Intelligenza artificiale e tumori: una foto del volto può dire quanto tempo resta?

Il verdetto: no, non ancora. Un nuovo modello di intelligenza artificiale stima dal volto l'età biologica e il rischio di morte dei pazienti con tumore. I risultati sono interessanti, ma il sistema è un prototipo: non è pronto per l'uso clinico e non deve decidere le cure al posto del medico.

In breve. Un gruppo di Mass General Brigham, a Boston, ha pubblicato su The Lancet Digital Health un modello chiamato FAHR-Face, addestrato su oltre 40 milioni di foto di volti. Ne derivano due strumenti: uno stima l'età biologica, l'altro il rischio di morte nei pazienti con tumore. Chi rientrava nel quarto a rischio più alto aveva un rischio di morte per tumore oltre tre volte più alto rispetto al quarto a rischio più basso. Non è ancora dimostrato che il modello faccia meglio delle valutazioni dei medici. Restano dubbi su dati, equità e uso da parte di assicurazioni e datori di lavoro.

A cura dei fisioterapisti di Fisiosalaria, Roma. Ultima modifica 22.10.2026.

Il Post si chiede se si può capire quanto tempo ci resta da una foto. La domanda nasce da uno studio molto discusso: un'intelligenza artificiale che guarda il volto dei pazienti oncologici e stima il loro rischio. Vediamo cosa fa davvero, cosa ha trovato e cosa significa per chi è in cura.

Cosa fa l'intelligenza artificiale che legge il volto?

Stima dal volto l'età biologica, cioè quanto il corpo sembra invecchiato, che può essere diversa dall'età scritta sui documenti. Il modello si chiama FAHR-Face ed è stato sviluppato a Mass General Brigham, un gruppo ospedaliero universitario di Boston.

  • Prima ha analizzato oltre 40 milioni di foto di volti, senza un compito preciso, per imparare a riconoscerne i dettagli.
  • Poi è stato addestrato a stimare l'età biologica (FAHR-FaceAge).
  • Infine, con 34.363 foto di pazienti oncologici, a stimare il rischio di morte (FAHR-FaceSurvival).

Secondo Il Post, per il rischio di morte il modello guarda soprattutto la radice del naso e la zona sotto gli occhi; per l'età, i solchi tra naso e bocca. Perché proprio queste zone non è chiaro.

Cosa ha trovato lo studio?

Che il volto contiene informazioni legate alla sopravvivenza. Secondo l'ASCO Post, i pazienti nel quarto a rischio più alto avevano un rischio di morte per tumore 3,23 volte più alto di quelli nel quarto a rischio più basso, anche tenendo conto di altri fattori. Il Post riporta che, su 3.820 pazienti classificati per rischio, più della metà di quelli ad alto rischio è morta entro tre mesi dalla foto.

  • Il modello ha funzionato in modo simile per età, sesso, origine e tipo di tumore in due gruppi di pazienti indipendenti.
  • Tra le abitudini, il fumo era il fattore più legato a un volto biologicamente più vecchio.
  • Il nuovo modello ha fatto meglio di FaceAge, uno strumento precedente dello stesso gruppo. Nel 2025 FaceAge aveva mostrato che i pazienti oncologici sembravano in media circa 5 anni più vecchi della loro età reale.

Perché è un modello così discusso?

Perché predire la morte da una foto tocca temi delicati, e mancano ancora prove decisive. I punti critici principali:

  • Utilità non dimostrata: secondo Il Post non è provato che il modello faccia meglio delle valutazioni cliniche già in uso, né che porti a cure migliori.
  • Dati poco vari: i pazienti dei test venivano dall'area di Boston ed erano in gran parte bianchi. Il gruppo prevede nuovi studi più rappresentativi.
  • Foto diverse, stime diverse: posa e luce possono influire sulla stima. Il gruppo afferma che il nuovo modello regge bene a queste variazioni.
  • Rischi etici: un medico potrebbe sottovalutare chi ha bisogno di cure; assicurazioni e datori di lavoro potrebbero usare strumenti simili per escludere persone in base alla salute che sembrano avere.

Cosa significa per chi ha un tumore?

Oggi, in pratica, niente cambia. Il sistema è un prototipo e non si usa nelle visite. Il tuo rischio lo valutano l'oncologo e gli esami, non una foto. Nel 2025, in un piccolo test dello studio su FaceAge, medici e ricercatori che guardavano le foto di pazienti in cure palliative avevano indovinato la prognosi poco più che per caso. Per i ricercatori l'idea è dare in futuro al medico un dato in più, non sostituirlo.

Se leggi notizie come questa e ti spaventi, parlane con chi ti segue. Un numero medio su migliaia di pazienti non dice cosa succederà a te.

L'età biologica si può cambiare?

In parte sì, e qui c'è il messaggio utile. Lo stesso studio collega il fumo a un volto biologicamente più vecchio: le abitudini lasciano il segno. Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, chi è poco attivo ha un rischio di morte più alto del 20-30% rispetto a chi si muove abbastanza. Per gli adulti l'OMS indica almeno 150 minuti di attività moderata a settimana, e il rinforzo muscolare fa bene a tutti.

Durante e dopo un tumore il movimento va adattato, ma conta. Ecco da dove partire:

  • Chiedi all'oncologo quali attività sono sicure per te in questa fase.
  • Parti da camminate brevi e semplici esercizi di forza, e aumenta per gradi.
  • Smettere di fumare resta una delle scelte più utili per la salute.

Approfondisci in cos'è la riabilitazione oncologica, in esercizio dopo un tumore e in esercizio durante la chemioterapia. Un fisioterapista può costruire con te un programma su misura, in accordo con l'oncologo.

Domande frequenti

Posso usare un'app per sapere la mia età biologica dal volto?

Questi strumenti sono ancora in fase di ricerca. Il modello dello studio non è approvato per l'uso clinico e non serve a fare diagnosi.

Se sembro più vecchio della mia età sono più a rischio?

Nello studio è un'associazione media su migliaia di pazienti oncologici, non una previsione sulla singola persona. Il rischio individuale lo valuta il medico.

L'attività fisica serve anche durante le cure oncologiche?

In molti casi sì, se è adattata e concordata con l'oncologo. Aiuta a mantenere forza e autonomia.

Fonti

Foto: Unsplash.

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