Alzarsi di notte per fare pipì: la dieta con i flavonoidi può aiutare?

Il verdetto: dipende. Uno studio su 5.926 adulti americani sopra i 40 anni ha visto che chi mangia più flavonoidi si alza un po' meno di notte per urinare. È però un'associazione modesta, non una prova. Se ti alzi spesso, la prima cosa è capirne la causa con il medico.

In breve. La nicturia è il bisogno di svegliarsi di notte per urinare. Alzarsi una volta è considerato normale e la frequenza cresce con l'età. Le cause più comuni sono liquidi la sera, vescica iperattiva, prostata, diabete, problemi di cuore, alcuni farmaci e il sonno disturbato. Uno studio pubblicato su Scientific Reports ha associato più flavonoidi nella dieta a meno nicturia. Le abitudini serali e un controllo medico restano i passi più utili.

A cura dei fisioterapisti di Fisiosalaria, Roma. Ultima modifica 20.10.2026.

Alzarsi di notte per fare pipì è un disturbo comune e spesso sottovalutato. In questi giorni se ne parla per uno studio su quasi 6 mila adulti che collega la nicturia alla dieta, e in particolare ai flavonoidi, detti anche bioflavonoidi. Abbiamo letto lo studio originale.

Cos'è la nicturia?

È il bisogno di svegliarsi di notte per urinare. Secondo il servizio sanitario inglese, alzarsi una volta per notte è normale e la frequenza tende ad aumentare con l'età. Negli anziani è comune alzarsi due volte, e oltre gli 80 anni anche tre volte non è considerato anomalo.

Il problema nasce quando i risvegli diventano tanti e rovinano il sonno.

Quanto è comune alzarsi di notte per fare pipì?

Molto. Gli autori dello studio su Scientific Reports ricordano che negli Stati Uniti la nicturia riguarda oltre la metà degli adulti più anziani. Con l'età, infatti, il corpo produce meno ormone antidiuretico, quello che di notte riduce la produzione di urina. Il risultato è che di notte si forma più pipì.

Quali sono le cause più frequenti?

Spesso sono più di una. Le principali, secondo il servizio sanitario inglese e MedlinePlus, la biblioteca medica pubblica americana, sono:

  • Troppi liquidi la sera, oltre a caffeina e alcol.
  • Vescica iperattiva, con stimolo improvviso, o un'infezione urinaria.
  • Prostata ingrossata negli uomini, che non fa svuotare bene la vescica.
  • Diabete: la glicemia alta aumenta sete e pipì.
  • Problemi di cuore: di giorno i liquidi si fermano nelle caviglie gonfie e di notte, da sdraiati, tornano in circolo.
  • Alcuni farmaci, come i diuretici.
  • Malattie dei reni, gravidanza, apnee notturne e altri disturbi del sonno.

Quando andare dal medico?

Quando i risvegli continuano da giorni, ti danno fastidio o compaiono altri segnali. Parlane con il tuo medico se hai:

  • dolore o bruciore quando urini;
  • sangue nelle urine;
  • urine scure, torbide o maleodoranti;
  • la sensazione di non svuotare bene la vescica;
  • molta sete o caviglie gonfie.

Un consiglio pratico di MedlinePlus: tieni per qualche giorno un diario di quanto bevi e di quante volte urini. Aiuta molto il medico a capire la causa. Se prendi diuretici o altri farmaci, non sospenderli da solo: chiedi al medico se l'orario si può cambiare.

Cosa ha trovato lo studio sui flavonoidi?

I flavonoidi sono sostanze naturali presenti in frutta, verdura, tè e cacao. Lo studio, pubblicato su Scientific Reports nel febbraio 2025 da ricercatori cinesi, ha usato i dati dell'indagine nazionale americana NHANES 2007-2010. Ha incluso 5.926 adulti sopra i 40 anni, con due interviste su tutto ciò che avevano mangiato in 24 ore.

  • Chi mangiava più flavonoidi aveva una probabilità un po' più bassa di nicturia.
  • I gruppi più legati al risultato erano antocianine, flavan-3-oli e flavonoli.
  • L'effetto stimato è piccolo, al limite della significatività statistica.

Serve prudenza. È uno studio trasversale: fotografa un momento e non dimostra che i flavonoidi riducano la nicturia. Un altro studio NHANES, uscito nel 2024 su Frontiers in Nutrition con 13.063 adulti, aveva visto un legame simile tra alcuni flavonoidi e la vescica iperattiva, con gli stessi limiti.

Dove si trovano i flavonoidi?

In molti cibi di tutti i giorni. Secondo il Linus Pauling Institute dell'Oregon State University:

  • Antocianine: mirtilli, lamponi, more, ribes, uva rossa, cavolo rosso.
  • Flavan-3-oli: tè, cacao, mele, uva e frutti di bosco.
  • Flavonoli: cipolle, broccoli, cavolo riccio, mele e tè.

Attenzione: tè e cacao contengono anche caffeina, che irrita la vescica. Meglio consumarli nella prima parte della giornata.

Quali abitudini serali aiutano?

Le indicazioni degli ospedali del servizio sanitario inglese sono semplici:

  • Anticipa l'ultimo bicchiere, per esempio alle 20 invece che alle 22, ma senza bere meno di 1,5-2 litri al giorno in totale.
  • Limita tè, caffè, cola, cioccolata e alcol, soprattutto la sera.
  • Se hai le caviglie gonfie, nel pomeriggio stai un'ora con le gambe sollevate all'altezza del cuore.
  • Riduci i pisolini di giorno e cura la stanza: buio, temperatura giusta, poco rumore.

Anche muoversi di giorno aiuta a dormire meglio: leggi come l'esercizio migliora il sonno.

Il pavimento pelvico c'entra?

Può c'entrare, soprattutto se di notte senti uno stimolo improvviso o hai piccole perdite. In questi casi il servizio sanitario inglese indica la rieducazione della vescica e il fisioterapista del pavimento pelvico tra le figure di riferimento.

Trovi come iniziare in esercizi di Kegel: come farli bene. Prima di tutto, però, serve sempre una diagnosi del medico.

Domande frequenti

Alzarsi una volta a notte per fare pipì è normale?

Sì. Secondo il servizio sanitario inglese una volta per notte è normale, e con l'età i risvegli tendono ad aumentare. Diventa un problema quando sono frequenti e disturbano il sonno.

Devo prendere integratori di flavonoidi?

Lo studio ha misurato i flavonoidi del cibo, non degli integratori, e non dimostra un effetto di cura. Prima di prendere integratori parlane col medico.

Se bevo meno, risolvo il problema?

Non sempre. Ridurre i liquidi serali aiuta, ma senza scendere sotto 1,5-2 litri al giorno. Se i risvegli continuano, la causa può essere un'altra e va cercata con il medico.

Fonti

Foto: Joanna Kosinska su Unsplash.

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