Cosa sono le palestre della salute?

In breve. Le palestre della salute sono palestre, pubbliche o private, riconosciute per offrire esercizio fisico adattato a persone con malattie croniche in fase stabile, come diabete, ipertensione o esiti di problemi alla schiena, oppure con fattori di rischio. Non sono strutture sanitarie e non fanno riabilitazione: servono a mantenere e migliorare la salute con l’esercizio, sotto la guida di laureati in scienze motorie, in collegamento con il medico. La riforma dello sport del 2021 le ha previste a livello nazionale, ma i requisiti li fissano le Regioni, e alcune le hanno già organizzate. Per sapere cosa c’è vicino a te, chiedi al medico di famiglia o alla tua ASL.

A cura del team clinico Fisiosalaria: ortopedici, fisioterapisti e osteopati. Ultima modifica 31.10.2026.

Una palestra della salute è una palestra che, oltre ai corsi normali, offre programmi di esercizio pensati per chi ha una malattia cronica o un rischio di salute. L’idea è semplice: l’esercizio regolare è una delle «terapie» più efficaci per molte malattie croniche, ma serve un posto sicuro e personale preparato per farlo con continuità.

Il nome cambia da regione a regione: «palestre della salute», «palestre che promuovono salute», «palestre sicure». Anche le regole cambiano. Qui spieghiamo cosa sono, a chi servono e come si collegano alla fisioterapia.

Cos’è esattamente una palestra della salute?

È una struttura non sanitaria riconosciuta per offrire esercizio fisico strutturato e attività adattata a persone con malattie croniche stabili. Di solito propone due tipi di attività:

  • esercizio fisico strutturato o adattato, spesso individuale o in piccoli gruppi, per patologie come quelle cardiovascolari, metaboliche, respiratorie od oncologiche in fase stabile;
  • attività fisica adattata (AFA), in gruppo, per problemi muscolo-scheletrici cronici come mal di schiena ricorrente, artrosi o osteoporosi, spesso dopo la fine della riabilitazione.

L’Emilia-Romagna, per esempio, ha creato con una delibera del 2016 una rete di «palestre che promuovono salute», con un codice etico, laureati in scienze motorie, laureati magistrali per l’attività adattata e il riconoscimento tramite l’Azienda sanitaria locale. Sull’AFA nel Lazio trovi un approfondimento in Cos’è l’Attività fisica adattata (AFA) e dove si fa?

Cosa vuol dire esercizio fisico adattato?

Vuol dire esercizio scelto e dosato in base alla malattia e alle capacità della persona, non a un programma standard. Tipo di attività, intensità, durata e progressione si adattano a chi lo fa.

Un esempio concreto: una persona con diabete di tipo 2 e ginocchia artrosiche non farà corsa e salti, ma potrà alternare cyclette, esercizi di forza con carichi moderati ed esercizi di equilibrio, con controlli periodici. La persona con osteoporosi lavorerà su forza ed equilibrio per ridurre il rischio di cadute. Lo stesso principio vale dopo i 60 anni: vedi come iniziare ad allenarsi dopo i 60.

L’OMS ricorda che qualsiasi quantità di attività è meglio di nessuna, e che negli adulti l’obiettivo di riferimento è di almeno 150 minuti a settimana di attività moderata, più esercizi di forza. Le palestre della salute servono proprio ad aiutare chi ha una malattia cronica ad arrivarci in sicurezza.

Chi lavora in una palestra della salute?

L’esercizio è guidato da laureati in scienze motorie; per l’attività adattata la figura di riferimento è il chinesiologo delle attività motorie preventive e adattate, con laurea magistrale. Il programma nasce dal dialogo con il medico di famiglia o con gli specialisti, che conoscono le condizioni cliniche della persona.

Il fisioterapista non è la figura che conduce la palestra della salute, ma è spesso l’anello precedente: chiude la riabilitazione e indica quando la persona è pronta per passare all’esercizio di mantenimento. Chi fa cosa in palestra è spiegato in In palestra chi può fare riabilitazione?

Cosa dice la legge sulle palestre certificate per la salute?

A livello nazionale, la riforma dello sport(decreto legislativo 36 del 2021) ha riconosciuto la figura del chinesiologo e ha previsto le palestre in cui si svolgono attività motorie preventive e adattate, lasciando alle Regioni il compito di stabilire requisiti di struttura e di personale. Per questo il quadro non è uguale ovunque.

  • Alcune regioni, come Emilia-Romagna, Veneto, Umbria e Liguria, hanno regole e reti proprie.
  • In altre il percorso è ancora in costruzione, oppure l’esercizio adattato passa per progetti delle ASL e dei Comuni.

Per il Lazio non abbiamo trovato, su pagine ufficiali, un elenco regionale di palestre della salute consultabile. Il consiglio pratico è chiedere al medico di famiglia, alla Casa della Comunità o al Dipartimento di prevenzione della tua ASL, e controllare il sito della Regione Lazio, perché le iniziative cambiano nel tempo.

A chi servono le palestre della salute?

Servono a chi ha una condizione cronica stabile e ha bisogno di muoversi con regolarità, ma con una guida. Alcuni esempi:

  • malattie metaboliche come diabete di tipo 2 e sovrappeso;
  • malattie cardiovascolari stabili e ipertensione, dopo il via libera del medico;
  • mal di schiena cronico, artrosi, osteoporosi, dopo la fase di riabilitazione;
  • persone anziane che vogliono mantenere forza ed equilibrio e ridurre il rischio di cadute (vedi Le cadute negli anziani: quanto sono frequenti e come si prevengono?);
  • persone che hanno finito un percorso di cura per un tumore, quando l’oncologo lo consiglia.

Non sono adatte, invece, alla fase acuta: dopo un intervento recente, con un dolore nuovo o con sintomi in peggioramento serve prima una valutazione sanitaria.

Come si entra in una palestra della salute?

Di solito si parte dal medico, che valuta se la malattia è stabile e se ci sono limiti da rispettare. Poi la palestra fa un colloquio o dei test iniziali per scegliere il gruppo o il programma giusto.

  • Chiedi al medico di famiglia se l’esercizio adattato fa per te e con quali precauzioni.
  • Porta in palestra le informazioni utili: diagnosi, farmaci che possono influire sullo sforzo, eventuali limiti di movimento.
  • Chiedi che titolo ha chi ti seguirà e come si coordina con il medico.
  • Inizia piano e cerca la continuità: due o tre volte a settimana tutto l’anno valgono più di un mese intenso.

Il costo, quando la palestra è privata, è in genere a carico della persona. Su eventuali agevolazioni, l’informazione aggiornata la dà la tua Regione o la tua ASL.

Quando farsi vedere subito

  • Dolore o oppressione al petto, fiato corto insolito, palpitazioni o svenimento durante l’esercizio: chiama il 112.
  • Un dolore nuovo che non passa a riposo, o che peggiora di settimana in settimana.
  • Gonfiore, calore e dolore al polpaccio.
  • Cadute ripetute o capogiri frequenti.

Il parere del team Fisiosalaria

Le palestre della salute colmano un vuoto che vediamo spesso: la riabilitazione finisce, il paziente sta meglio, ma poi smette di muoversi e dopo qualche mese il problema torna. L’esercizio di mantenimento, fatto con continuità e guidato da persone preparate, è la parte che più spesso manca.

Il percorso ideale ha tre tappe: inquadramento medico, riabilitazione quando serve, poi esercizio adattato a lungo termine. Se non sai in quale tappa ti trovi, una valutazione aiuta a capire da dove ripartire.

Domande frequenti

Serve il certificato medico sportivo per la palestra della salute?

Dipende dalle regole regionali e dalla struttura. In Emilia-Romagna, per esempio, l’esercizio prescritto non richiede il certificato di idoneità sportiva; chiedi sempre alla palestra.

La palestra della salute fa fisioterapia?

No. Fa esercizio adattato di mantenimento; la riabilitazione resta compito del fisioterapista.

Le palestre della salute sono gratuite?

In genere no, se la palestra è privata. Su eventuali agevolazioni informati presso la tua ASL.

Esistono nel Lazio?

Non abbiamo trovato un elenco regionale ufficiale consultabile. Chiedi al medico di famiglia o alla tua ASL quali programmi di attività adattata sono attivi nella tua zona.

Fonti

Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una visita medica o una valutazione fisioterapica.

Immagine: Arek Adeoye su Unsplash.

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