Zanzara tigre in Europa: perché si espande e cosa fare in casa e in viaggio?

In sintesi: la zanzara tigre è ormai stabile in 16 Paesi europei e in tutte le 107 province italiane. Da sola non è pericolosa, ma può trasmettere virus come dengue e chikungunya se punge una persona già infetta. Eliminare l'acqua ferma vicino a casa e proteggersi dalle punture, anche al rientro dai viaggi, resta la difesa più efficace.

In breve. Secondo l'ECDC, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, al 28 ottobre 2026 l'Italia ha registrato 76 casi di dengue autoctoni, cioè presi sul posto, e la Francia 8. La zanzara tigre avanza verso nord di circa 60 km l'anno. D'inverno gli adulti spariscono, ma le uova resistono al freddo e si schiudono in primavera. Per questo la prevenzione si fa anche adesso.

A cura dei fisioterapisti di Fisiosalaria, Roma. Ultima modifica 06.11.2026.

Perché la zanzara tigre continua ad allargarsi in Europa?

Perché viaggia con noi. Le sue uova arrivano di nascosto dentro pneumatici usati e piante ornamentali. In Italia è arrivata negli anni Novanta proprio così, ed è presente da oltre 30 anni.

Poi si sposta in auto, a bordo dei veicoli. Secondo Euronews avanza verso nord di circa 60 km l'anno. Da sola, invece, vola poco: circa 200 metri.

La mappa ECDC aggiornata ad aprile 2026 la dà per insediata in 384 aree di 16 Paesi europei. In Italia copre tutte le 107 province. In un anno si è aggiunta in 14 nuove aree.

Quanti casi di dengue ci sono stati in Europa nel 2026?

Il meccanismo è semplice. Una persona rientra da un Paese tropicale con il virus nel sangue. Una zanzara tigre locale la punge e poi punge qualcun altro. Nasce così un caso autoctono.

Secondo il monitoraggio settimanale dell'ECDC, al 28 ottobre 2026:

  • l' Italia conta 76 casi di dengue autoctoni, in 7 focolai, di cui 6 ancora attivi;
  • la Francia conta 8 casi, in 5 focolai.

Euronews ricorda che nella maggior parte dei Paesi europei questi casi restano ancora sporadici. Per capire cosa significano per l'autunno in Italia, leggi il nostro articolo sui casi di dengue in Italia a ottobre. Un virus diverso, trasmesso da un'altra zanzara, è il West Nile: ne parliamo in West Nile, cosa sapere.

Cosa sta facendo l'Europa per fermarla?

Eliminare del tutto la zanzara tigre è considerato irrealistico. L'obiettivo è ridurne il numero e fermare i virus prima che circolino. Le strade sono diverse:

  • maschi sterili: a settembre 2026 il Portogallo ha liberato a Lisbona 30.000 maschi resi sterili con radiazioni. Le femmine si accoppiano ma non nascono figli;
  • sorveglianza delle acque reflue: l'autorità europea per le emergenze sanitarie sostiene controlli negli aeroporti principali, per scoprire la dengue prima ancora che i malati vadano dal medico;
  • ricerca: la stessa autorità investe 10 milioni di euro in nuovi test diagnostici e finanzia studi su antivirali e vaccini.

In Italia il Ministero della Salute ha prorogato il Piano nazionale arbovirosi fino al 31 dicembre 2026. La circolare per il 2026 chiede alle Regioni di rafforzare la sorveglianza, i trattamenti contro le larve e l'informazione a cittadini, medici e viaggiatori.

Cosa cambia d'inverno e cosa puoi fare in casa?

Con l'accorciarsi delle giornate, a fine estate le femmine depongono uova resistenti al freddo. Secondo studi europei citati dall'ISS sopravvivono fino a -10 °C e si schiudono in primavera.

Il freddo mette il problema in pausa. Nelle regioni del Centro, come il Lazio, i picchi di zanzare adulte si vedono a giugno-luglio e a settembre-ottobre. Nelle zone più calde la deposizione delle uova può continuare fino a dicembre.

La zanzara tigre depone sulle pareti umide di piccoli contenitori, poco sopra l'acqua. Ecco cosa consiglia l'ISS:

  • svuota sottovasi, annaffiatoi, secchi e bidoni, e non lasciare all'aperto oggetti che raccolgono pioggia;
  • tieni puliti grondaie e canali di scolo;
  • se devi conservare acqua fuori, copri i contenitori con una zanzariera;
  • tratta i tombini con un larvicida ogni 7-10 giorni nella stagione delle zanzare.

D'inverno conviene fare un giro di balcone e giardino: capovolgi o metti al riparo i contenitori vuoti. Meno ristagni oggi significa meno zanzare ad aprile.

Cosa fare prima, durante e dopo un viaggio ai tropici?

Molti focolai europei partono da un viaggiatore.

  • Prima di partire: informati sui rischi del Paese e rivolgiti all'ambulatorio di medicina dei viaggiatori della tua ASL.
  • Durante: abiti chiari che coprono braccia e gambe, repellente sulla pelle scoperta, zanzariere in camera.
  • Al rientro: se hai febbre o altri disturbi, vai subito dal medico e di' dove sei stato.

Chi ha un'infezione dovrebbe evitare le punture, per non passare il virus alle zanzare di casa. Per i repellenti, l'ISS indica come principi attivi efficaci il DEET e l'icaridina, da usare con cautela seguendo l'etichetta.

Chi si allena all'aperto deve fare attenzione?

Sì, un po' di più. La zanzara tigre punge soprattutto di giorno e all'aperto: proprio quando molti corrono o camminano nei parchi.

Non serve rinunciare al movimento. Nelle stagioni di zanzare scegli abiti leggeri ma coprenti e proteggi la pelle scoperta. Se dopo una puntura arrivano febbre e dolori forti a muscoli e articolazioni, fermati e senti il medico. Ne parliamo in dengue e dolori articolari e in quando riprendere lo sport dopo la dengue. Se dopo la malattia restano rigidità o stanchezza, un fisioterapista può aiutarti a ripartire con gradualità.

Domande frequenti

La zanzara tigre punge anche d'inverno?

Nei climi come il nostro gli adulti calano molto con il freddo. A sopravvivere sono soprattutto le uova, che si schiudono in primavera. Nelle zone più calde qualche zanzara può restare attiva fino a dicembre.

Ogni puntura di zanzara tigre è pericolosa?

No. La zanzara trasmette un virus solo se prima ha punto una persona infetta. In Europa i casi autoctoni restano pochi.

Basta svuotare i sottovasi una volta?

No. In estate le larve possono diventare adulte in pochi giorni, quindi l'acqua ferma va eliminata con regolarità. D'inverno conviene togliere i contenitori dove si sono depositate le uova.

Fonti

Foto: Unsplash.

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