Magnetoterapia: funziona per fratture e artrosi?
Il verdetto: Non è dimostrato. Per le fratture le prove sono inconcludenti; per l'artrosi c'è un possibile piccolo effetto sul dolore, non sulla funzione.
In breve. La magnetoterapia usa campi magnetici a bassa frequenza applicati sulla zona da trattare. Per le fratture che non guariscono, una revisione Cochrane ha giudicato le prove inconcludenti e insufficienti per guidare la pratica. Per l'artrosi un'altra revisione Cochrane ha trovato un probabile beneficio moderato sul dolore, ma nessun miglioramento chiaro della funzione. Non sostituisce l'esercizio né il controllo dell'ortopedico, e non va usata da chi ha un pacemaker o è in gravidanza.
A cura del team clinico Fisiosalaria: ortopedici, fisioterapisti e osteopati. Ultima modifica 22.10.2026.
La magnetoterapia è una terapia fisica che espone una parte del corpo a campi magnetici, di solito pulsati e a bassa frequenza (in sigla PEMF, dall'inglese pulsed electromagnetic fields). L'apparecchio si applica con un solenoide, cioè un anello in cui si infila l'arto, oppure con fasce e piastre. Non si sente nulla durante il trattamento.
In Italia è molto usata, anche a casa con apparecchi a noleggio, soprattutto dopo una frattura o per l'artrosi. Vediamo cosa dicono davvero gli studi.
A cosa serve la magnetoterapia?
Viene proposta soprattutto per due scopi: aiutare la guarigione delle ossa dopo una frattura e ridurre il dolore nell'artrosi. Viene usata anche per osteoporosi, tendiniti e dolori vari, ma per questi usi le prove sono ancora più scarse.
L'idea è che i campi magnetici stimolino le cellule dell'osso e riducano l'infiammazione. In laboratorio ci sono effetti misurabili; il problema è capire se si traducono in benefici reali per le persone.
La magnetoterapia aiuta a guarire le fratture?
Non è dimostrato. La revisione Cochrane sulle fratture delle ossa lunghe con ritardo di consolidazione o non consolidate, cioè che non si saldano nei tempi attesi, ha incluso quattro studi controllati con 125 persone. Il risultato complessivo non è stato significativo e gli autori definiscono le prove «inconcludenti e insufficienti» per guidare la pratica.
Per le fratture fresche, che guariscono normalmente, non ci sono prove solide che la magnetoterapia acceleri i tempi. Quello che conta è che la frattura sia ben ridotta e stabilizzata, che si rispettino i tempi di carico indicati dall'ortopedico e che si riprenda il movimento al momento giusto. Sui tempi trovi i dettagli in Tempi di guarigione di una frattura.
Se una frattura non si salda, la situazione va rivalutata dall'ortopedico: leggi Pseudoartrosi: quando la frattura non guarisce. In questi casi la magnetoterapia, se proposta, è al massimo un'opzione da discutere con lo specialista, non una soluzione sicura.
Funziona per l'artrosi?
Forse un po', sul dolore. La revisione Cochrane del 2013 sui campi elettromagnetici nell'artrosi, con nove studi e 636 persone, ha trovato che il trattamento probabilmente riduce il dolore di circa 15 punti su una scala da 0 a 100 rispetto a un trattamento finto. Sulla funzione, cioè la capacità di camminare, fare le scale, alzarsi, il beneficio non è risultato chiaro.
Per l'artrosi del ginocchio e dell'anca il trattamento con le prove migliori resta l' esercizio: rinforzo muscolare, camminata, attività aerobica, insieme al controllo del peso quando serve. Approfondisci in Esercizio e artrosi del ginocchio e Artrosi del ginocchio: camminare fa bene?
La magnetoterapia a casa serve?
Gli apparecchi da casa usano lo stesso principio, quindi valgono le stesse prove: modeste per il dolore artrosico, inconcludenti per le fratture. Il vantaggio è la comodità; il rischio è passare molte ore fermi con l'apparecchio al posto di muoversi.
Se decidi di usarla:
- parlane con l'ortopedico, soprattutto dopo una frattura;
- non ridurre gli esercizi e il movimento per fare spazio alla terapia;
- controlla le controindicazioni prima di iniziare;
- se dopo alcune settimane non noti nessun cambiamento, chiediti se ha senso continuare a pagare il noleggio.
Quali sono le controindicazioni?
Di solito la magnetoterapia si evita in caso di:
- pacemaker, defibrillatori impiantati e altri dispositivi elettronici;
- gravidanza;
- tumori nella zona da trattare;
- infezioni in corso nella zona.
Per altre condizioni, come epilessia o malattie importanti, la scelta va fatta con il medico. La sensazione durante la seduta è nulla, quindi eventuali disturbi nuovi, come formicolii o mal di testa, vanno segnalati.
Quando farsi vedere subito
- Dopo una frattura: dolore che aumenta invece di diminuire, gonfiore crescente, dita fredde, pallide o insensibili.
- Polpaccio caldo, gonfio e dolente, soprattutto dopo un periodo di immobilità: può essere una trombosi.
- Rossore, calore o febbre dopo un intervento con placche o viti: possibile infezione.
- Arto che si deforma o non regge più il carico che reggeva.
Il parere del team Fisiosalaria
Vediamo spesso persone che, dopo una frattura, passano settimane con la magnetoterapia ma iniziano tardi a muovere le articolazioni vicine. L'errore più comune è pensare che l'osso guarisca grazie alla macchina, mentre a guarirlo sono il tempo, la stabilità della frattura e un carico ben dosato. La rigidità che resta dopo è spesso il problema più lungo da risolvere.
Per l'artrosi, il messaggio è simile: il movimento regolare fa più della terapia passiva. Se dopo una frattura o con un'artrosi fai fatica a recuperare, una valutazione aiuta a capire da dove ripartire.
Domande frequenti
Quante ore al giorno va fatta la magnetoterapia?
Non esiste un protocollo dimostrato migliore degli altri: gli studi usano tempi molto diversi. Se è stata prescritta, si seguono le indicazioni del medico.
Si può fare con una placca o una protesi?
Spesso viene usata anche con mezzi di sintesi in metallo, ma la scelta va confermata con l'ortopedico che ha operato.
La magnetoterapia serve per l'osteoporosi?
Non ci sono prove sufficienti per consigliarla. Per le ossa contano esercizio, alimentazione e cure indicate dal medico: vedi Esercizio e osteoporosi.
Fonti
- Cochrane, Electromagnetic field stimulation for treating delayed union or non-union of long bone fractures in adults
- Cochrane, Electromagnetic fields for treating osteoarthritis, 2013
Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una visita medica o una valutazione fisioterapica.
Immagine: Henry Gray, Anatomy of the Human Body (1918), pubblico dominio, via Wikimedia Commons.
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