Lavoro sempre chino come dentista o odontotecnico: come proteggo la colonna?

In breve. Dentisti, igienisti e odontotecnici lavorano molte ore chini e immobili, con il collo piegato e le braccia sollevate: per questo collo e schiena sono le zone che fanno più male. Una revisione con meta-analisi ha trovato dolore al collo in circa sei professionisti su dieci e alla parte bassa della schiena in poco più della metà. Per proteggere la colonna conta portare il lavoro all'altezza degli occhi invece di piegarsi verso il lavoro, regolare bene seduta e poltrona, fare micro pause e allenare collo, spalle e tronco. Formicolii alle mani o dolore che scende nel braccio vanno valutati.

A cura del team clinico Fisiosalaria: ortopedici, fisioterapisti e osteopati. Ultima modifica 23.10.2026.

Il lavoro odontoiatrico è un lavoro di precisione in uno spazio piccolissimo: la bocca del paziente o il modello sul banco. Per vedere bene si tende ad avvicinare gli occhi al lavoro, piegando il collo e curvando la schiena. Questa posizione si chiama flessione prolungata: il collo resta piegato in avanti per minuti, a volte per ore.

Una revisione della letteratura con meta-analisi pubblicata su PLoS ONE nel 2018 ha messo insieme decine di studi sui professionisti dell'odontoiatria nei paesi occidentali. Le zone più colpite erano il collo(circa 58%), la parte bassa della schiena(circa 56%), le spalle(circa 43%) e la parte alta della schiena(circa 41%). Tra i fattori di rischio: posture scomode, molti pazienti trattati, lavoro amministrativo, vibrazioni e movimenti ripetuti.

Perché lavorare chino fa male al collo?

Perché la testa pesa, e più la pieghi in avanti, più i muscoli dietro il collo devono lavorare per tenerla. Quando la posizione dura a lungo e senza pause, quei muscoli si affaticano e diventano dolenti. Non è un danno della colonna: è soprattutto fatica muscolare e tensione delle strutture che tengono la testa.

Lo stesso meccanismo lo conosce chi passa ore sullo smartphone. Ne parliamo in Text neck: lo smartphone fa male al collo? La differenza è che nel lavoro odontoiatrico la posizione è imposta dal compito e si ripete ogni giorno per anni. Per questo conviene organizzarla bene.

Come devo stare seduto alla poltrona?

L'obiettivo è stare il più possibile in una posizione neutra: schiena appoggiata e con le sue curve naturali, spalle rilassate, gomiti vicino al corpo, collo poco piegato. Alcune regole pratiche:

  • Prima regola la tua seduta, poi il paziente: altezza tale che le cosce siano leggermente inclinate verso il basso e i piedi ben appoggiati.
  • Poi porta il paziente da te: alza o abbassa la poltrona e inclina la testa del paziente, invece di piegarti tu verso di lui.
  • Gomiti bassi: la bocca del paziente dovrebbe trovarsi più o meno all'altezza dei tuoi gomiti, così le spalle non salgono.
  • Cambia lato e posizione secondo l'arcata e il dente, invece di ruotare il collo per adattarti.
  • Strumenti vicini: ciò che usi spesso deve essere a portata senza allungarsi o girarsi.

Esistono sedute ergonomiche per dentisti utili davvero?

Sì, una seduta regolabile aiuta, ma non fa il lavoro da sola. Gli sgabelli a sella, che aprono l'angolo tra cosce e busto, e quelli con supporto per il petto o per i gomiti sono pensati per mantenere la schiena più dritta. Possono essere utili, ma le prove su quale modello sia migliore sono limitate: conta soprattutto che la seduta sia regolata su di te e che tu non resti fermo per ore.

Anche i sistemi di ingrandimento, come occhiali con lenti ingrandenti o microscopio, possono permettere di vedere bene stando meno chini, a patto che siano scelti con l'angolo di visione giusto per la tua postura. È una scelta da fare con calma, provando prima di acquistare.

Faccio l'odontotecnico: cosa cambia?

Il problema è simile, ma il punto critico è il banco di lavoro. L'odontotecnico lavora seduto, spesso con il modello molto vicino agli occhi e gli avambracci senza appoggio. Qualche accorgimento:

  • Altezza del banco: il pezzo dovrebbe arrivare verso gli occhi, non gli occhi verso il pezzo. Un piano più alto o un supporto inclinato riducono la flessione del collo.
  • Appoggi per gli avambracci: scaricano spalle e collo durante i lavori fini.
  • Vibrazioni e polveri: strumenti in buono stato e aspirazione adeguata riducono la fatica di mani e braccia.
  • Alterna le attività: rifinitura, modellazione, lavoro al computer e spostamenti in laboratorio.

Molte indicazioni valgono anche per la postazione al computer: trovi i principi generali in Postura alla scrivania, cuscino e sonno.

Quali pause ed esercizi aiutano?

Le pause brevi e frequenti sono uno degli strumenti più semplici. Mayo Clinic ricorda che restare seduti nella stessa posizione per ore fa male anche con una postazione perfetta, e consiglia di alzarsi e cambiare posizione spesso.

Tra un paziente e l'altro (1-2 minuti)

  • Retrazione del mento: porta indietro la testa come per fare il doppio mento, 5-10 volte.
  • Spalle indietro e giù, aprendo il petto.
  • Estensione della schiena in piedi, mani sui fianchi.
  • Guardare lontano per qualche secondo, per riposare anche gli occhi.

Fuori dal lavoro, 2-3 volte a settimana

  • rinforzo dei muscoli profondi del collo e dei muscoli tra le scapole;
  • esercizi per tronco e glutei;
  • attività aerobica regolare.

L'NHS, per il mal di collo, suggerisce di non restare a lungo nella stessa posizione e di fare esercizi di mobilità del collo. Se ti interessa una routine semplice, guarda Esercizi per la cervicale a casa.

Quando farsi vedere subito

  • Formicolio, bruciore o debolezza a braccio, mano o dita che non passa: può indicare un nervo irritato nel collo o al polso.
  • Dolore che scende nel braccio e peggiora girando la testa.
  • Perdita di forza nella presa o oggetti che cadono di mano.
  • Dolore al collo con febbre, mal di testa forte e rigidità: vai in pronto soccorso.
  • Dolore notturno costante o calo di peso senza motivo.

Il parere del team Fisiosalaria

Chi lavora in odontoiatria spesso convive per anni con un collo rigido e le spalle tese, finché un giorno compare un formicolio alla mano e ci si spaventa. L'errore più comune è intervenire solo sul dolore, nei periodi peggiori, senza cambiare né la postazione né l'allenamento. Quello che conta davvero è ridurre la flessione prolungata del collo e costruire muscoli capaci di reggere molte ore di lavoro di precisione.

L'ortopedico valuta i sintomi nervosi e decide se servono esami, il fisioterapista imposta esercizi brevi da fare anche in studio, l'osteopata lavora sulla mobilità di collo e parte alta della schiena. Se il dolore torna ogni settimana, una valutazione aiuta a capire da dove viene e da dove ripartire.

Domande frequenti

Lavorare in piedi è meglio che seduto?

Nessuna delle due posizioni è migliore in assoluto. Alternarle, quando il tipo di lavoro lo consente, aiuta a distribuire la fatica.

Il dolore al collo da lavoro può diventare un'ernia?

La fatica muscolare non si trasforma in ernia. Però sintomi al braccio meritano una visita per capire se c'è un nervo irritato. Approfondisci in Piccola ernia cervicale.

Ogni quanto fare una pausa?

Una micro pausa tra un paziente e l'altro è un buon punto di partenza. L'importante è non restare per ore senza cambiare posizione.

Fonti

Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una visita medica o una valutazione fisioterapica.

Immagine: Henry Gray, Anatomy of the Human Body (1918), pubblico dominio, via Wikimedia Commons.

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