Una tendinite o un'ernia possono essere malattie professionali?

Il verdetto: Sì, in certi casi. Tendiniti, tunnel carpale ed ernia lombare possono essere riconosciute come malattie professionali se sono collegate a un'esposizione lavorativa documentata.

In breve. Una malattia professionale è una malattia causata lentamente dal lavoro, per esempio da movimenti ripetitivi o dal sollevamento di carichi. In Italia la tutela è dell'INAIL. Le tabelle ufficiali comprendono diverse malattie da sovraccarico dell'arto superiore (spalla, gomito, polso e mano) e l'ernia discale lombare legata alla movimentazione dei carichi o alle vibrazioni. Per queste malattie «tabellate» l'origine lavorativa si presume, se l'esposizione è quella indicata; per le altre il lavoratore deve dimostrarla. Il percorso parte da un certificato medico di malattia professionale, che va fatto arrivare al datore di lavoro o all'INAIL entro 15 giorni.

A cura del team clinico Fisiosalaria: ortopedici, fisioterapisti e osteopati. Ultima modifica 31.10.2026.

Una malattia professionale, o tecnopatia, è una malattia contratta a causa dell'attività lavorativa, per effetto di un rischio che agisce in modo lento e prolungato nel tempo. È diversa dall'infortunio sul lavoro, che invece è un evento improvviso e violento, come una caduta o uno strappo durante uno sforzo.

Tra le malattie professionali denunciate in Italia, quelle dell'apparato muscolo-scheletrico hanno un peso molto grande. Non è sorprendente: l'EU-OSHA le definisce tra i problemi di salute legati al lavoro più comuni in Europa. Ma non ogni tendinite o ogni ernia di un lavoratore è automaticamente una malattia professionale: serve un legame con il lavoro svolto. Vediamo come funziona.

Una tendinite o un tunnel carpale possono essere malattie professionali?

Sì, se sono legati a un lavoro che sovraccarica l'arto superiore. Le tabelle INAIL dell'industria comprendono le malattie da sovraccarico biomeccanico dell'arto superiore, cioè disturbi di spalla, gomito, polso e mano dovuti a movimenti ripetitivi, uso di forza e posture scomode mantenute per buona parte del turno. Tra queste rientrano tendiniti della spalla, l' epicondilite e alcune sindromi del polso e della mano, tra cui la sindrome del tunnel carpale.

Per ogni malattia la tabella indica anche la lavorazione che la può causare. Esempi tipici sono la catena di montaggio, la macelleria, il confezionamento, le pulizie, l'edilizia, alcuni lavori agricoli. Contano la ripetitività, la forza, la durata nella giornata e negli anni.

E l'ernia del disco?

Anche l' ernia discale lombare può essere riconosciuta. Le tabelle la collegano a due tipi di esposizione:

  • la movimentazione manuale dei carichi svolta in modo continuativo durante il turno, per esempio in magazzino, in edilizia o nell'assistenza a pazienti non autosufficienti;
  • le vibrazioni trasmesse a tutto il corpo, per chi guida a lungo mezzi pesanti o macchine da cantiere.

Ricorda che un'ernia vista in risonanza non spiega sempre il dolore: piccole ernie e protrusioni si trovano spesso anche in persone senza sintomi. Ne parliamo in Ernia o protrusione nel referto: cosa significa? Per le norme sui carichi vedi Sollevare pesi al lavoro: cosa dicono le norme?

Che differenza c'è tra malattia tabellata e non tabellata?

In Italia vale un sistema misto, nato da due sentenze della Corte costituzionale del 1988:

  • malattie tabellate: sono elencate nelle tabelle ufficiali (D.M. 9 aprile 2008 e aggiornamenti), con la lavorazione a rischio. Se la malattia e la lavorazione corrispondono, vale una presunzione legale d'origine: non è il lavoratore a dover dimostrare il legame con il lavoro, anche se l'esposizione va comunque documentata;
  • malattie non tabellate: possono essere riconosciute lo stesso, ma è il lavoratore a dover provare che la causa è il lavoro.

Le tabelle indicano anche un periodo massimo di indennizzabilità dalla fine dell'esposizione: se la malattia compare troppo tempo dopo, il riconoscimento diventa più difficile.

Come si fa la denuncia di malattia professionale?

Il percorso, in sintesi, è questo:

  1. Certificato medico: il medico che sospetta l'origine lavorativa (medico di famiglia, specialista, medico competente) compila il primo certificato di malattia professionale e lo invia all'INAIL.
  2. Il lavoratore deve far arrivare il certificato al datore di lavoro, o all'INAIL, entro 15 giorni dalla manifestazione della malattia. Se tarda, perde l'indennizzo per i giorni precedenti alla denuncia.
  3. Il datore di lavoro invia la denuncia all'INAIL, in via telematica, entro 5 giorni dalla segnalazione.
  4. L'INAIL fa i suoi accertamenti, anche con visite mediche, e decide sul riconoscimento.

Il medico ha anche obblighi propri, come la denuncia a fini di prevenzione prevista dall'articolo 139 del D.P.R. 1124/1965. Per i pensionati o chi ha cambiato lavoro la domanda si può presentare anche dopo, nei limiti di tempo previsti dalle tabelle. Patronati e sindacati offrono assistenza gratuita nella pratica.

Cosa spetta se la malattia viene riconosciuta?

L'INAIL può riconoscere diverse prestazioni:

  • indennità giornaliera per i giorni di inabilità temporanea al lavoro;
  • indennizzo del danno biologico, in capitale o in rendita, in base alla percentuale di menomazione stabilita dall'INAIL;
  • cure, comprese prestazioni riabilitative, e fornitura di protesi e ausili quando servono.

Per la fisioterapia dopo un infortunio o una malattia professionale trovi i dettagli in Infortunio sul lavoro e INAIL: come funziona la fisioterapia.

Cosa conviene fare se penso che il mio dolore dipenda dal lavoro?

  • Fatti visitare e chiedi una diagnosi chiara: «dolore al polso» non basta, serve sapere se si tratta di una tendinite, di un tunnel carpale o d'altro.
  • Racconta al medico il tuo lavoro nel dettaglio: gesti, pesi, ore, anni di mansione.
  • Conserva i documenti: referti, esami, contratti e mansionari.
  • Parlane con il medico competente, che può anche proporre modifiche della mansione.
  • Valuta l'aiuto di un patronato per la pratica.

Nel frattempo, curarsi presto conta: tendiniti e tunnel carpale presi all'inizio rispondono meglio agli interventi conservativi.

Tieni presente che molte di queste malattie hanno anche cause non lavorative. Il tunnel carpale, per esempio, è più frequente in gravidanza, con il diabete o con problemi della tiroide; le tendiniti della spalla aumentano con l'età. Per questo la valutazione guarda sempre al quadro intero: il lavoro può essere la causa principale, una concausa o non c'entrare. Anche l'assenza da lavoro per curarsi segue regole precise: le trovi in Certificato di malattia e fisioterapia: come funziona.

Quando farsi vedere subito

  • Perdita di forza nella mano, oggetti che cadono, muscoli della base del pollice che si assottigliano.
  • Formicolio costante che non passa nemmeno a riposo.
  • Mal di schiena con debolezza a una gamba, disturbi di vescica o intestino o anestesia a sella: pronto soccorso.
  • Gonfiore, rossore e calore di un'articolazione con febbre.

Il parere del team Fisiosalaria

Molte persone convivono per anni con un polso o una spalla dolorante pensando che «col mio lavoro è normale». È l'errore più comune: aspettare finché il disturbo diventa cronico. Un tunnel carpale o una tendinite presi presto spesso si gestiscono con esercizi, modifiche dei gesti e pause mirate.

L'ortopedico definisce la diagnosi, che serve anche per l'eventuale pratica, il fisioterapista lavora su carico e recupero, l'osteopata sulla mobilità. Se il dolore dura da più di qualche settimana, una valutazione aiuta a capire da dove viene e da dove ripartire.

Domande frequenti

Malattia professionale e infortunio sono la stessa cosa?

No. L'infortunio è un evento improvviso; la malattia professionale si sviluppa lentamente per l'esposizione a un rischio del lavoro.

Posso chiedere il riconoscimento anche se ho cambiato lavoro?

Sì, entro i tempi previsti dalle tabelle per quella malattia. Conviene muoversi presto e farsi aiutare da un patronato.

Il riconoscimento INAIL è uguale all'invalidità civile?

No, sono percorsi diversi con enti e regole diverse. Per l'invalidità civile vedi Invalidità civile e fisioterapia.

Anche il lavoro in ufficio può dare una malattia professionale?

È possibile, ma in genere va valutato caso per caso e il legame con il lavoro è spesso più difficile da dimostrare rispetto ai lavori manuali ripetitivi.

Fonti

Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una visita medica o una valutazione fisioterapica.

Immagine: Henry Gray, Anatomy of the Human Body (1918), pubblico dominio, via Wikimedia Commons.

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