Esercizio abusivo della fisioterapia: come riconoscerlo e segnalarlo?
In breve. Esercita abusivamente la fisioterapia chi fa il fisioterapista senza avere il titolo e senza essere iscritto all’albo. Il segnale più semplice è proprio questo: un vero fisioterapista compare nell’albo nazionale, consultabile online. Diffida di chi propone «riabilitazione» o «terapie» senza dire che titolo ha, in luoghi non sanitari o con corsi brevi come unica formazione. Se hai un sospetto puoi rivolgerti all’Ordine dei fisioterapisti, ai Carabinieri NAS o alle forze dell’ordine.
A cura del team clinico Fisiosalaria: ortopedici, fisioterapisti e osteopati. Ultima modifica 31.10.2026.
L’ esercizio abusivo di una professione è un reato: lo commette chi svolge un’attività che la legge riserva a professionisti abilitati, senza avere l’abilitazione. La fisioterapia è una professione sanitaria: per esercitarla servono una laurea abilitante (o un titolo estero riconosciuto) e l’iscrizione all’albo.
Il problema non è solo legale. Chi tratta un dolore o un recupero dopo un intervento senza formazione sanitaria può non riconoscere un segnale d’allarme, sbagliare il carico degli esercizi o ritardare una visita necessaria. Vediamo come riconoscerlo e cosa fare.
Chi può chiamarsi fisioterapista?
Può chiamarsi fisioterapista ed esercitare solo chi ha due requisiti insieme:
- il titolo: la laurea in Fisioterapia, oppure un vecchio diploma equipollente, oppure un titolo estero riconosciuto dal Ministero della Salute;
- l’iscrizione all’albo presso un Ordine dei fisioterapisti.
Una laurea senza iscrizione non basta, e nemmeno un attestato di un corso privato, per quanto lungo o costoso. Come si arriva al titolo è spiegato in Come si diventa fisioterapista in Italia?
Come riconosco un fisioterapista abusivo?
Il modo più sicuro è controllare l’ albo nazionale online con nome e cognome. Ci sono però dei campanelli d’allarme che possono far nascere il dubbio:
- non dice che titolo ha, o risponde in modo vago («ho fatto tanti corsi», «lavoro da anni»);
- si presenta come «terapista», «riabilitatore», «posturologo» o con altre etichette, ma propone cure per dolori, traumi o interventi;
- lavora in luoghi non sanitari, come un centro estetico o lo spogliatoio di una palestra, proponendo «riabilitazione»;
- usa apparecchi elettromedicali su problemi clinici senza che ci sia un fisioterapista o un medico (vedi Chi può fare la tecar: fisioterapista, medico o centro estetico?);
- promette guarigioni sicure e rapide, o ti scoraggia dal vedere un medico;
- non rilascia una documentazione chiara di ciò che ha fatto.
Nessuno di questi segnali, da solo, prova un abuso. Sono motivi per fare una verifica.
Massaggiatori, chinesiologi e personal trainer sono abusivi?
No, se restano nel loro campo. Molte figure lavorano in modo legittimo vicino alla fisioterapia: il massaggiatore per il benessere, il chinesiologo e il personal trainer per l’allenamento di persone sane.
Il confine è la cura. Valutare e trattare un dolore, una lesione o il recupero dopo un intervento è un’attività sanitaria: chi la svolge senza titolo rischia di esercitare abusivamente. Le differenze sono spiegate in Fisioterapista, massoterapista e massaggiatore: chi può fare cosa? e Fisioterapista o chinesiologo: a chi mi rivolgo per tornare ad allenarmi?
Cosa rischia chi esercita abusivamente?
Rischia una condanna penale. L’esercizio abusivo di una professione è punito dall’ articolo 348 del codice penale, reso molto più severo dalla Legge 3/2018.
- prima del 2018 la pena era lieve, spesso solo una multa di poche centinaia di euro;
- con la riforma sono previste la reclusione e una multa che può arrivare a decine di migliaia di euro;
- la condanna comporta anche la pubblicazione della sentenza e la confisca di ciò che è servito a commettere il reato;
- sono previste pene ancora più alte per il professionista iscritto che ha favorito o diretto l’attività dell’abusivo.
Per i dettagli esatti fa fede il testo della legge in Gazzetta Ufficiale. Il paziente che si è rivolto in buona fede a un abusivo non commette reato.
Come e a chi segnalo un fisioterapista abusivo?
Puoi segnalarlo a più soggetti, anche insieme. Prima raccogli le informazioni utili: nome usato, indirizzo, date, cosa ti è stato proposto, eventuali ricevute, volantini o pagine social.
- Ordine dei fisioterapisti: l’Ordine territoriale ha tra i suoi compiti il contrasto all’abusivismo e può segnalare i fatti alle autorità. I contatti sono sul sito della FNOFI. Vedi anche Cosa fa l’Ordine dei fisioterapisti?
- Carabinieri NAS, i nuclei che si occupano di tutela della salute;
- forze dell’ordine o Procura della Repubblica, con una denuncia o un esposto;
- la tua ASL, se il problema riguarda una struttura che si presenta come sanitaria.
Una segnalazione precisa e documentata è molto più utile di un sospetto generico. Non serve avere la certezza del reato: a verificare ci pensano gli enti competenti.
Mi sono fatto trattare da un abusivo: cosa faccio adesso?
Prima di tutto pensa alla tua salute. Se il dolore è peggiorato, o se stai seguendo un recupero dopo un intervento, fatti rivedere dal medico o da un fisioterapista iscritto, portando quello che ti è stato fatto o prescritto.
Poi valuta la segnalazione, come descritto sopra. Se pensi di aver subito un danno, conserva tutta la documentazione e chiedi consiglio a un legale.
Quando farsi vedere subito
- dolore che aumenta molto dopo un trattamento, con gonfiore importante o perdita di movimento;
- formicolii, perdita di forza o di sensibilità comparsi dopo una manipolazione;
- dopo un intervento: zona calda, rossa, con febbre o secrezioni (possibile infezione);
- polpaccio caldo, gonfio e dolente(possibile trombosi);
- dolore alla nuca con vertigini, disturbi della vista o della parola dopo un trattamento al collo: chiama il 112.
Il parere del team Fisiosalaria
Nella nostra esperienza i pazienti che arrivano dopo trattamenti fatti da persone non qualificate hanno spesso perso tempo prezioso più che subito danni gravi: settimane di massaggi su un problema che chiedeva esercizio graduale, o su un segnale che chiedeva una visita. L’errore più comune è fidarsi del passaparola senza fare una semplice verifica.
Controllare l’albo richiede un minuto. Chiedere «che titolo ha?» non è maleducazione: è un diritto del paziente, e un vero professionista risponde volentieri.
Domande frequenti
Un laureato in fisioterapia non iscritto all’albo può lavorare?
No. L’iscrizione all’albo è obbligatoria per esercitare la professione, anche con la laurea in tasca.
Un osteopata o un massaggiatore può fare riabilitazione?
La riabilitazione è un’attività sanitaria riservata ai professionisti abilitati. Se hai dubbi su chi ti sta trattando, verifica il suo titolo e la sua iscrizione.
La segnalazione può essere anonima?
Una segnalazione firmata e documentata è più facile da verificare. Le modalità esatte dipendono dall’ente a cui ti rivolgi.
Se pago in nero sono complice?
Chi riceve il trattamento in buona fede non commette il reato di esercizio abusivo. Chiedere sempre una ricevuta però ti tutela, anche ai fini fiscali.
Fonti
- Gazzetta Ufficiale, Legge 11 gennaio 2018 n. 3 (riordino delle professioni sanitarie), 2018
- Ordine dei Farmacisti di Treviso, circolare sulla Legge 3/2018, 2018
- FNOFI, Federazione nazionale degli Ordini della professione sanitaria di fisioterapista, sito ufficiale, consultato 2026
- OFI Cagliari (rete FNOFI), Regolamento iscrizioni e cancellazioni all’albo, 2025
Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una visita medica o una valutazione fisioterapica.
Immagine: Vitaly Gariev su Unsplash.
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