Cos’è la riabilitazione cardiologica e chi può farla?
In breve. La riabilitazione cardiologica è un programma strutturato che aiuta il cuore e la persona a riprendersi dopo un evento come un infarto, un'angioplastica con stent, un bypass o un intervento alle valvole, e che si usa anche nello scompenso cardiaco. Unisce esercizio fisico controllato, educazione sui fattori di rischio e sostegno psicologico. Può farla chi ha avuto un evento cardiaco o un intervento ed è clinicamente stabile, su indicazione del cardiologo. Le revisioni Cochrane mostrano che riduce i ricoveri nel primo anno, migliora la qualità della vita e, nel lungo periodo, riduce la mortalità cardiovascolare.
A cura del team clinico Fisiosalaria: ortopedici, fisioterapisti e osteopati. Ultima modifica 31.10.2026.
La riabilitazione cardiologica è un percorso di cura guidato da un'équipe (cardiologo, fisioterapista, infermiere, spesso dietista e psicologo) che accompagna una persona nei mesi dopo un problema al cuore. Non è una palestra qualsiasi: l'esercizio viene scelto e dosato in base agli esami, ai farmaci e ai sintomi di ciascuno.
Dopo un infarto molti hanno paura di muoversi: temono che salire le scale o portare la spesa possa «affaticare il cuore». La riabilitazione serve proprio a questo: a ritrovare fiducia e a capire quanto si può fare, in sicurezza, con qualcuno che misura e controlla.
Cos'è la cardiologia riabilitativa e in cosa consiste?
La cardiologia riabilitativa è la parte della cardiologia che si occupa del recupero e della prevenzione dopo un evento cardiaco. Un programma completo di solito comprende:
- esercizio fisico supervisionato: camminata, cyclette, esercizi di forza leggeri, con controllo di frequenza cardiaca, pressione e sintomi;
- educazione: come funzionano i farmaci, come riconoscere i sintomi, come gestire la vita di tutti i giorni;
- controllo dei fattori di rischio: fumo, pressione, colesterolo, glicemia, peso, alimentazione;
- sostegno psicologico: ansia e umore basso sono frequenti dopo un infarto e incidono sul recupero.
Secondo Cleveland Clinic la riabilitazione cardiologica è considerata parte della cura standard delle malattie del cuore, non un'aggiunta facoltativa.
Chi può fare la riabilitazione cardiologica?
Può farla chi ha avuto un evento cardiaco o un intervento ed è clinicamente stabile, su indicazione del cardiologo. Le situazioni più comuni sono:
- infarto del miocardio;
- angioplastica con stent;
- bypass aorto-coronarico;
- riparazione o sostituzione di una valvola;
- scompenso cardiaco con ridotta funzione di pompa;
- angina stabile;
- trapianto di cuore o impianto di dispositivi di assistenza ventricolare.
L'età da sola non esclude: anche le persone anziane ne traggono beneficio, con un programma adattato. Chi ha invece sintomi non controllati, aritmie instabili o altre condizioni acute viene prima stabilizzato.
Come è organizzata: ricovero, ambulatorio, casa?
La riabilitazione cardiologica si svolge di solito in fasi successive.
In ospedale
La prima fase inizia già durante il ricovero: ci si alza, si cammina in corsia, si impara cosa aspettarsi a casa. Dopo un intervento al torace, il fisioterapista insegna anche come usare le braccia proteggendo lo sterno: ne parliamo in Sternotomia: come muovere le braccia dopo la cardiochirurgia.
Dopo la dimissione
La seconda fase è il programma vero e proprio, con sedute di esercizio controllato per alcune settimane. Nel servizio pubblico può svolgersi in un reparto di riabilitazione con ricovero o in regime ambulatoriale, secondo le condizioni della persona e l'organizzazione della Regione. Come si passa dall'ospedale alla riabilitazione nel Lazio lo spieghiamo in Dopo un ricovero come si continua la riabilitazione nel Lazio? e in Riabilitazione intensiva o estensiva: che differenza c'è?
Il mantenimento
La terza fase è la più lunga: continuare da soli, a casa o in palestra, quello che si è imparato. È qui che si gioca il risultato nel tempo.
Dopo un infarto posso fare esercizio? Quando e come?
Sì: dopo un infarto l'esercizio è raccomandato, ma va iniziato in modo graduale e con un programma deciso dal cardiologo. Di solito prima si fa una valutazione, spesso con un test da sforzo, per capire a che intensità lavorare in sicurezza.
- Si parte dalla camminata: pochi minuti al giorno, aumentando poco alla volta.
- Intensità moderata: si deve poter parlare mentre ci si muove, anche se con un po' di fiato corto.
- Riscaldamento e defaticamento di qualche minuto, sempre.
- Forza leggera con pesi piccoli o elastici, quando il team lo autorizza.
- Niente sforzi improvvisi e massimali nelle prime settimane, come spostare un mobile o fare una partita a calcetto «come prima».
Un programma tipico negli Stati Uniti, descritto da Cleveland Clinic, prevede circa 36 sedute supervisionate di un'ora, di solito tre a settimana. In Italia durata e numero di sedute dipendono dalla struttura e dal percorso indicato. L'idea di fondo resta: l'esercizio è una terapia, come spieghiamo in Si può prescrivere l'esercizio fisico come una medicina?
La riabilitazione cardiologica funziona davvero?
Sì: è uno degli interventi meglio studiati in cardiologia. Le revisioni Cochrane sulla riabilitazione basata sull'esercizio dopo infarto o angioplastica mostrano che:
- riduce i ricoveri per qualsiasi causa nei primi dodici mesi;
- migliora la qualità della vita nella maggior parte degli studi;
- nel lungo periodo si associa a una riduzione della mortalità cardiovascolare;
- è sicura nelle persone clinicamente stabili.
In più, chi completa il programma di solito riesce a muoversi di più e con meno paura. È un guadagno concreto: tornare a salire le scale di casa, viaggiare, prendere in braccio i nipoti.
Chi la prescrive e cosa chiedo al cardiologo?
La riabilitazione cardiologica viene indicata dal cardiologo, spesso già alla dimissione. Se nessuno ne ha parlato, è giusto chiederlo. Domande utili:
- «Sono un candidato per la riabilitazione cardiologica?»
- «Dove si svolge e come ci arrivo: ricovero, day hospital o ambulatorio?»
- «Prima di iniziare devo fare un test da sforzo?»
- «Quali attività posso già fare a casa e quali devo evitare?»
- «Quando posso tornare al lavoro, guidare, riprendere lo sport?»
Il fisioterapista lavora dentro questo quadro: guida l'esercizio, controlla la risposta allo sforzo, aiuta a recuperare forza e respiro, e insegna a proseguire da soli.
Quando farsi vedere subito
- Dolore, peso o oppressione al petto, anche esteso a braccio, collo, mandibola o schiena: chiama il 112.
- Fiato corto improvviso o molto più intenso del solito, a riposo o per sforzi minimi.
- Svenimento, capogiro forte, battito molto irregolare o molto veloce.
- Sudore freddo, nausea, senso di malessere improvviso durante lo sforzo.
- Gonfiore alle gambe che aumenta, aumento rapido di peso: possibile segno di scompenso.
- Rossore, calore o secrezioni dalla ferita dopo un intervento: possibile infezione.
Quando un dolore al petto si accompagna a dolore alla schiena o al braccio, leggi anche Dolore dorsale e braccio sinistro: può essere un infarto?
Il parere del team Fisiosalaria
Quello che vediamo spesso, dopo un evento cardiaco, è la paura del movimento: persone che camminavano ogni giorno e che smettono, per timore di «sforzare il cuore». È comprensibile, ma è proprio il movimento dosato che aiuta il cuore. L'errore più comune è fermarsi del tutto, oppure, all'opposto, tornare troppo in fretta allo sport di prima senza un programma.
Quello che conta davvero è avere un'indicazione chiara del cardiologo su cosa si può fare e poi costruire un'abitudine che duri nel tempo. Se dopo la riabilitazione cardiologica restano dolori articolari o muscolari che frenano la ripresa, una valutazione aiuta a capire da dove ripartire.
Domande frequenti
Quanto dura la riabilitazione cardiologica?
La fase con sedute supervisionate dura di solito alcune settimane. La fase di mantenimento, invece, dovrebbe durare per sempre: è il nuovo stile di vita.
Si può fare a casa?
In alcuni casi sì, con programmi a distanza o misti, se il cardiologo lo ritiene adatto. Le prime sedute sono di solito supervisionate per misurare la risposta allo sforzo.
Posso farla anche se sono anziano?
Sì. L'età non è un limite in sé: il programma viene adattato alle condizioni e alle altre malattie della persona.
Dopo uno stent posso tornare a correre?
Spesso sì, ma i tempi e l'intensità li decide il cardiologo, di solito dopo una valutazione con test da sforzo. Il ritorno è graduale.
Fonti
- Cleveland Clinic, Cardiac Rehabilitation, consultato 2026
- Anderson L., Taylor R.S., Cardiac rehabilitation for people with heart disease: an overview of Cochrane systematic reviews, 2014
- Cochrane Library, Exercise-based cardiac rehabilitation for coronary heart disease (CD001800), 2021
Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una visita medica o una valutazione fisioterapica.
Immagine: Arek Adeoye su Unsplash.
Altre domande su questa zona del corpo
Apri la mappa del corpo: tutte le risposte →19,90 €
Vuoi capire da dove viene il tuo dolore?
Prima seduta di 50 minuti: valutazione e trattamento nello stesso appuntamento, con un team di ortopedici, fisioterapisti e osteopati.
4,9 su 5 su MioDottore, oltre 4.000 recensioni · Convenzionati con diversi fondi sanitari
Tre centri a Roma, stesso listino
Dal lunedì al sabato, 8:00–20:00. Aperti anche il sabato pomeriggio.

