Ebola in Svizzera a 100 km dall'Italia: c'è davvero rischio per noi?
Il verdetto: no, per chi vive in Italia il rischio è molto basso. La paziente è curata in un reparto di isolamento a Ginevra. Ebola non si prende per vicinanza geografica né respirando la stessa aria: serve un contatto diretto con sangue o liquidi di una persona malata.
In breve. Il 26 ottobre 2026 una cittadina svizzera con Ebola è stata riportata in Svizzera dalla Nigeria con un volo sanitario ed è ricoverata all'Ospedale universitario di Ginevra. Il marito, contatto stretto, è in isolamento all'Ospedale universitario di Zurigo e non ha sintomi. Il virus è il ceppo Bundibugyo, per cui non esistono vaccini né cure approvate. L'Ufficio federale della sanità pubblica svizzero (UFSP) afferma che non c'è alcun rischio per la popolazione. Per l'ECDC, l'agenzia europea per le malattie infettive, il rischio per chi vive in Europa è molto basso.
A cura dei fisioterapisti di Fisiosalaria, Roma. Ultima modifica 27.10.2026.
Alcuni titoli parlano di Ebola a meno di 100 km dall'Italia. Una donna con Ebola è davvero ricoverata a Ginevra, ma la distanza in chilometri non dice nulla sul rischio. Abbiamo controllato le fonti ufficiali svizzere, europee e dell'OMS.
Cosa è successo in Svizzera?
Una donna svizzera, moglie di un collaboratore dell'ambasciata svizzera ad Abuja, si è ammalata di Ebola in Nigeria. Secondo l'ECDC era arrivata ad Abuja dall'Uganda il 3 ottobre, i sintomi sono comparsi il 7 ottobre e la diagnosi è stata confermata il 20 ottobre. Le autorità svizzere ritengono che si sia contagiata in Uganda; l'origine esatta è ancora in verifica.
Il 26 ottobre è stata trasportata con un aereo sanitario a Zurigo e poi ricoverata agli Ospedali universitari di Ginevra. Secondo l'UFSP e l'ospedale, le sue condizioni sono stabili. Il marito è rientrato con lei ed è in isolamento a Zurigo.
C'è rischio di Ebola per chi vive in Italia?
No, il rischio è molto basso. L'ECDC, nella valutazione del 23 ottobre 2026, scrive che per la popolazione europea i casi importati saranno rari e legati soprattutto alle evacuazioni sanitarie, come questa. Una trasmissione nel nostro continente è considerata molto improbabile, perché i casi verrebbero riconosciuti e isolati in fretta.
L'UFSP dice lo stesso per la Svizzera: non sussiste alcun rischio per la popolazione. La paziente è arrivata con un trasporto sanitario protetto, direttamente in un reparto attrezzato.
Come si trasmette davvero Ebola?
Ebola si trasmette con il contatto diretto con sangue o liquidi del corpo di una persona malata o morta per la malattia. Secondo l'OMS, il contagio può avvenire anche toccando oggetti o superfici contaminati, o animali infetti come i pipistrelli della frutta. I punti chiave:
- Prima dei sintomi non si è contagiosi. L'OMS lo scrive in modo chiaro: chi non ha ancora sintomi non trasmette la malattia.
- Non è un virus respiratorio come l'influenza. L'UFSP precisa che non ci sono indicazioni di trasmissione per aerosol.
- L'incubazione va da 2 a 21 giorni: è il tempo tra il contagio e i primi sintomi.
I sintomi iniziali sono simili a quelli di altre malattie: febbre alta, mal di testa, dolori muscolari, debolezza, poi vomito e diarrea. Nei casi gravi possono comparire emorragie e danni agli organi. Secondo l'OMS, la letalità media della malattia da Ebola è intorno al 50%.
Cosa significa che il marito è in isolamento?
Significa che è tenuto sotto osservazione in un reparto speciale, separato dagli altri pazienti, perché ha avuto contatti stretti con la moglie. Al momento non ha sintomi. Poiché l'incubazione può arrivare a 21 giorni, i medici controllano ogni giorno se compaiono febbre o altri segnali.
L'isolamento protegge tutti. Il personale lavora con dispositivi di protezione e procedure precise. Essere un contatto non vuol dire essere malato.
Dove circola oggi Ebola?
Soprattutto nella Repubblica Democratica del Congo. Secondo l'aggiornamento ECDC del 26 ottobre 2026, il Paese conta 9.964 casi confermati e 4.851 morti in otto province. In Kenya i casi confermati sono 9, con 2 morti. In Nigeria c'è solo il caso della donna rimpatriata. In Uganda l'epidemia è terminata.
Il virus responsabile è il Bundibugyo, una specie di Ebola per cui l'OMS conferma che non esistono vaccini né terapie approvate: i prodotti candidati sono ancora in sperimentazione. Per la storia di questa epidemia leggi il nostro articolo su Ebola Bundibugyo in Africa e il rischio per l'Italia.
Quando devo preoccuparmi se viaggio?
Solo se sei stato in una zona colpita nelle ultime tre settimane. Se invece parti per le aree interessate:
- Prima di partire controlla gli avvisi aggiornati sul sito Viaggiare Sicuri e parla con un medico di medicina dei viaggi.
- Durante il viaggio evita il contatto con persone malate e con animali selvatici, vivi o morti.
- Al rientro: a maggio il Ministero della Salute ha chiesto a chi arrivava da Congo e Uganda di segnalarsi entro 24 ore all'ASL e di controllare la propria salute per 21 giorni. Le regole possono cambiare: verifica quelle in vigore con la tua ASL.
- Se compare la febbre entro 21 giorni dal rientro, non andare da solo al pronto soccorso o dal medico. Resta a casa, evita i contatti e chiama il 112 o il dipartimento di prevenzione della ASL, raccontando il viaggio.
In Italia il centro nazionale di riferimento è l' Istituto Spallanzani di Roma. Se il viaggio è lungo, ricordati anche di muovere le gambe in volo: trovi qualche esercizio in trombosi del viaggiatore, gli esercizi da fare in aereo.
Domande frequenti
Posso prendere Ebola sedendomi vicino a qualcuno in treno o in aereo?
È molto improbabile. Ebola non si trasmette respirando la stessa aria come l'influenza: serve un contatto diretto con sangue o liquidi di una persona che ha già i sintomi.
Chi è stato a contatto con un malato è contagioso?
Non finché non ha sintomi. Per questo i contatti vengono controllati per 21 giorni: se compare la febbre, vengono isolati subito.
Esiste un vaccino contro questo tipo di Ebola?
No. I vaccini approvati riguardano un'altra specie di Ebola. Per il virus Bundibugyo, secondo l'OMS, vaccini e cure sono ancora in fase di studio.
Fonti
- Ufficio federale della sanità pubblica UFSP, Malattia da virus Ebola, 2026
- ECDC, Threat assessment brief: importation of Ebola disease cases caused by Bundibugyo virus to Kenya and Nigeria, 2026
- ECDC, Ebola disease: multi-country outbreak 2026, 2026
- OMS, Ebola disease, fact sheet
- Quotidiano Sanità, Ebola: l'ordinanza del Ministero della Salute per chi arriva da Congo e Uganda, 2026
- bluewin, La svizzera malata di Ebola è stata ricoverata a Ginevra, il marito è in cura a Zurigo, 2026
- Reuters su Internazionale, Ebola patient in Nigeria believed to have contracted disease in Uganda, 2026
Foto: Unsplash.
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