Giornata mondiale del diabete 2026: come si scopre in tempo il diabete?

In sintesi: il diabete di tipo 2 spesso non dà sintomi per anni. Per questo la Giornata mondiale del diabete del 14 novembre 2026 punta tutto sulla diagnosi precoce. Per scoprirlo in tempo basta un esame del sangue, da chiedere al medico se hai fattori di rischio.

In breve. Il tema della Giornata mondiale del diabete 2026, scelto da IDF e OMS, è la diagnosi e l'azione precoce. Secondo l'IDF nel mondo vive con il diabete circa 1 adulto su 9, e oltre 4 persone su 10 non sanno di averlo. In Italia, secondo i dati ISTAT riportati dall'ISS, il diabete riguarda il 5,9% della popolazione, oltre 3,5 milioni di persone. La diagnosi si fa con esami del sangue semplici, come la glicemia a digiuno e l'emoglobina glicata. Un controllo in piazza o in farmacia è utile, ma non è una diagnosi: il risultato va sempre portato al medico.

A cura dei fisioterapisti di Fisiosalaria, Roma. Ultima modifica 03.11.2026.

A Verona la Giornata mondiale del diabete si prepara con controlli gratuiti della glicemia in piazza, una camminata e incontri, come raccontano in questi giorni L'Arena e Telenuovo. Vale anche per chi vive a Roma: il diabete si può scoprire presto, e scoprirlo presto cambia molto.

Cos'è la Giornata mondiale del diabete?

È la giornata dedicata al diabete in tutto il mondo e cade ogni anno il 14 novembre. È stata istituita nel 1991 dall'International Diabetes Federation (IDF) e dall'Organizzazione mondiale della sanità. Il suo colore è il blu: a Verona, per esempio, la Gran Guardia sarà illuminata di blu.

Il tema scelto per il 2026 è l'azione precoce sul diabete: diagnosi più tempestive, riduzione del rischio, accesso alle cure. L'OMS aggiunge la lotta allo stigma, cioè ai giudizi che fanno sentire in colpa chi ha il diabete.

Perché è così importante scoprire il diabete in tempo?

Perché il diabete di tipo 2 può crescere in silenzio per anni. Secondo l'IDF, nel mondo 252 milioni di adulti hanno il diabete senza saperlo. E fino alla metà delle persone con diabete di tipo 2 ha già qualche complicanza al momento della diagnosi.

In Italia, secondo i dati ISTAT del 2020 riportati dall'ISS, il diabete riguarda il 5,9% della popolazione, oltre 3,5 milioni di persone. Dopo i 75 anni la quota arriva al 21%.

L'OMS spiega che nel tipo 2 i sintomi possono essere lievi e passare inosservati a lungo, tanto che a volte la diagnosi arriva solo quando sono già comparse le complicanze. L'ISS ricorda che spesso il diabete di tipo 2 si scopre per caso, durante esami fatti per altri motivi.

Quali sono i segnali del diabete?

Spesso nessuno, ed è proprio questo il problema. Quando ci sono, l'OMS e l'ISS indicano:

  • sete continua e bisogno di urinare più spesso del solito;
  • stanchezza insolita;
  • perdita di peso senza motivo;
  • vista offuscata;
  • infezioni frequenti.

Il diabete di tipo 1 invece di solito compare in fretta, con sintomi più evidenti. L'OMS ricorda che può comparire a qualsiasi età, anche da adulti, e proprio negli adulti a volte non viene riconosciuto subito. Se hai questi sintomi, non aspettare uno screening: senti il medico.

Chi è più a rischio di diabete di tipo 2?

Il rischio sale con l'età, il peso in eccesso e la sedentarietà. Secondo l'ISS e l'OMS i principali fattori sono:

  • età: il tipo 2 compare di solito dopo i 30-40 anni;
  • sovrappeso od obesità e poca attività fisica;
  • familiarità: casi di diabete in famiglia;
  • l'appartenenza ad alcuni gruppi etnici;
  • un diabete gestazionale in gravidanza;
  • prediabete: valori di glicemia un po' alti ma non ancora da diabete.

Avere la familiarità non è una condanna: le abitudini contano molto. Ne parliamo in diabete, predisposizione genetica e abitudini.

Quali esami servono per scoprire il diabete?

Bastano esami del sangue semplici, che può prescriverti il medico di famiglia. Secondo l'ISS e i CDC americani:

  • glicemia a digiuno(almeno 8 ore senza cibo): da 126 mg/dl in su indica diabete; tra 100 e 125 mg/dl si parla di prediabete;
  • emoglobina glicata (HbA1c): racconta la media della glicemia degli ultimi 2-3 mesi. Da 6,5% in su indica diabete, tra 5,7% e 6,4% prediabete;
  • curva da carico: si misura la glicemia 2 ore dopo aver bevuto una soluzione di glucosio. Da 200 mg/dl in su indica diabete;
  • una glicemia casuale da 200 mg/dl in su, insieme ai sintomi tipici.

Sarà il medico a dirti quale esame fare e se serve una conferma. Se i valori sono nella zona del prediabete, c'è ancora molto margine: leggi se il prediabete può regredire.

Cosa significa fare uno screening della glicemia?

Significa controllare la glicemia in persone che stanno bene, per trovare chi ha valori alti senza saperlo. Nelle giornate come quella di Verona di solito si misura la glicemia con una goccia di sangue presa dal dito.

È un gesto utile, ma ha dei limiti. Un singolo valore non basta per una diagnosi: dipende da cosa hai mangiato e da quando. I CDC consigliano, se hai fatto il test in una fiera o in farmacia, di parlarne con il medico, che può ripeterlo per confermarlo. Allo stesso modo, un valore normale non ti esclude per sempre se hai fattori di rischio.

E a Roma? Al momento in cui scriviamo non abbiamo trovato un calendario ufficiale di screening per il 14 novembre. Se cerchi un'iniziativa, controlla i canali della tua ASL. La strada più semplice resta il medico di famiglia.

Che c'entra il movimento con il diabete?

Molto, sia per prevenirlo sia per gestirlo. L'OMS indica tra le misure più efficaci per prevenire o ritardare il tipo 2 un peso sano, una dieta con pochi zuccheri e grassi saturi, niente fumo e almeno 150 minuti a settimana di attività moderata.

Spesso il difficile è cominciare, tra dolori, chili in più e anni di sedentarietà. Qui un fisioterapista può aiutarti a trovare un movimento sostenibile per il tuo corpo. Su quanto e come muoversi trovi i dettagli in quanto esercizio serve con il diabete di tipo 2.

Domande frequenti

Se mi sento bene, posso avere il diabete?

Sì. Il diabete di tipo 2 può non dare sintomi per anni. Per questo, se hai fattori di rischio, è utile chiedere al medico un esame del sangue.

La glicemia misurata in piazza basta per sapere se ho il diabete?

No. È un primo controllo. Se il valore è alto, il medico ti prescriverà gli esami per confermare o escludere il diabete.

Il prediabete diventa sempre diabete?

No. Secondo l'OMS chi ha il prediabete è ad alto rischio di sviluppare il tipo 2, ma non è inevitabile. Peso, movimento e alimentazione possono fare la differenza.

Fonti

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