Freddo e cuore: chi rischia di più e come muoversi in sicurezza d'inverno?

In sintesi: con il freddo i vasi sanguigni si restringono, la pressione sale e il cuore lavora di più. Per chi è già fragile questo può favorire angina, infarto e ictus. Non serve chiudersi in casa: basta coprirsi bene, scegliere gli orari giusti e muoversi con gradualità.

In breve. Con il freddo il corpo stringe i vasi per trattenere il calore: la pressione aumenta e il sangue tende a coagulare di più. Sono più a rischio gli anziani, chi ha già avuto un infarto o un ictus, chi ha una malattia coronarica, il diabete o la pressione alta non controllata. Uno studio svedese su oltre 120.000 ricoveri per infarto, pubblicato sul Journal of the American College of Cardiology nel 2024, ha associato le ondate di freddo a un rischio più alto di infarto nei giorni successivi. Il Ministero della Salute consiglia ai cardiopatici di uscire nelle ore meno fredde. Il movimento resta consigliato anche d'inverno, ma senza sforzi intensi e improvvisi.

A cura dei fisioterapisti di Fisiosalaria, Roma. Ultima modifica 03.11.2026.

Con l'arrivo di novembre le temperature scendono e torna una domanda frequente: il freddo fa male al cuore? Il 2 novembre La Nuova Sardegna ha dedicato un articolo al tema, con i consigli di un cardiologo. Il messaggio: l'inverno non va vissuto con paura, ma con qualche precauzione. Vediamo perché il freddo affatica il cuore, chi deve fare più attenzione e come continuare a muoversi in sicurezza.

Perché il freddo affatica il cuore?

Perché il corpo, per non disperdere calore, restringe i vasi sanguigni. Secondo il cardiologo intervistato dalla testata, questo fa salire la pressione arteriosa e costringe il cuore a lavorare di più. Il sangue, inoltre, tende a coagulare di più.

Nelle persone predisposte questo carico extra può favorire:

  • angina, cioè dolore o peso al petto;
  • infarto e ictus;
  • un peggioramento dell'affanno in chi ha uno scompenso cardiaco.

Cosa dicono gli studi su freddo, infarto e ictus?

Diversi studi trovano un legame tra giornate fredde ed eventi cardiovascolari. Ecco i principali:

  • Svezia, 2024. Uno studio su 120.380 persone ricoverate per infarto tra il 2005 e il 2019 (congresso ESC) ha associato le ondate di freddo a un rischio più alto di infarto dopo 2-6 giorni.
  • Canada, 2015. Su 1.817 infarti gravi, ogni calo di 10 °C della temperatura massima si associava a un rischio più alto del 7%.
  • Ictus, 2024. Uno studio pubblicato su Stroke , con dati di 522 città in 25 Paesi, ha stimato che circa 11 decessi per ictus ogni 1.000 sono legati a giornate di freddo o caldo estremo. La quota maggiore è dovuta al freddo.

Sono studi osservazionali: mostrano un legame, non che il freddo da solo causi l'infarto.

Chi è più a rischio quando fa freddo?

Chi ha già un cuore o delle arterie in difficoltà. Secondo il cardiologo intervistato dalla testata:

  • gli anziani;
  • chi ha già avuto un infarto o un ictus;
  • chi ha una malattia coronarica o uno scompenso cardiaco;
  • le persone con diabete;
  • chi ha la pressione alta non ben controllata.

Fumo e sedentarietà peggiorano il quadro. Secondo l'American Heart Association, negli anziani la percezione del freddo può essere ridotta.

La pressione sale d'inverno anche se prendo i farmaci?

Può succedere. Secondo il cardiologo intervistato dalla testata, i valori possono salire in inverno anche in chi segue la terapia con regolarità. Cosa fare:

  • misura la pressione a casa e annota i valori;
  • se restano più alti per diversi giorni, parlane con il medico;
  • non cambiare mai la terapia da solo.

Come fare movimento d'inverno in sicurezza?

Continuando a muoverti, ma evitando che freddo e sforzo intenso arrivino insieme. I consigli dei nostri fisioterapisti:

  • Scegli le ore centrali della giornata. Il Ministero consiglia a chi ha malattie di cuore o dei polmoni di evitare le prime ore del mattino e la sera.
  • Vestiti a strati. Con cappello, sciarpa e guanti, anche per uscite brevi.
  • Scaldati prima di uscire. Qualche minuto di mobilità in casa, poi parti piano. Vedi quanto deve durare il riscaldamento.
  • Evita gli sforzi improvvisi. Niente pesi all'aperto o neve da spalare.
  • Con vento forte o gelo, allenati al chiuso. Cyclette o esercizi a corpo libero vanno benissimo.
  • Attento al ghiaccio. L'ISS ricorda il rischio di cadute: scarpe con buona suola e passo corto.

Se hai una malattia di cuore, concorda con il medico tipo e intensità dell'attività. Per gli over 65 trovi altre indicazioni in camminare fa bene al cuore degli anziani. Se dolori o rigidità ti tengono fermo, un fisioterapista può aiutarti a ripartire in sicurezza.

Il bicchierino di alcol aiuta a scaldarsi?

No. L'alcol dà una falsa sensazione di calore, ma in realtà favorisce la dispersione del calore corporeo. Lo dicono il cardiologo intervistato dalla testata e il Ministero della Salute. Meglio bevande calde.

Quali sintomi non vanno sottovalutati?

Peso o dolore al petto, affanno improvviso, sudore freddo: possibili segnali di infarto. Non attribuirli al freddo o a una cattiva digestione. Bocca storta, un braccio che perde forza o difficoltà improvvisa a parlare possono indicare un ictus.

In questi casi chiama subito il 112. Non aspettare che passi e non metterti alla guida per andare in ospedale.

Domande frequenti

Posso correre all'aperto d'inverno se sono sano?

Sì. Vestiti a strati, copri testa e mani, scaldati bene e parti piano.

Ho avuto un infarto: devo smettere di camminare d'inverno?

No, ma fallo con più attenzione. Ore centrali, abiti caldi, niente sforzi improvvisi. L'intensità va concordata con il medico.

Quanto deve essere caldo in casa?

Il Ministero della Salute indica una temperatura intorno ai 20-22 °C, con buona umidità e ricambio d'aria regolare.

Fonti

Foto: Arek Adeoye su Unsplash.

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