Il mal di schiena è davvero la prima causa di disabilità?

Il verdetto: Sì, ma con una precisazione. Il mal di schiena è la prima causa al mondo di anni vissuti con disabilità, non di morte: pesa sulla vita quotidiana più di quasi ogni altra malattia.

In breve. Sì: secondo il Global Burden of Disease, il grande studio internazionale sulle malattie, e secondo l'OMS, la lombalgia è la principale causa di disabilità nel mondo. Nel 2020 ne soffrivano circa 619 milioni di persone, e si stima che nel 2050 saranno 843 milioni, soprattutto perché la popolazione cresce e invecchia. «Disabilità» qui significa anni vissuti con limitazioni nel lavoro e nella vita di tutti i giorni, non invalidità permanente. Nove casi su dieci non hanno una causa grave identificabile, e la prima cura raccomandata è restare attivi con l'esercizio.

A cura del team clinico Fisiosalaria: ortopedici, fisioterapisti e osteopati. Ultima modifica 31.10.2026.

La lombalgia è il dolore nella parte bassa della schiena, tra le ultime costole e i glutei. Quasi tutti la provano almeno una volta nella vita: dopo un trasloco, una giornata in auto, un periodo di stress. Nella maggior parte dei casi passa in qualche settimana, ma per alcune persone torna spesso o diventa cronica.

Quando si legge che il mal di schiena è «la prima causa di disabilità», molti pensano a qualcosa di grave e irreversibile. Non è così. Vediamo cosa significa davvero quel dato, da dove viene e cosa ci dice su come curarsi.

È vero che il mal di schiena è la prima causa di disabilità?

Sì. L'OMS lo indica come la principale causa di disabilità nel mondo, sulla base dello studio Global Burden of Disease 2021, pubblicato su Lancet Rheumatology nel 2023.

Lo studio stima che nel 2020 circa 619 milioni di persone avessero la lombalgia. Nessun'altra condizione fa perdere, nel complesso, così tanti anni di vita in buona salute a causa delle limitazioni che provoca.

Cosa vuol dire «disabilità» in questi dati?

Vuol dire anni vissuti con una limitazione, anche temporanea. Gli studiosi usano un indice chiamato YLD, da years lived with disability , cioè «anni vissuti con disabilità».

  • Un mese di schiena bloccata, in cui fai fatica a lavorare o a dormire, pesa nell'indice.
  • Moltiplicato per centinaia di milioni di persone, diventa un numero enorme.
  • Il dato non dice che il mal di schiena rende invalidi: dice che toglie, a tantissime persone, giorni di vita normale.

Per questo la lombalgia è in cima alla classifica pur essendo, nella grande maggioranza dei casi, un disturbo benigno. Il peso viene dalla frequenza, non dalla gravità del singolo caso.

Quante persone avranno mal di schiena in futuro?

Secondo le stime del Global Burden of Disease, nel 2050 i casi saranno circa 843 milioni. L'aumento dipende soprattutto dalla crescita della popolazione e dal suo invecchiamento.

C'è anche un dato meno noto: tra il 1990 e il 2020 la frequenza del mal di schiena, a parità di età, è leggermente diminuita, di circa il 10%. I casi totali aumentano perché siamo di più e più anziani, non perché la schiena delle persone peggiori.

Da cosa dipende il mal di schiena così diffuso?

Nella maggior parte dei casi non c'è una causa unica. L'OMS ricorda che circa il 90% delle lombalgie è «aspecifica»: non dipende da una malattia o da un danno preciso della colonna che si possa individuare.

Il Global Burden of Disease attribuisce circa il 38,8% degli anni vissuti con disabilità da lombalgia a tre fattori di rischio insieme:

  • lavori fisicamente pesanti o con carichi ripetuti;
  • fumo;
  • sovrappeso e obesità.

L'OMS aggiunge tra i fattori di rischio la scarsa attività fisica e lo stress fisico sul lavoro. Sono tutti fattori su cui si può intervenire, almeno in parte. Se lavori al computer leggi anche quali obblighi ha il datore di lavoro per la schiena.

Se è così comune, come si cura?

La prima cura raccomandata è restare attivi e fare esercizio, non riposare a letto. L'OMS indica per la lombalgia aspecifica:

  • esercizio e terapie fisiche per migliorare forza, mobilità e ritorno alle attività;
  • educazione: capire cosa succede aiuta a gestire i sintomi e riduce l'impatto del dolore;
  • supporto psicologico e sociale quando il dolore pesa sull'umore e sul lavoro;
  • stile di vita: più movimento, sonno buono, alimentazione sana.

L'OMS precisa che gli antidolorifici non dovrebbero essere la prima scelta e che, se usati, vanno associati ad altre cure e decisi con il medico. Anche l'NHS sconsiglia di restare a letto a lungo e ricorda che il mal di schiena di solito migliora in qualche settimana. Approfondisci in Mal di schiena: riposo o movimento? e, per le novità della ricerca, in Cosa dicono gli studi più recenti sul mal di schiena?

Ho mal di schiena da mesi: faccio parte di queste statistiche?

Probabilmente sì, e non sei un caso raro. Il dolore che dura più di tre mesi si chiama lombalgia cronica, ed è proprio quella che pesa di più nelle statistiche sulla disabilità.

Anche il dolore cronico può migliorare. Spesso servono un programma di esercizi graduale, il lavoro sulle paure legate al movimento e il ritorno alle attività che piacciono. Ne parliamo in Mal di schiena cronico.

Quando farsi vedere subito

La maggior parte dei mal di schiena non è pericolosa, ma alcuni segnali richiedono attenzione rapida. Secondo l'NHS:

  • febbre, brividi o malessere generale insieme al mal di schiena;
  • dolore improvviso e intenso, o che peggiora rapidamente;
  • debolezza, formicolio o intorpidimento in entrambe le gambe;
  • perdita di sensibilità intorno ai genitali o all'ano, difficoltà a urinare o perdita di controllo di vescica o intestino: vai subito in pronto soccorso o chiama il 112;
  • dolore al petto;
  • dolore dopo un trauma importante, come un incidente stradale.

Sono da segnalare al medico anche il calo di peso senza motivo e il dolore notturno costante che non cambia con la posizione.

Il parere del team Fisiosalaria

Il dato sulla disabilità va letto nel modo giusto: il mal di schiena è frequente, non pericoloso nella grande maggioranza dei casi. L'errore che vediamo più spesso è la paura: smettere di muoversi, cercare subito un esame, vivere ogni fitta come un danno. Questo atteggiamento, più del dolore in sé, rischia di trasformare un episodio in un problema lungo.

L'ortopedico esclude le cause specifiche e i segnali d'allarme, il fisioterapista costruisce un percorso di esercizio e di ritorno alle attività, l'osteopata lavora sulla mobilità. Se il dolore dura da più di qualche settimana, una valutazione aiuta a capire da dove viene e da dove ripartire.

Domande frequenti

Il mal di schiena è più comune di mal di testa e depressione?

In termini di anni vissuti con disabilità nel mondo, la lombalgia è al primo posto secondo il Global Burden of Disease. Le classifiche esatte cambiano un po' da Paese a Paese.

Serve sempre una risonanza?

No. Nella maggior parte dei casi non cambia la cura; si chiede con segnali d'allarme o sintomi neurologici. Vedi quando fare la risonanza.

Il mal di schiena si può prevenire?

Non sempre, ma muoversi con regolarità, non fumare e tenere sotto controllo il peso riducono fattori di rischio indicati da OMS e Global Burden of Disease.

Perché i casi aumentano se la frequenza cala?

Perché la popolazione mondiale cresce e invecchia: anche con un tasso un po' più basso, il numero totale di persone con mal di schiena sale.

Fonti

Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una visita medica o una valutazione fisioterapica.

Immagine: Henry Gray, Anatomy of the Human Body (1918), pubblico dominio, via Wikimedia Commons.

Il corpo, spiegato bene

Altre domande su questa zona del corpo

Apri la mappa del corpo: tutte le risposte →

19,90 €

Vuoi capire da dove viene il tuo dolore?

Prima seduta di 50 minuti: valutazione e trattamento nello stesso appuntamento, con un team di ortopedici, fisioterapisti e osteopati.

4,9 su 5 su MioDottore, oltre 4.000 recensioni · Convenzionati con diversi fondi sanitari

Dove siamo

Tre centri a Roma, stesso listino

Salaria

Via San Gaggio 5, dentro il Salaria Sport Village

Indicazioni

Viale Libia

Via Collalto Sabino 88, quartiere Africano

Indicazioni

Monteverde

Via Giuseppe Ghislieri 25, vicino a Piazza San Giovanni di Dio

Indicazioni

Dal lunedì al sabato, 8:00–20:00. Aperti anche il sabato pomeriggio.