Ho preso cortisone a lungo: le mie ossa sono a rischio?

Il verdetto: Possono esserlo. Il cortisone preso per bocca per mesi può rendere le ossa più fragili, ma il rischio si può misurare e ridurre, senza sospendere la terapia di testa propria.

In breve. Sì, il cortisone assunto a lungo, soprattutto in compresse, è una delle cause più comuni di osteoporosi «secondaria», cioè provocata da un farmaco o da un'altra malattia. La perdita di osso inizia già nei primi tre mesi ed è più rapida nei primi sei. Il rischio cresce con la dose e la durata, ma anche dosi basse, nel tempo, possono pesare. La buona notizia è che si può proteggere l'osso: valutazione del rischio con il medico, MOC, calcio e vitamina D adeguati, esercizio con carico e, se serve, farmaci per le ossa. Non sospendere mai il cortisone da solo.

A cura del team clinico Fisiosalaria: ortopedici, fisioterapisti e osteopati. Ultima modifica 23.10.2026.

Il cortisone, o meglio i corticosteroidi(glucocorticoidi), sono farmaci antinfiammatori molto efficaci. Si usano per artrite reumatoide, polimialgia, asma grave, malattie intestinali, malattie della pelle e dopo alcuni trapianti. Spesso sono indispensabili e cambiano la vita a chi li prende.

Il rovescio della medaglia è che, presi a lungo per via generale, agiscono anche sulle ossa. Qui spieghiamo come, chi rischia di più e cosa si può fare. Per la prevenzione dell'osteoporosi in generale vedi anche Calcio e vitamina D bastano o serve anche l'esercizio?

Perché il cortisone rende le ossa fragili?

Perché sbilancia il lavoro continuo di ricostruzione dell'osso. L'osso è un tessuto vivo: ogni giorno alcune cellule ne tolgono un po' e altre ne costruiscono di nuovo. Secondo la Endocrine Society, i glucocorticoidi accelerano la distruzione e rallentano la formazione di osso nuovo.

Il risultato è un osso più sottile e meno resistente, che può rompersi anche per una caduta da ferma. Le zone più colpite sono le vertebre, ricche di osso «spugnoso», ma anche femore e polso. Mayo Clinic ricorda che il cortisone a lungo termine, per bocca o per iniezione, disturba proprio il processo che ricostruisce l'osso. Il cortisone può anche indebolire i muscoli, e muscoli deboli significano più cadute.

Dopo quanto tempo e con quali dosi aumenta il rischio?

La perdita di osso inizia entro i primi tre mesi di terapia ed è più veloce nei primi sei mesi, poi continua finché dura il trattamento. Per questo le linee guida considerano a rischio chi prende cortisone per via generale per tre mesi o più.

  • Dose: più è alta, più cresce il rischio; anche dosi basse però, prese per molto tempo, possono contare.
  • Durata: i mesi e gli anni pesano più dei cicli brevi.
  • Via di assunzione: le compresse e le iniezioni intramuscolari agiscono su tutto il corpo. Spray per asma, creme e colliri agiscono soprattutto dove vengono messi e in genere hanno effetti generali molto minori, anche se a dosi alte e per lungo tempo il medico può tenerne conto.

La buona notizia è che, quando il cortisone viene ridotto o sospeso dal medico, il rischio di frattura tende a diminuire nel tempo.

Un ciclo breve di qualche giorno è pericoloso?

Di solito no per le ossa. Un ciclo di pochi giorni, per esempio per un mal di schiena acuto o una bronchite, ha un effetto trascurabile sullo scheletro. Il discorso cambia se i cicli sono molto frequenti nell'anno: in quel caso parlane con il medico.

E le infiltrazioni di cortisone nelle articolazioni?

Le infiltrazioni in una spalla o in un ginocchio agiscono soprattutto sul posto. Poche infiltrazioni non sono considerate una causa importante di osteoporosi; il medico valuta comunque quante farne nel tempo.

Chi rischia di più?

Il cortisone pesa di più se si aggiunge ad altri fattori di rischio. La Endocrine Society indica tra i gruppi più esposti:

Anche la malattia per cui si prende il cortisone, come l'artrite reumatoide, può di per sé indebolire l'osso.

Come posso proteggere le ossa mentre prendo il cortisone?

Il primo passo è parlarne con il medico che prescrive il cortisone o con il medico di famiglia, all'inizio della terapia e non solo dopo una frattura.

  • Valutazione del rischio: il medico considera età, dose, durata, fratture precedenti e può usare strumenti di calcolo del rischio.
  • MOC, cioè la densitometria ossea, ed eventualmente una radiografia della colonna per cercare fratture vertebrali che non hanno dato sintomi. Per leggerla vedi MOC: quando farla e come leggere T-score e Z-score?
  • Calcio e vitamina D: prima con l'alimentazione; integratori solo se servono, su indicazione del medico.
  • Farmaci per le ossa: chi ha un rischio alto può averne bisogno. La scelta spetta al medico.
  • Dose più bassa possibile per il tempo più breve: è la regola generale, ma la decide il medico. Mayo Clinic ricorda che, dopo un uso prolungato, il cortisone va ridotto in modo graduale.
  • Niente fumo e alcol con moderazione.

Che esercizio fare se prendo il cortisone a lungo?

L'esercizio è una delle armi migliori, perché lavora sia sull'osso sia sui muscoli che il cortisone tende a indebolire. Mayo Clinic consiglia di combinare tre ingredienti:

  • attività con carico, come camminare a passo svelto e salire le scale;
  • esercizi di forza per gambe, glutei, schiena e braccia, con carichi progressivi;
  • equilibrio, per esempio tai chi o esercizi su una gamba vicino a un appoggio.

La camminata da sola spesso non basta per dare all'osso lo stimolo che serve: lo spieghiamo in Camminare basta per le ossa? Quale carico serve davvero. Se hai già osteoporosi o una frattura vertebrale, gli esercizi vanno scelti con cura: meglio farsi guidare all'inizio. Il programma va adattato anche alla malattia di base, per esempio alle articolazioni infiammate.

Quando farsi vedere subito

  • Mal di schiena improvviso, forte, dopo uno sforzo lieve o senza motivo: può essere una frattura vertebrale.
  • Dolore all'anca o all'inguine dopo una caduta, con difficoltà a camminare.
  • Calo di statura o schiena che si curva in poco tempo.
  • Debolezza muscolare che peggiora, soprattutto alle cosce, con difficoltà ad alzarsi dalla sedia.
  • Stanchezza estrema, capogiri, nausea dopo aver ridotto il cortisone: contatta subito il medico.

Il parere del team Fisiosalaria

Vediamo spesso persone che prendono cortisone da anni e scoprono di avere ossa fragili solo dopo una frattura. L'errore più comune è pensare che non ci sia niente da fare, o all'opposto ridurre il cortisone di nascosto per paura: entrambe le strade sono sbagliate. Il cortisone va gestito dal medico, mentre le ossa e i muscoli si possono proteggere con il movimento giusto.

L'ortopedico valuta fratture e rischi, il fisioterapista costruisce un programma di forza ed equilibrio adatto alla malattia di base, l'osteopata può aiutare sulla mobilità con tecniche dolci, compatibili con ossa fragili. Se prendi cortisone da mesi e non sai come allenarti in sicurezza, una valutazione aiuta a capire da dove partire.

Domande frequenti

Posso smettere il cortisone per proteggere le ossa?

No, non da solo. Dopo un uso prolungato la sospensione brusca può essere pericolosa; ogni riduzione va decisa e guidata dal medico.

Lo spray per l'asma fa venire l'osteoporosi?

Gli spray agiscono soprattutto nei polmoni e hanno effetti generali molto minori delle compresse. A dosi alte e per lungo tempo il medico può comunque valutare le ossa.

La perdita di osso da cortisone si recupera?

In parte sì: quando la terapia viene ridotta o sospesa, il rischio di frattura tende a scendere. Esercizio e, se indicati, farmaci per le ossa aiutano.

Con il cortisone posso fare palestra?

Sì, e anzi è utile, con carichi progressivi e tecnica corretta. Se hai osteoporosi o fratture vertebrali, fatti seguire nella scelta degli esercizi.

Fonti

Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una visita medica o una valutazione fisioterapica.

Immagine: Henry Gray, Anatomy of the Human Body (1918), pubblico dominio, via Wikimedia Commons.

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