Distorsione della caviglia: cosa fare nei primi giorni?
In breve. Nei primi giorni dopo una distorsione della caviglia conviene proteggerla, mettere ghiaccio avvolto in un panno, tenerla sollevata e tornare a camminare appena il dolore lo permette. Immobilizzarla a lungo non aiuta: se si usa un tutore rigido, di solito non oltre 10 giorni. La radiografia serve solo se non si riescono a fare 4 passi o se fa male premendo punti precisi delle ossa: sono le regole di Ottawa. Per il dolore, la scelta del farmaco va fatta con il medico o il farmacista.
A cura del team clinico Fisiosalaria: ortopedici, fisioterapisti e osteopati. Ultima modifica 09.10.2026.
La distorsione della caviglia è una lesione dei legamenti, le bande di tessuto che tengono unite le ossa, causata di solito da una torsione del piede verso l'interno. Basta un gradino preso male, un marciapiede, un contrasto a calcetto. Quasi sempre si lesionano i legamenti sul lato esterno.
Secondo l'Accademia americana dei chirurghi ortopedici si distinguono tre gradi:
- Grado 1: legamento stirato, dolore e gonfiore lievi; di solito si cammina.
- Grado 2: rottura parziale, con dolore, gonfiore e livido moderati e un po' di instabilità.
- Grado 3: rottura completa, con dolore forte, gonfiore importante e caviglia instabile.
Questo articolo riguarda i primi giorni. Per sapere quando tornare dallo specialista e come riprendere il carico nelle settimane successive, c'è l'articolo su quando farsi vedere e riprendere il carico.
Cosa fare nelle prime 48-72 ore?
L'obiettivo è controllare dolore e gonfiore senza immobilizzare la caviglia più del necessario. Il servizio sanitario inglese consiglia:
- Proteggere la caviglia con un supporto, come una cavigliera o un bendaggio.
- Riposo relativo: evitare il carico che fa male, non stare fermi del tutto.
- Ghiaccio avvolto in un panno, fino a 20 minuti ogni 2-3 ore.
- Gamba sollevata sopra il livello del cuore, quando possibile.
- Niente calore, alcol e massaggi nei primi giorni, perché possono aumentare il gonfiore.
Un esempio pratico: la sera della distorsione, divano con il piede su due cuscini e ghiaccio a intervalli. Il giorno dopo, cavigliera e piccoli spostamenti in casa, appoggiando il piede quanto il dolore consente.
Come valutare dolore e blocco della caviglia dopo una distorsione?
La prima domanda è se possa esserci una frattura. Le regole di Ottawa aiutano a decidere se serve una radiografia. Si fa se c'è dolore nella zona della caviglia e almeno una di queste condizioni:
- Dolore premendo sul bordo posteriore o sulla punta di uno dei due malleoli, le sporgenze ossee ai lati della caviglia.
- Impossibilità di fare 4 passi, subito dopo il trauma e al momento della visita.
Per il piede valgono criteri simili: dolore alla base del quinto metatarso, la sporgenza sul bordo esterno del piede, o allo scafoide, sul lato interno. Una revisione pubblicata sul BMJ ha mostrato che, se le regole sono negative, una frattura si esclude quasi nel 100% dei casi.
La sensazione di blocco nei primi giorni è quasi sempre data da gonfiore e dolore, che limitano il movimento. Un blocco vero, con la caviglia che si incastra o scatta, è un'altra cosa e va segnalato: può indicare un danno della cartilagine o un piccolo frammento libero.
Cosa chiedere al medico per il dolore in attesa della visita?
Se la visita non è immediata, è utile parlare con il medico di famiglia o il farmacista di alcuni punti:
- Quale antidolorifico usare e per quanti giorni. La linea guida europea pubblicata sul British Journal of Sports Medicine ricorda che gli antinfiammatori possono ridurre dolore e gonfiore, ma hanno effetti collaterali e potrebbero rallentare un po' la guarigione: la scelta va fatta con il medico.
- Quanto caricare il peso, e se servono le stampelle per qualche giorno.
- Che supporto usare: cavigliera, tutore, bendaggio funzionale.
- Se serve prevenire le trombosi, quando si porta un tutore rigido e si carica poco.
Portare con sé le risposte a domande semplici aiuta molto la visita: come è avvenuta la torsione, se si è sentito uno scrocchio, se si è riusciti a camminare subito dopo.
Come favorire il recupero senza forzare i tempi?
Con un lavoro attivo e graduale, che parte già nei primi giorni. La linea guida europea sottolinea che il solo protocollo ghiaccio-riposo non basta: se si immobilizza la caviglia, di solito non oltre 10 giorni, poi si passa a un trattamento attivo. Un tutore o un bendaggio funzionale per circa 4-6 settimane è preferibile al gesso.
Esercizi semplici per i primi giorni, se non fanno male:
- Muovere la caviglia su e giù da seduti, più volte al giorno.
- Disegnare l'alfabeto nell'aria con l'alluce, per recuperare il movimento in tutte le direzioni.
- Appoggiare il piede e spostare gradualmente il peso, finché il cammino torna normale.
La linea guida raccomanda l'esercizio terapeutico e considera utili le mobilizzazioni manuali se combinate con gli esercizi. Non consiglia invece terapie passive come ultrasuoni, laser ed elettroterapia.
Cosa fare se una distorsione importante resta dolorosa dopo diversi giorni?
Farsi visitare. Se dopo 4-5 giorni il dolore è ancora forte, la caviglia molto gonfia e camminare resta difficile, lo specialista cerca di capire:
- Se c'è una frattura, anche piccola, sfuggita all'inizio.
- Se è coinvolta la sindesmosi, cioè i legamenti che uniscono tibia e perone sopra la caviglia. Questa «distorsione alta» fa male più in alto e guarisce più lentamente.
- Se c'è un danno della cartilagine o di un tendine.
Proprio a 4-5 giorni la visita è più precisa: la linea guida europea indica che il test del cassetto anteriore, con cui si valuta il legamento principale, è più affidabile in quel momento che subito dopo il trauma. La risonanza non serve a tutti: si riserva ai casi in cui si sospetta una lesione grave dei legamenti, della cartilagine o della sindesmosi. Se nel referto compare una lesione dell'osso, c'è l'articolo sulla distorsione con lesione ossea.
Quando farsi vedere subito
- Scrocchio sentito al momento del trauma.
- Caviglia deformata o in posizione strana.
- Impossibilità di fare pochi passi.
- Formicolio o insensibilità al piede.
- Pelle bluastra, grigia o fredda.
- Polpaccio gonfio e dolente, soprattutto se si porta un tutore.
Il parere del team Fisiosalaria
Nei primi giorni vediamo due errori opposti. Il primo è immobilizzare troppo a lungo «per sicurezza»: la caviglia si irrigidisce e il ritorno è più lento. Il secondo è tornare in campo appena si cammina, senza aver recuperato forza ed equilibrio.
L'ortopedico esclude fratture e lesioni nascoste, il fisioterapista imposta subito un lavoro attivo e graduale, l'osteopata valuta come piede, ginocchio e anca si stanno adattando. Se la caviglia resta molto dolente dopo qualche giorno, una valutazione aiuta a capire da dove viene il dolore e da dove ripartire.
Domande frequenti
Devo fare subito una radiografia?
Solo se le regole di Ottawa lo indicano: dolore premendo su punti precisi dei malleoli o del piede, oppure impossibilità di fare 4 passi.
Meglio il gesso o la cavigliera?
Per la maggior parte delle distorsioni un tutore o un bendaggio funzionale è preferibile al gesso.
Posso camminare con la caviglia gonfia?
Sì, se il dolore lo permette e con un supporto. Se non si riescono a fare 4 passi, serve una visita.
Fonti
- Vuurberg G. et al., Diagnosis, treatment and prevention of ankle sprains: update of an evidence-based clinical guideline, British Journal of Sports Medicine, 2018
- Bachmann L.M. et al., Accuracy of Ottawa ankle rules to exclude fractures of the ankle and mid-foot: systematic review, BMJ, 2003
- NHS, Sprains and strains
- AAOS OrthoInfo, Sprained Ankle
Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una visita medica o una valutazione fisioterapica.
Immagine: Gabin Vallet su Unsplash.
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