello studio pubblicato sul New England Journal of Medicine nel 2022 le lesioni nervose riguardavano circa 3 operati su 100 con l'intervento aperto e circa 5 su 100 con quello mini-invasivo.

I sintomi tipici sono intorpidimento, formicolio o bruciore lungo il bordo esterno del piede e una cicatrice molto sensibile. Spesso migliorano nel corso dei mesi. Cosa si fa di solito:

  • Segnalarlo al chirurgo, che valuta l'entità del disturbo.
  • Massaggio della cicatrice e desensibilizzazione graduale, toccando la zona con tessuti di diversa consistenza.
  • Scarpe che non comprimono la zona dolente.
  • Nei casi che non migliorano, approfondimenti con lo specialista e trattamenti per il dolore di origine nervosa, su indicazione del medico.

Per un quadro più ampio dei disturbi di sensibilità al piede, vedi l'articolo su piede e dita addormentate.


Quando farsi vedere subito

  • Polpaccio gonfio, caldo e dolente, o fiato corto improvviso.
  • Febbre o ferita rossa, calda, che secerne.
  • Schiocco con perdita improvvisa della spinta sulla punta.
  • Dita fredde, pallide o bluastre.

Il parere del team Fisiosalaria

Le settimane intorno alla rimozione del tutore sono quelle in cui vediamo più dubbi e più errori. Da un lato c'è chi, sollevato dal togliere lo stivaletto, riprende troppo in fretta scale e camminate veloci; dall'altro chi ha paura di ogni fitta e smette di muoversi. Un fastidio da fatica che migliora nei giorni è parte del percorso; uno schiocco, un polpaccio caldo e gonfio o una ferita arrossata no.

Un consiglio pratico: annotare ogni settimana come va il passo, il gonfiore serale e quante salite sulle punte riesci a fare. Se i disturbi non migliorano o non sai come gestire il passaggio alla scarpa, una valutazione aiuta a capire quale passo fare.

Domande frequenti

Posso togliere il tutore di notte?

Dipende dal protocollo: in alcuni casi il chirurgo lo consente dopo le prime settimane, in altri no. Segui le sue indicazioni.

L'intorpidimento al bordo del piede passa?

Spesso migliora nel corso dei mesi. Va comunque segnalato al chirurgo, che valuta se servono approfondimenti.

È normale che la cicatrice sia dura e sensibile?

Sì, nei primi mesi è frequente. Il massaggio della cicatrice, quando la ferita è chiusa e su indicazione del chirurgo, aiuta ad ammorbidirla.

Come capisco se il tendine si sta allungando?

Un segnale è una caviglia che si piega verso l'alto molto più dell'altra, con una spinta debole. Va fatto vedere al chirurgo.

Fonti

Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una visita medica o una valutazione fisioterapica.

Immagine: Vitaly Gariev su Unsplash.

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