Trombosi del viaggiatore: chi rischia nei voli lunghi e quali esercizi fare durante il viaggio?

Il verdetto: sì, muoversi aiuta. Nei viaggi di oltre 4 ore il rischio di trombosi raddoppia, anche se resta basso. OMS e CDC consigliano di muovere spesso piedi e polpacci e di alzarsi a camminare. Nessuno studio ha però misurato di quanto questi esercizi riducano il rischio.

In breve. Lo studio WRIGHT dell'OMS ha trovato che stare seduti e fermi per più di 4 ore, in aereo, treno, pullman o auto, raddoppia circa il rischio di tromboembolismo venoso. Il rischio assoluto resta basso: circa 1 caso ogni 6.000 persone. Il rischio aumentato dura circa quattro settimane dopo il volo. Corrono più rischi le persone con fattori come obesità, gravidanza, contraccettivi con estrogeni, trombosi precedenti o interventi recenti. Gamba gonfia e dolorante va fatta vedere al medico presto; fiato corto o dolore al petto richiedono il 112.

A cura dei fisioterapisti di Fisiosalaria, Roma. Ultima modifica 14.10.2026.

Il 13 ottobre è la Giornata mondiale della trombosi, promossa dalla International Society on Thrombosis and Haemostasis (ISTH). Per l'occasione l'Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona porta anche quest'anno un info point all'aeroporto della città, dedicato alla trombosi del viaggiatore. Lo ha raccontato L'Arena.

Cos'è la trombosi venosa profonda e cos'è l'embolia polmonare?

La trombosi venosa profonda è un coagulo di sangue in una vena profonda, di solito della gamba. Quando resti fermo a lungo, il sangue nelle gambe scorre più lento e può coagulare.

Il pericolo maggiore è l' embolia polmonare: un pezzo del coagulo si stacca e arriva ai polmoni. È un'emergenza. Insieme, le due condizioni si chiamano tromboembolismo venoso.

Quanto aumenta il rischio di trombosi nei voli lunghi?

Circa il doppio, quando il viaggio dura 4 ore o più. È il risultato del progetto WRIGHT, uno studio promosso dall'OMS. Conta lo stare seduti e fermi, non il mezzo.

  • Il rischio assoluto resta basso: circa 1 caso ogni 6.000 persone che restano sedute e immobili per più di 4 ore.
  • Più voli in poco tempo aumentano il rischio.
  • Il rischio più alto dura circa quattro settimane dopo il volo.

Chi rischia di più la trombosi del viaggiatore?

Chi ha già altri fattori di rischio. Secondo OMS, CDC e NHS, i principali sono:

  • trombosi precedenti, disturbi ereditari della coagulazione o familiari con trombosi;
  • interventi chirurgici o traumi recenti, gesso o mobilità ridotta;
  • gravidanza e le settimane dopo il parto;
  • contraccettivi o terapie ormonali con estrogeni;
  • sovrappeso e obesità, età sopra i 40 anni (per i CDC);
  • tumore in corso o cure recenti per un tumore, alcune malattie di cuore e polmoni, diabete;
  • vene varicose, fumo e, per lo studio OMS, statura oltre 1,90 m o sotto 1,60 m.

Se rientri in uno di questi gruppi, parla con il tuo medico prima di partire. Sarà lui a valutare se ti servono misure in più.

Quali sintomi non devi ignorare dopo un volo lungo?

Una gamba gonfia e dolorante, soprattutto se è una sola. Secondo il servizio sanitario inglese (NHS), i segnali tipici sono:

  • dolore pulsante in una gamba, di solito al polpaccio o alla coscia;
  • gonfiore di una gamba;
  • pelle calda, arrossata o più scura nella zona dolorante;
  • vene gonfie.

Con questi sintomi contatta presto il medico. I CDC ricordano che circa metà delle persone con trombosi non ha sintomi, e che i segnali possono arrivare anche giorni dopo il viaggio.

Se invece hai fiato corto, dolore al petto che peggiora respirando o tossendo, battito accelerato o svenimento, chiama subito il 112. Possono essere segni di embolia polmonare. Non guidare da solo fino al pronto soccorso.

Un crampo al polpaccio passa in pochi minuti (vedi crampi notturni); un dolore che resta, con gonfiore, va fatto valutare.

Quali esercizi fare in aereo per le gambe?

Esercizi semplici per attivare i polpacci, che spingono il sangue verso il cuore come una pompa. L'OMS spiega che muovere i piedi su e giù alla caviglia migliora il flusso nelle vene del polpaccio. Ecco come farli, da seduto:

  • Pompa del piede. Talloni a terra, alza le punte dei piedi verso di te. Poi appoggia le punte e alza i talloni. Ripeti con calma per circa un minuto.
  • Punta e flessione a gamba distesa. Se hai spazio, allunga una gamba sotto il sedile davanti. Porta le dita verso di te, poi spingile in avanti. Cambia gamba.
  • Circonduzioni della caviglia. Solleva un piede di poco da terra e disegna dei cerchi lenti con la punta. Alcuni giri in un senso, poi nell'altro. Cambia piede.
  • Ginocchio al petto. I CDC riportano un esercizio suggerito da alcune compagnie aeree: porta un ginocchio verso il petto con le mani e tienilo circa 15 secondi. Alterna le gambe, fino a 10 volte.

Fai una serie spesso, per esempio ogni mezz'ora. Se hai dolori articolari, adatta il movimento.

Cos'altro fare durante il viaggio?

Alzati e cammina quando puoi: i CDC indicano di farlo ogni 1-2 ore, quando il personale di bordo lo permette. Gli altri consigli di NHS e OMS:

  • Bevi acqua con regolarità ed evita l'alcol.
  • Indossa abiti comodi, non stretti in vita e alle gambe.

Le calze a compressione graduata possono servire a chi è a rischio, ma solo su indicazione del medico, che ne sceglie tipo e misura. Lo stesso vale per i farmaci: non prendere nulla di tua iniziativa.

Cosa c'entra lo stare seduti a lungo con la circolazione?

Molto. Il problema del volo è lo stesso della scrivania: muscoli delle gambe fermi per ore. Quando i polpacci non si contraggono, il sangue torna al cuore più lentamente. Il NHS consiglia, in generale, di non restare fermi a lungo e di alzarsi e muoversi circa ogni ora.

Abbiamo raccontato come i muscoli si spengono da seduti in stare seduti spegne i muscoli delle gambe? e i rischi della sedentarietà in cosa succede se stai seduto troppo. Le stesse pause attive valgono in viaggio. Il fisioterapista può insegnarti esercizi adatti a te.

Domande frequenti

La trombosi del viaggiatore riguarda solo l'aereo?

No. Secondo l'OMS il rischio riguarda anche treno, pullman e auto, quando resti seduto e fermo per più di 4 ore.

Quanto dura il rischio dopo il volo?

Circa quattro settimane, secondo lo studio WRIGHT dell'OMS.

Devo mettere le calze a compressione per ogni volo?

No, non tutti. Possono essere utili per chi ha fattori di rischio, ma vanno decise con il medico.

Fonti

Foto: Arek Adeoye su Unsplash.

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