Postura alla scrivania, cuscino e sonno: cosa conta davvero?

In breve. Non esiste una postura perfetta da tenere per ore: spesso la postura migliore è la prossima, cioè cambiare posizione. Alla scrivania aiutano una postazione regolata su di te e brevi pause frequenti. Per il fastidio tra collo e dorso un cuscino basso e abbastanza fermo è di solito più utile che toglierlo del tutto, ma nessun cuscino cura da solo il problema. Con scoliosi o iperlordosi non c'è una posizione vietata per dormire, e dormire «storti» non fa peggiorare la curva: conta stare comodi, con un cuscino tra o sotto le ginocchia se aiuta.

A cura del team clinico Fisiosalaria: ortopedici, fisioterapisti e osteopati. Ultima modifica 09.10.2026.

La postura è il modo in cui teniamo il corpo da seduti, in piedi o sdraiati. Per anni ci è stato ripetuto di «stare dritti» per non avere mal di schiena. Le ricerche raccontano una storia più sfumata: chi sta dritto non ha meno dolore di chi sta un po' curvo, e nessuna singola posizione protegge da sola la colonna.

Questo non significa che la posizione non conti mai. Significa che contano di più quanto a lungo restiamo fermi, quanto ci muoviamo e come stiamo in generale. Qui ci concentriamo su scrivania, cuscino e sonno; per capire a chi rivolgersi con un referto sulle curve della colonna vedi quale specialista consultare.

Esiste una postura giusta alla scrivania?

No, non esiste una sola postura corretta da mantenere tutto il giorno. Un articolo del 2019 sul Journal of Orthopaedic and Sports Physical Therapy ha riassunto le ricerche: sedersi dritti non previene il mal di schiena e non esiste una postura ideale valida per tutti.

Il vero problema è spesso la posizione fissa. Otto ore immobili, anche nella posa più «perfetta», affaticano muscoli e articolazioni. Cambiare spesso posizione distribuisce il carico. Un'immagine utile: la colonna è fatta per muoversi, non per stare in vetrina.

Come affrontare una postura alla scrivania che dà fastidio?

Si lavora su due fronti: una postazione regolata su di te, che renda facile stare comodi, e il movimento durante la giornata. Non serve attrezzatura costosa.

  • Schermo: bordo alto all'altezza degli occhi o poco sotto, a circa un braccio di distanza. Con il portatile, un supporto e una tastiera esterna evitano di tenere il collo piegato per ore.
  • Sedia: piedi appoggiati a terra o su un poggiapiedi, ginocchia più o meno all'altezza delle anche, schiena sostenuta se ti è comodo.
  • Braccia: tastiera e mouse vicini, gomiti morbidi lungo il corpo, spalle rilassate.
  • Telefono: niente telefono tra orecchio e spalla; meglio auricolari o vivavoce.

Poi il movimento:

  • Varia: appoggiati allo schienale, poi siediti più avanti, poi alzati.
  • Interrompi: una pausa di uno o due minuti ogni 30-45 minuti, per esempio una telefonata in piedi o un bicchiere d'acqua.
  • Muoviti fuori dall'ufficio: l'attività fisica regolare protegge la schiena più di qualsiasi sedia.

Se il fastidio compare sempre dopo un certo tempo seduto, quello è il tuo limite attuale: programma una pausa poco prima di arrivarci. Per il collo trovi altri consigli in lavoro al computer e dolore cervicale e nella guida completa alla cervicale.

Cambiare o togliere il cuscino aiuta il dolore tra collo e dorso?

Può aiutare a stare più comodi, ma nessun cuscino cura da solo un problema della cerniera cervicodorsale, cioè la zona di passaggio tra le ultime vertebre del collo e le prime del dorso, all'altezza della «gobbetta» alla base della nuca.

Le indicazioni dell'NHS per il dolore al collo sono semplici: un cuscino basso e abbastanza fermo, che tenga la testa in linea con il resto del corpo, ed evitare di dormire a pancia in giù con il collo ruotato. Togliere del tutto il cuscino, invece, spesso lascia la testa troppo bassa quando si dorme sul fianco, e il collo resta piegato verso il materasso.

  • Se dormi sul fianco, il cuscino deve riempire lo spazio tra spalla e orecchio.
  • Se dormi sulla schiena, di solito basta un cuscino più basso.
  • Prova ogni cambiamento per una o due settimane prima di giudicarlo: il corpo ha bisogno di qualche notte per abituarsi.

Se ti svegli spesso con dolore e rigidità che durano tutta la mattina, il cuscino probabilmente non è l'unica causa. Per la scelta del modello vedi quale cuscino scegliere se soffri di cervicale.

Con scoliosi e iperlordosi, come valutare le posizioni per dormire che danno fastidio?

Non c'è una posizione vietata o obbligatoria. Con scoliosi(curva laterale della colonna) o iperlordosi(curva lombare più accentuata) si sceglie la posizione che dà meno fastidio. Dormire in una posizione «sbagliata» non fa peggiorare la curva.

Un modo pratico per valutare è osservare quale posizione dà fastidio, dove e quanto dura al risveglio. Poi si provano piccoli aggiustamenti:

  • sul fianco: un cuscino tra le ginocchia tiene allineati bacino e colonna. Molte persone con scoliosi stanno meglio su un lato che sull'altro, e va bene alternare secondo il comfort;
  • sulla schiena: un cuscino sotto le ginocchia riduce l'arco lombare, spesso utile con l'iperlordosi;
  • a pancia in giù: tende ad accentuare l'arco lombare e obbliga a ruotare il collo. Se ti dà fastidio, un cuscino sottile sotto la pancia può attenuarlo.

Anche il materasso conta meno di quanto si pensi: deve sostenere abbastanza ed essere comodo per te. Se il fastidio notturno è legato a rigidità del dorso o dell'anca, gli esercizi possono aiutare più dei cuscini: vedi cifosi e iperlordosi: quali esercizi.

Quando farsi vedere subito

  • Perdita di forza progressiva a un braccio o a una gamba.
  • Disturbi di vescica o intestino, o perdita di sensibilità nella zona genitale e interno cosce («a sella»).
  • Dolore dopo un trauma importante o una caduta.
  • Dolore con febbre, calo di peso inspiegato o dolore notturno costante che non cambia con la posizione.
  • Formicolii o mano fredda insieme al dolore al collo.

Il parere del team Fisiosalaria

L'errore più comune che vediamo è cercare la posizione perfetta e restarci immobili, oppure comprare l'ennesimo cuscino aspettandosi la soluzione. Quello che conta davvero, nell'esperienza combinata di ortopedici, fisioterapisti e osteopati, è muoversi di più durante la giornata, rinforzare gradualmente collo e schiena e capire quali situazioni scatenano il fastidio.

Se il dolore dura da più di qualche settimana, resta anche a riposo o scende nel braccio o nella gamba, una valutazione aiuta a capire da dove viene e da dove ripartire.

Domande frequenti

Una sedia ergonomica risolve il mal di schiena?

Può rendere più comodo stare seduti, ma da sola non risolve il dolore. Contano di più pause, movimento e attività fisica regolare.

Lavorare in piedi è meglio che seduti?

Alternare è meglio che restare sempre in una posizione. Anche stare in piedi fermi per ore può dare fastidio.

Dormire sul fianco fa peggiorare la scoliosi?

No. La posizione nel sonno non fa progredire la curva: scegli quella più comoda, magari con un cuscino tra le ginocchia.

Fonti

Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una visita medica o una valutazione fisioterapica.

Immagine: Vitaly Gariev su Unsplash.

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