Sono stato operato: dopo quanto posso fare la tecar?
In breve. Dopo un intervento la tecar non si fa nei primi giorni: di solito si aspetta che la ferita sia chiusa, che i punti o le graffette siano stati tolti e che non ci siano segni di infezione o di trombosi. Non esiste un numero di giorni uguale per tutti: dipende dall'intervento, dalla zona e dall'eventuale presenza di metallo, e il via libera lo dà il chirurgo o il medico che ti segue. Dopo una protesi di ginocchio c'è almeno uno studio in cui la tecar è stata usata entro il primo mese, insieme agli esercizi, con un piccolo beneficio sul dolore. In ogni caso la tecar accompagna la riabilitazione, non la sostituisce.
A cura del team clinico Fisiosalaria: ortopedici, fisioterapisti e osteopati. Ultima modifica 26.10.2026.
Dopo un'operazione, come una protesi, un' artroscopia(l'intervento fatto con piccoli fori e una telecamera) o la riparazione di un tendine, i tessuti attraversano una fase di guarigione. In questa fase ci sono gonfiore, dolore e una ferita che deve chiudersi. È normale chiedersi se una terapia che scalda, come la tecar, possa aiutare.
La tecar usa una corrente a radiofrequenza che produce calore nei tessuti (la spieghiamo in Tecarterapia: cos’è e come funziona davvero?). Proprio perché scalda e fa passare corrente, dopo un intervento servono alcune attenzioni in più. Vediamo quali.
Dopo quanto tempo dall'intervento posso fare la tecar?
Non prima che la ferita sia chiusa e guarita in superficie, e sempre con l'accordo del chirurgo. Non esiste una regola valida per tutti gli interventi, e le linee guida non fissano un numero di giorni. In pratica si guardano alcune condizioni:
- ferita chiusa, asciutta, senza secrezioni;
- punti o graffette tolti: dopo una protesi di ginocchio, l'NHS indica che si tolgono in genere verso i 10 giorni;
- nessun segno di infezione: rossore che aumenta, calore, secrezione, febbre;
- nessun segno di trombosi: polpaccio dolente, gonfio, caldo;
- il via libera del chirurgo o del medico che segue la riabilitazione.
Di solito, quindi, si parla di settimane, non di giorni. Nei primissimi giorni la priorità è un'altra: controllare il dolore e il gonfiore, muoversi presto e bene, seguire gli esercizi indicati in ospedale.
Ho una protesi: la tecar si può fare sopra il metallo?
Dipende, e lo decide il clinico caso per caso. Il metallo conduce la corrente e può concentrare il calore: per questo, in presenza di protesi, placche o viti nella zona, si valutano la modalità, l'intensità e la posizione degli elettrodi. Il tema è approfondito in Ho una protesi o delle placche di metallo: posso fare la tecar?.
Un dato utile: in uno studio randomizzato in doppio cieco pubblicato nel 2021 sul Journal of Clinical Medicine, 42 persone operate di protesi di ginocchio da meno di un mese hanno fatto 10 sedute di esercizi. Un terzo ha fatto anche una radiofrequenza simile alla tecar, un terzo un apparecchio spento, un terzo solo esercizi. Il gruppo con la radiofrequenza ha avuto un po' meno dolore, ma la differenza era piccola, sotto la soglia che gli autori consideravano rilevante per il paziente, e la funzione (camminare, alzarsi dalla sedia) non è cambiata in modo chiaro. Lo studio è piccolo e non dice nulla sui risultati a lungo termine.
E dopo un'artroscopia?
Dopo un'artroscopia le ferite sono piccole e spesso guariscono prima, ma le regole restano le stesse: ferita chiusa, niente segni di infezione, via libera del chirurgo. Bisogna anche sapere cosa è stato fatto «dentro»: una pulizia del menisco è diversa da una sutura del menisco o da una ricostruzione del legamento crociato, che hanno tempi e limiti propri.
Dopo la ricostruzione del crociato, per esempio, la riabilitazione segue tappe precise e la tecar, se usata, è solo un aiuto su dolore e rigidità. Se il recupero non va come previsto, leggi problemi dopo l’intervento al crociato.
Posso fare la tecar sulla cicatrice?
Sì, ma solo quando la cicatrice è ben chiusa, e con prudenza. Due cose da sapere:
- la sensibilità della cicatrice è spesso ridotta: la pelle intorno al taglio può essere «addormentata» per mesi. Siccome l'intensità della tecar si regola anche su quello che senti, il terapista deve tenere conto di questo e controllare spesso la zona;
- una cicatrice rossa, gonfia, calda o che secerne non va trattata: va fatta vedere al medico.
Il lavoro sulla cicatrice, nella pratica, si fa soprattutto con il movimento, il massaggio della cicatrice quando è guarita e il ritorno graduale ai gesti di tutti i giorni. Le precauzioni con interventi passati e cerotti medicati sono raccolte in Tecar con interventi precedenti o cerotti farmacologici: quali precauzioni?.
A cosa può servire la tecar dopo un intervento?
Il suo ruolo possibile è aiutare su dolore e rigidità nella fase in cui si riprende il movimento. Il calore rende più facile muovere un'articolazione rigida, per esempio prima di lavorare sulla piegatura del ginocchio dopo una protesi.
Quello che conta di più resta la riabilitazione attiva: esercizi per la forza del quadricipite, recupero dell'articolarità, cammino. L'NHS, per la protesi di ginocchio, insiste proprio sul programma di esercizi a casa fin dall'inizio. Se il ginocchio operato resta gonfio, trovi cosa è normale in protesi di ginocchio e gonfiore; se hai paura di muoverti dopo l'operazione, leggi paura di muoversi dopo l’intervento.
Quando non si fa la tecar dopo un intervento
- Ferita aperta, punti ancora presenti, secrezioni.
- Sospetta infezione o febbre.
- Trombosi in corso o sospetta.
- Intervento per un tumore nella zona: serve il parere dell'oncologo.
- Pacemaker o altri dispositivi elettronici impiantati: vedi pacemaker ed elettroterapia.
- Sensibilità molto ridotta nella zona, che impedisce di sentire il calore.
L'elenco completo è in Quando non si può fare la tecar? Le controindicazioni.
Quando farsi vedere subito
- Rossore, calore, gonfiore o dolore intorno alla ferita che aumentano invece di calare, oppure pus o liquido che esce: l'NHS indica di chiedere un controllo urgente.
- Febbre, brividi, sensazione di caldo e freddo.
- Polpaccio dolente, gonfio o caldo: può essere una trombosi.
- Dolore e gonfiore alla gamba insieme a fiato corto o dolore al petto: chiama il 112.
Il parere del team Fisiosalaria
Dopo un intervento vediamo spesso due errori opposti: chi vuole fare subito «qualcosa che scaldi» con la ferita ancora fresca, e chi aspetta mesi senza muoversi per paura. La strada giusta sta nel mezzo: rispettare i tempi della ferita e intanto muoversi secondo le indicazioni del chirurgo. La tecar, quando ha senso, arriva dopo e si aggiunge agli esercizi.
L'ortopedico verifica che la guarigione proceda e indica cosa si può fare, il fisioterapista guida il recupero di forza e movimento, l'osteopata lavora sulla mobilità delle zone vicine. Da Fisiosalaria la tecar si fa solo dopo una valutazione e dentro un percorso con esercizi.
Domande frequenti
Posso fare la tecar con i punti ancora presenti?
No. Si aspetta che i punti o le graffette siano tolti e che la ferita sia chiusa e asciutta.
La tecar fa guarire prima dopo una protesi?
Non ci sono prove che acceleri la guarigione. In uno studio piccolo ha ridotto un po' il dolore insieme agli esercizi, senza cambiare chiaramente la funzione.
Chi decide quando posso iniziare?
Il chirurgo o il medico che ti segue, insieme al fisioterapista che conosce il tuo intervento e come stai guarendo.
Dopo una frattura con placca posso farla?
A volte sì, ma il metallo richiede una valutazione su modalità e intensità. Senza il parere del clinico è meglio non farla.
Fonti
- García-Marín e coll., Radiofrequency-Based Diathermy in the Postoperative Phase of Knee Arthroplasty: studio randomizzato in doppio cieco, Journal of Clinical Medicine, 2021
- NHS, Knee replacement: recovery, consultato 2026
- NHS, Knee replacement: risks, consultato 2026
- Lupowitz e coll., TECAR therapy: a clinical commentary, International Journal of Sports Physical Therapy, 2025
- Effects of Transfer Energy Capacitive and Resistive on Musculoskeletal Pain: revisione sistematica e meta-analisi, Galen Medical Journal, 2022
Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una visita medica o una valutazione fisioterapica.
Immagine: Henry Gray, Anatomy of the Human Body (1918), pubblico dominio, via Wikimedia Commons.
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