Sento le ossa sotto la pianta del piede quando cammino: perché, con l'età?
In breve. Se camminando ti sembra di sentire le ossa sotto la pianta, o di camminare sui sassi, la causa più comune con l'età è che l'imbottitura naturale sotto l'avampiede protegge meno. Il cuscinetto di grasso e tessuti molli sotto le teste dei metatarsi diventa più rigido o più sottile, oppure scivola in avanti quando le dita si piegano ad artiglio. Così le ossa ricevono più pressione e fanno male. Scarpe ben ammortizzate, solette morbide o un cuscinetto metatarsale ben posizionato riducono la pressione e spesso il dolore. Formicolii, bruciore o dolore che non passa vanno valutati, perché le cause possono essere anche altre.
A cura del team clinico Fisiosalaria: ortopedici, fisioterapisti e osteopati. Ultima modifica 23.10.2026.
Sotto la parte anteriore della pianta, dove il piede spinge a ogni passo, ci sono le teste dei metatarsi: le estremità delle cinque ossa lunghe del piede. Le protegge un cuscinetto plantare, fatto di grasso organizzato in piccole camere elastiche, che funziona come la suola di una buona scarpa: distribuisce il peso e assorbe gli urti.
Il dolore sotto le teste dei metatarsi si chiama metatarsalgia. Non è una malattia unica, ma il nome di un sintomo con molte cause possibili. Qui ci concentriamo su cosa cambia con l'età; per una panoramica completa vedi Dolore al metatarso: quali sono le cause possibili?
Mi sembra di camminare sui sassi: perché?
La sensazione di un sasso nella scarpa è tipica della metatarsalgia, cioè di una pressione eccessiva sotto le teste dei metatarsi.
Mayo Clinic la descrive proprio così: dolore acuto, sordo o bruciante sotto l'avampiede, che peggiora stando in piedi, camminando o a piedi nudi su superfici dure e migliora a riposo. Con l'età le ragioni più frequenti sono il cuscinetto che protegge meno, le dita che cambiano forma e scarpe poco adatte.
Perché con l'età si sentono di più le ossa sotto il piede?
Perché i tessuti molli sotto la pianta cambiano: diventano più rigidi, a volte più sottili, e possono spostarsi.
- Tessuti più rigidi: uno studio su persone tra 41 e 83 anni (Kwan e colleghi, 2010) ha trovato che la rigidità dei tessuti sotto la pianta aumenta con l'età, sia sotto l'alluce sia sotto le teste dei metatarsi. Un'imbottitura più rigida ammortizza meno.
- Cuscinetto che si sposta: quando le dita si piegano a martello o ad artiglio, il cuscinetto viene tirato in avanti e lascia le ossa più scoperte. Vedi Dita a martello: si possono raddrizzare senza intervento?
- Grasso plantare ridotto: l'NHS elenca la perdita di grasso sotto la pianta con l'età tra le cause dei calli, segno che la pressione aumenta.
- Altri fattori: alluce valgo, piede cavo, peso aumentato, artriti infiammatorie, interventi precedenti all'avampiede.
Questo non succede a tutti allo stesso modo. Molte persone anziane non hanno alcun dolore; in altre basta una scarpa sbagliata per scatenarlo.
Ho dolore alla pianta del piede dopo i 60 anni: è sempre il cuscinetto?
No: è una causa frequente, ma ce ne sono altre da distinguere.
- Neuroma di Morton: bruciore o scossa tra terzo e quarto dito, a volte con dita addormentate. Vedi Neuroma di Morton o metatarsalgia: come distinguerli?
- Frattura da stress di un metatarso: dolore e gonfiore sul dorso del piede, più probabile con l'osteoporosi.
- Neuropatia periferica, per esempio da diabete: formicolio, bruciore, sensibilità ridotta in entrambi i piedi.
- Artriti come l'artrite reumatoide o la gotta: articolazioni delle dita gonfie, calde, rigide al mattino.
- Calli sotto la pianta, che sono spesso la conseguenza della pressione eccessiva: ne parliamo in Ho un callo sotto il piede che fa male quando cammino.
Se il dolore è sotto il tallone e non sotto l'avampiede, il discorso è simile ma riguarda il cuscinetto del tallone: vedi Mi fa male il centro del tallone a piedi nudi.
Quali imbottiture plantari servono per il metatarso?
Le imbottiture funzionano: riducono la pressione sotto l'avampiede, a patto di essere nella posizione giusta.
Uno studio australiano su 37 persone con età media di 73 anni e dolore all'avampiede (Lee e colleghi, 2013) ha confrontato diversi tipi di imbottitura. Tutti hanno ridotto la pressione rispetto alla scarpa da sola; i migliori l'hanno ridotta di quasi un quinto. Gli autori concludono che conta soprattutto dove si mette il cuscinetto rispetto alle teste dei metatarsi, più della sua forma.
- Cuscinetto metatarsale(una piccola cupola): va appena dietro le teste dei metatarsi, non sotto. Messo nel punto sbagliato può peggiorare.
- Soletta morbida a tutta lunghezza: semplice e utile per molti.
- Plantare su misura: utile quando c'è una deformità del piede o le soluzioni semplici non bastano.
Cosa posso fare ogni giorno?
Le scelte quotidiane contano quanto le imbottiture.
- Scarpe con suola spessa e ammortizzata, punta ampia, tacco basso; una suola un po' a dondolo aiuta a scaricare l'avampiede.
- Evita di camminare scalzo su pavimenti duri, anche in casa: meglio una pantofola chiusa con buona suola.
- Esercizi per la mobilità delle dita e la forza dei muscoli del piede e del polpaccio, oltre a esercizi di equilibrio: un piede più forte e stabile distribuisce meglio il peso. Vedi esercizi di equilibrio per anziani.
- Controllo del peso, perché ogni chilo in più si scarica anche sull'avampiede.
- Cura della pelle: se hai diabete o problemi di circolazione, non toccare i calli da solo e controlla i piedi ogni giorno.
Quando le misure conservative non bastano, lo specialista può discutere altre opzioni, come iniezioni di riempitivi o di grasso sotto la pianta o interventi sulle ossa quando una deformità concentra il carico. Sono scelte da valutare caso per caso con il chirurgo.
Quando farsi vedere subito
- Ferita, vescica o pelle scura sotto la pianta, soprattutto se hai diabete.
- Piede rosso, caldo e gonfio, con o senza febbre.
- Gonfiore improvviso sul dorso del piede senza trauma, con dolore in un punto preciso: va esclusa una frattura da stress.
- Formicolio o perdita di sensibilità che aumentano, o debolezza del piede.
- Dolore che sveglia di notte o non cambia con il riposo.
Il parere del team Fisiosalaria
Vediamo spesso persone sopra i sessant'anni che hanno cambiato scarpe «per stare più comode», scegliendo modelli sottili e flessibili, oppure che in casa camminano scalze. Il dolore sotto l'avampiede allora diventa il compagno di ogni passo e porta a camminare meno, che è il danno più grande. L'errore più comune è affidarsi a un cuscinetto messo nel punto sbagliato e concludere che «non serve». L'ortopedico esclude le cause che richiedono esami, il fisioterapista lavora su forza, mobilità del piede e cammino, l'osteopata può aiutare sulla mobilità delle articolazioni.
Quello che conta davvero è ridurre la pressione nel punto giusto e mantenere il piede forte e mobile, per continuare a camminare. Se il dolore dura da più di qualche settimana, una valutazione aiuta a capire da dove viene e da dove ripartire.
Domande frequenti
Il cuscinetto sotto il piede ricresce?
In genere no da solo, ma si può compensare con scarpe e imbottiture. Se si è spostato per le dita ad artiglio, migliorare la posizione delle dita può aiutare.
Meglio scarpe morbide o rigide?
Meglio una suola spessa e ammortizzata, non troppo flessibile sull'avampiede, con punta larga. Le scarpe sottili e molto flessibili lasciano passare più pressione.
Posso camminare anche se fa male?
Sì, camminare resta importante. Riduci tratti e superfici dure, usa scarpe adatte e aumenta gradualmente; se il dolore peggiora, fatti valutare.
Serve una radiografia?
Non sempre. Si chiede se c'è il sospetto di frattura, artrite o deformità, o se il dolore non migliora con scarpe e imbottiture.
Fonti
- Mayo Clinic, Metatarsalgia: sintomi e cause, consultato 2026
- NHS, Corns and calluses, consultato 2026
- Lee PY, Landorf KB, Bonanno DR, Menz HB, Pressure-relieving properties of forefoot pads in older people with forefoot pain, J Foot Ankle Res, 2013
- Kwan RLC, Zheng YP, Cheing GLY, The effect of aging on the biomechanical properties of plantar soft tissues, Clinical Biomechanics, 2010
Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una visita medica o una valutazione fisioterapica.
Immagine: Henry Gray, Anatomy of the Human Body (1918), pubblico dominio, via Wikimedia Commons.
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