Dopo un ricovero come si continua la riabilitazione nel Lazio?
In breve. Dopo un ricovero la riabilitazione può continuare in modi diversi, a seconda di quanto sei autonomo e di quanto lavoro riabilitativo ti serve. Le strade principali sono: un reparto di riabilitazione(post-acuzie), una struttura extraospedaliera, la riabilitazione a domicilio con l’ASL o la fisioterapia ambulatoriale. Nel Lazio il trasferimento in un reparto di riabilitazione si chiede dal reparto dove sei ricoverato, con un modulo unico regionale. La cosa più importante è parlarne con i medici del reparto prima della dimissione, non dopo.
A cura del team clinico Fisiosalaria: ortopedici, fisioterapisti e osteopati. Ultima modifica 31.10.2026.
La riabilitazione post-acuzie è la fase di recupero che segue un evento acuto, come un intervento, una frattura, un ictus o una lunga malattia. L’obiettivo è riguadagnare il più possibile movimento, autonomia e sicurezza nella vita di tutti i giorni: alzarsi, camminare, lavarsi, fare le scale.
Il momento più delicato è il passaggio dall’ospedale al dopo. Molte famiglie scoprono il giorno della dimissione che la riabilitazione «non è automatica» e va organizzata. Qui spieghiamo le possibilità, come si decide e a chi rivolgersi nel Lazio. I dettagli operativi possono cambiare: per orari, moduli e contatti fa fede il sito della propria ASL.
Quali sono le strade dopo un ricovero?
Le opzioni principali sono quattro, dalla più intensiva alla meno intensiva:
- ricovero in riabilitazione ospedaliera (i cosiddetti codici 56, 75 e 28): per chi ha bisogno di molte ore di terapia al giorno e di assistenza medica;
- lungodegenza post-acuzie(codice 60): per chi ha ancora bisogno soprattutto di cure mediche e infermieristiche prolungate;
- riabilitazione extraospedaliera, residenziale o diurna, per persone con disabilità che hanno bisogno di un percorso strutturato;
- rientro a casa con riabilitazione domiciliare dell’ASL o con fisioterapia in ambulatorio.
Che differenza c’è tra intensiva ed estensiva, e cosa significano quei codici, lo spieghiamo in Riabilitazione intensiva o estensiva: che differenza c’è?
Come si chiede il trasferimento in un reparto di riabilitazione nel Lazio?
Lo chiede il reparto in cui sei ricoverato, non il paziente da solo. Nel Lazio si usa un modulo unico per la richiesta di trasferimento in post-acuzie, firmato dal medico del reparto e da un medico specialista in riabilitazione.
Secondo le indicazioni regionali, la struttura di riabilitazione deve rispondere entro 48 ore lavorative. Le risposte possibili sono tre:
- accettata con posto disponibile subito;
- accettata con inserimento in lista d’attesa;
- non appropriata, con l’indicazione del motivo.
Nel modulo il reparto descrive la situazione con scale di valutazione standard, che misurano per esempio l’autonomia nelle attività quotidiane o la capacità di camminare. Questo serve a indirizzare ogni paziente al livello di cura giusto.
Chi ha diritto alla riabilitazione intensiva dopo il ricovero?
Chi ha un bisogno riabilitativo importante, legato all’evento per cui è stato ricoverato, e può sostenere un programma impegnativo. Un decreto del Ministero della Salute del 2021 fissa i criteri di appropriatezza per i ricoveri in riabilitazione: conta la correlazione clinica con l’evento acuto e la distanza di tempo da quell’evento, oltre ai risultati delle scale di valutazione.
In pratica: dopo una protesi d’anca in una persona autonoma e in buona salute spesso basta tornare a casa con un programma di esercizi e fisioterapia ambulatoriale. Dopo un ictus con difficoltà a camminare, o dopo una frattura di femore in una persona anziana e fragile, più spesso si valuta un periodo in riabilitazione. Sono esempi, non regole: la decisione è dei medici, caso per caso.
Cos’è la dimissione protetta?
La dimissione protetta è una dimissione organizzata prima che il paziente lasci l’ospedale, per chi a casa avrebbe bisogno di assistenza. Il reparto, spesso con l’assistente sociale, attiva i servizi del territorio: assistenza domiciliare, ausili, eventuale riabilitazione a casa.
Le cure domiciliari fanno parte dei LEA, i Livelli essenziali di assistenza: per i livelli più intensivi si basano su un piano di assistenza o su un progetto riabilitativo individuale, sotto la responsabilità clinica del medico di famiglia. Come si ottiene la fisioterapia a casa lo spieghiamo in Come si ottiene la fisioterapia a domicilio con l’ASL?
Cosa chiedere in reparto prima della dimissione
- Che tipo di riabilitazione mi serve e con quale intensità?
- È stato chiesto un trasferimento in riabilitazione? Con quale risposta?
- Se torno a casa: chi attiva l’assistenza domiciliare o la fisioterapia?
- Quali ausili servono (deambulatore, sedia per la doccia, letto) e chi li prescrive?
- Quali esercizi posso fare da subito?
Se torno a casa, come continuo la fisioterapia?
Se puoi muoverti e raggiungere un ambulatorio, la strada più comune è la fisioterapia ambulatoriale con ricetta: il medico di famiglia o lo specialista prescrive, e spesso serve prima una valutazione del fisiatra. Trovi i passaggi in Come si prenota la fisioterapia con l’ASL nel Lazio?
Se invece non riesci a uscire di casa, il riferimento è il Punto unico di accesso (PUA) del distretto ASL, insieme al medico di famiglia. Nel frattempo è utile non restare fermi: camminare in casa, alzarsi spesso dalla sedia e fare gli esercizi consegnati alla dimissione aiuta a non perdere quanto recuperato.
Quando farsi vedere subito
- Febbre, ferita chirurgica arrossata, calda o che secerne liquido.
- Polpaccio caldo, gonfio e dolente o fiato corto improvviso: possibile trombosi o embolia, chiama il 112.
- Cadute dopo il rientro, soprattutto se dopo non riesci a caricare il peso.
- Dopo un ictus, nuova debolezza, difficoltà a parlare o bocca storta: chiama subito il 112.
- Confusione o sonnolenza insolite nella persona anziana.
Il parere del team Fisiosalaria
Il problema che incontriamo più spesso non è la mancanza di servizi, ma il «buco» tra dimissione e inizio della riabilitazione: settimane in cui la persona resta a letto o in poltrona e perde forza. Per chi è anziano, quelle settimane pesano molto. Chiedere in reparto un programma di esercizi semplici da fare subito è il gesto più utile.
Dopo un intervento ortopedico la regola generale è muoversi presto e con criterio, come spieghiamo in Riabilitazione dopo un intervento: quando iniziare. Se non sai da dove ripartire, una valutazione aiuta a capire a che punto sei e quali obiettivi porsi.
Domande frequenti
Posso scegliere io la struttura di riabilitazione?
Si possono indicare delle preferenze, ma la richiesta passa dal reparto e la disponibilità dei posti decide i tempi. Chiedi in reparto quali strutture sono state contattate.
La riabilitazione in reparto si paga?
Il ricovero in riabilitazione appropriato è a carico del servizio pubblico. Per i percorsi socio-sanitari di lungo periodo può essere prevista una quota a carico della persona: chiedi informazioni al distretto ASL.
E se la richiesta è giudicata non appropriata?
Il modulo riporta il motivo. Spesso significa che è più adatto un altro livello di cura, per esempio la riabilitazione a domicilio o in ambulatorio.
Fonti
- Regione Lazio, Formazione regionale sulla riabilitazione ospedaliera e modulo unico di trasferimento in post-acuzie, 2024
- Ministero della Salute, DM 5 agosto 2021, Criteri di appropriatezza dell’accesso ai ricoveri di riabilitazione ospedaliera (pubblicato da Regione Lazio)
- DPCM 12 gennaio 2017, Definizione e aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza (testo)
- ASL Roma 1, Casa della Comunità Montesacro: carta dei servizi, 2026
Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una visita medica o una valutazione fisioterapica.
Immagine: Arek Adeoye su Unsplash.
Altre domande su questa zona del corpo
Apri la mappa del corpo: tutte le risposte →19,90 €
Vuoi capire da dove viene il tuo dolore?
Prima seduta di 50 minuti: valutazione e trattamento nello stesso appuntamento, con un team di ortopedici, fisioterapisti e osteopati.
4,9 su 5 su MioDottore, oltre 4.000 recensioni · Convenzionati con diversi fondi sanitari
Tre centri a Roma, stesso listino
Dal lunedì al sabato, 8:00–20:00. Aperti anche il sabato pomeriggio.

