Da dove nasce la fisioterapia in Italia?
In breve. La fisioterapia italiana nasce negli anni Cinquanta, quando partono i primi corsi per «terapisti della riabilitazione». Per decenni è stata una professione «ausiliaria», formata in scuole ospedaliere e regionali. La svolta arriva con il DM 741 del 1994, che definisce per la prima volta il profilo del fisioterapista: chi è, cosa fa, dove lavora. Seguono la laurea, il riconoscimento dell’autonomia professionale, l’albo obbligatorio dal 2019 e, dal dicembre 2022, un Ordine dei fisioterapisti tutto suo.
A cura del team clinico Fisiosalaria: ortopedici, fisioterapisti e osteopati. Ultima modifica 31.10.2026.
La fisioterapia è la professione sanitaria che si occupa di prevenzione, cura e riabilitazione dei problemi del movimento e delle funzioni collegate. Oggi chi la esercita in Italia ha una laurea, è iscritto a un albo e risponde a un codice deontologico. Ma non è sempre stato così.
Ripercorrere la storia aiuta a capire perché si sentono ancora nomi diversi, come «terapista della riabilitazione», e perché oggi è importante controllare che chi ci cura sia abilitato. Le date che seguono vengono dalla ricostruzione storica pubblicata dalla Federazione nazionale degli Ordini dei fisioterapisti (FNOFI) e dai testi delle norme.
Chi erano i terapisti della riabilitazione?
Erano i predecessori degli attuali fisioterapisti. Nel 1954 parte il primo corso per «terapista della riabilitazione», che formava tre figure diverse: i fisiokinesiterapisti, i terapisti occupazionali e i terapisti del linguaggio. In pratica, sotto un unico nome c’erano professioni che oggi sono separate.
Nel 1959 nasce la prima associazione di categoria, l’AITR (Associazione italiana terapisti della riabilitazione). Il suo obiettivo era ottenere una formazione seria e un riconoscimento di legge. Da questa associazione deriva l’attuale AIFI, che nel 2002 ha preso il nome di Associazione italiana fisioterapisti e nel 2020 quello di Associazione italiana di fisioterapia.
Gli anni degli ospedali
- Nel 1969 una legge istituisce negli ospedali il servizio di recupero e rieducazione funzionale; un’altra riconosce il terapista della riabilitazione come qualifica del personale sanitario ausiliario.
- Nel 1974 un decreto regola le scuole per terapisti. La Corte costituzionale ne conferma tre requisiti: diploma di scuola superiore, corso di tre anni e tirocinio in ospedale.
Cosa cambia con il Servizio sanitario nazionale?
Con la legge 833 del 1978, che crea il Servizio sanitario nazionale, la riabilitazione diventa uno dei pilastri della sanità pubblica, accanto a prevenzione e cura. La professione però resta tra quelle «ausiliarie», cioè al servizio di altre figure.
Negli anni successivi arrivano due passaggi importanti: nel 1979 il terapista della riabilitazione viene inquadrato nel personale del servizio pubblico, e nel 1982 il suo titolo acquista valore abilitante, cioè diventa necessario per esercitare. È il primo passo verso una vera regolamentazione.
Cosa stabilisce il DM 741 del 1994?
Il decreto ministeriale 14 settembre 1994, n. 741, è il regolamento che definisce il profilo professionale del fisioterapista. È pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 9 gennaio 1995 ed è ancora oggi il testo di riferimento della professione.
Il decreto dice che il fisioterapista è un operatore sanitario, con diploma universitario abilitante, che si occupa di prevenzione, cura e riabilitazione nelle aree della motricità, delle funzioni corticali superiori(come attenzione e coordinazione) e delle funzioni viscerali, quando sono colpite da malattie congenite o acquisite. In concreto il fisioterapista:
- partecipa alla definizione del programma di riabilitazione, anche in équipe con altri professionisti;
- pratica in autonomia la rieducazione funzionale con terapie fisiche, manuali, massoterapiche e occupazionali;
- propone gli ausili, insegna a usarli e ne verifica l’efficacia;
- controlla che il percorso sia coerente con gli obiettivi di recupero.
Il decreto prevede anche che il fisioterapista possa lavorare in strutture pubbliche o private, come dipendente o come libero professionista. Infine stabilisce che i titoli del vecchio ordinamento possano essere riconosciuti equivalenti, cioè «equipollenti», con un decreto apposito.
Come si passa da professione ausiliaria a professione autonoma?
Con una serie di leggi tra la fine degli anni Novanta e il 2006. Le tappe principali sono queste:
- 1998: viene approvato il primo codice deontologico dei fisioterapisti; il secondo, del 2011, introduce l’espressione «persone assistite».
- 1999: la legge 42 sostituisce la definizione di «professione sanitaria ausiliaria» con quella di professione sanitaria. Nello stesso anno, con il sistema universitario «3+2», nasce la laurea triennale in fisioterapia, abilitante alla professione.
- 2000: la legge 251 riafferma l’autonomia e la responsabilità del fisioterapista e prevede la dirigenza per le professioni sanitarie.
- 2002: un decreto chiarisce che le prestazioni del fisioterapista sono sanitarie e quindi esenti IVA. Ne parliamo in Perché la fattura del fisioterapista è senza IVA?
- 2006: la legge 43 disciplina coordinamento, dirigenza e figura dello specialista, anche per tutelare dall’esercizio abusivo.
Quando nascono l’albo e l’Ordine dei fisioterapisti?
L’albo diventa obbligatorio dal 1° luglio 2019, l’Ordine autonomo nasce nel dicembre 2022. La legge 3 del 2018, la riforma degli ordini delle professioni sanitarie, crea gli Ordini delle professioni tecniche, della riabilitazione e della prevenzione. Al loro interno c’erano 19 albi, tra cui quello dei fisioterapisti, con iscrizione obbligatoria per esercitare.
Nel 2020 la commissione nazionale dell’albo, che rappresentava circa 63.000 professionisti, chiede un Ordine separato, possibile per le professioni con più di 50.000 iscritti. Il decreto che lo istituisce è firmato l’8 settembre 2022, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 30 novembre 2022 ed entra in vigore il 15 dicembre 2022. Nascono così la Federazione nazionale e 38 Ordini territoriali. Cosa fanno oggi lo spieghiamo in Cosa fa l’Ordine dei fisioterapisti?
Perché questa storia conta per chi va dal fisioterapista oggi?
Perché spiega alcune cose che si incontrano ancora nella vita di tutti i giorni:
- Nomi diversi: un professionista che si è formato prima della laurea può avere un titolo del vecchio ordinamento, come «terapista della riabilitazione». Se il titolo è stato riconosciuto equipollente e la persona è iscritta all’albo, può esercitare come fisioterapista.
- L’albo come garanzia: dal 2019 l’iscrizione è obbligatoria, e si può controllare online sul sito della Federazione. Come fare lo spieghiamo in Come verifico che il mio fisioterapista sia davvero abilitato?
- Formazione universitaria: oggi si diventa fisioterapisti solo con la laurea; il percorso è descritto in Come si diventa fisioterapista in Italia?
- Autonomia e collaborazione: il fisioterapista ha un campo proprio, ma lavora insieme al medico, che fa la diagnosi.
Il parere del team Fisiosalaria
Chi lavora in riabilitazione da tanti anni ha visto il cambiamento da vicino: da una professione vista come «esecutrice» a una professione sanitaria con responsabilità proprie, che valuta la persona, costruisce un programma e ne verifica i risultati. Oggi il lavoro migliore nasce dalla collaborazione tra ortopedico, fisioterapista e, quando serve, osteopata.
Il consiglio pratico che ne ricaviamo è semplice: affidarsi a professionisti iscritti all’albo e chiedere sempre quale sia l’obiettivo del percorso. Anche alla prima seduta di valutazione, che da noi costa 19,90 €, la domanda giusta è: «Cosa vogliamo ottenere e come lo misuriamo?».
Domande frequenti
Il terapista della riabilitazione è un fisioterapista?
Era il nome usato prima della riforma. Un titolo del vecchio ordinamento riconosciuto equipollente permette di esercitare come fisioterapista, sempre con l’iscrizione all’albo.
Cos’è il DM 741 del 1994?
È il decreto del Ministero della Sanità che definisce il profilo professionale del fisioterapista: ambiti, attività e luoghi di lavoro. È ancora il riferimento della professione.
Da quando serve la laurea per fare il fisioterapista?
Dagli anni Novanta la formazione è passata all’università; con la riforma del 1999 è nata la laurea triennale abilitante, che oggi è l’unica strada.
Quando è nata la Giornata mondiale della fisioterapia?
È legata alla nascita della confederazione mondiale della fisioterapia e si celebra l’8 settembre: ne parliamo nell’articolo della rubrica dedicato alla Giornata mondiale della fisioterapia.
Fonti
- FNOFI, La storia della professione di fisioterapista, consultato 2026
- Ministero della Sanità, DM 14 settembre 1994 n. 741, profilo professionale del fisioterapista (testo pubblicato dall’Università di Firenze)
- FNO TSRM e PSTRP, Circolare 58/2022 sul DM di istituzione degli Ordini dei fisioterapisti, 2022
- FNOFI, Federazione nazionale degli Ordini dei fisioterapisti, consultato 2026
Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una visita medica o una valutazione fisioterapica.
Immagine: Vitaly Gariev su Unsplash.
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