Mi hanno consigliato la riabilitazione in acqua: per chi è utile?
In breve. La riabilitazione in acqua, o idrokinesiterapia, è un programma di esercizi fatti in una piscina con acqua calda, di solito tra 32 e 36 gradi. L'acqua sostiene il peso del corpo e scalda i muscoli, così ci si muove con meno dolore. È utile soprattutto per chi ha artrosi di anca o ginocchio, per chi riprende a camminare dopo una protesi o un intervento e per chi ha dolore che rende difficile l'esercizio a terra. Una revisione Cochrane sull'artrosi mostra miglioramenti piccoli ma reali su dolore e disabilità. Dopo un intervento si entra in acqua solo con la ferita chiusa e il via libera del chirurgo.
A cura del team clinico Fisiosalaria: ortopedici, fisioterapisti e osteopati. Ultima modifica 23.10.2026.
L' idrokinesiterapia è la riabilitazione fatta in acqua: esercizi di movimento, forza, equilibrio e cammino, guidati da un fisioterapista in una vasca riscaldata. Non è nuoto: spesso si sta in piedi con l'acqua all'altezza del petto e si usano galleggianti, tavolette e corrimano.
Chi la prescrive cerca di sfruttare tre proprietà dell'acqua: il galleggiamento, che alleggerisce le articolazioni; la resistenza, che rende ogni movimento un piccolo esercizio di forza; il calore, che rilassa i muscoli. Vediamo per chi è davvero utile e come si inserisce nel percorso.
A cosa serve l'idrokinesiterapia?
Serve a muoversi e rinforzarsi con meno dolore e meno carico sulle articolazioni. Gli opuscoli per pazienti dell'NHS elencano come benefici:
- sollievo dal dolore e dagli spasmi muscolari;
- migliore movimento delle articolazioni;
- più forza ed equilibrio;
- un cammino più corretto;
- rilassamento.
Per molte persone ha anche un effetto psicologico importante: riuscire a camminare o fare uno squat in acqua, quando a terra fa troppo male, ridà fiducia.
Per chi è utile la riabilitazione in acqua?
È particolarmente utile per chi ha bisogno di muoversi ma a terra ha troppo dolore o troppo carico. Ad esempio:
- persone con artrosi di anca o ginocchio;
- chi è nelle prime fasi dopo una protesi o un intervento al ginocchio, all'anca, alla spalla;
- chi ha mal di schiena persistente e fatica a iniziare gli esercizi;
- chi non può caricare tutto il peso dopo una frattura, quando il medico lo consente;
- persone con sovrappeso importante, per cui l'esercizio a terra è faticoso.
Cosa dicono gli studi sull'artrosi
La revisione Cochrane del 2016 ha raccolto 13 studi con 1.190 persone, in maggioranza donne di circa 68 anni, con artrosi di ginocchio o anca. Chi seguiva un programma in acqua fino a 12 settimane aveva dolore e disabilità più bassi di circa 5 punti su 100 e qualità di vita più alta di circa 7 punti rispetto a chi non lo faceva. Le prove sono di qualità moderata e non sono stati riportati effetti collaterali gravi. In parole semplici: un aiuto piccolo ma reale, soprattutto subito dopo il ciclo.
Idrokinesiterapia per il mal di schiena: serve?
Può servire, soprattutto come modo per iniziare a muoversi. La linea guida NICE sul mal di schiena raccomanda di considerare programmi di esercizio, anche di gruppo, scelti in base alle esigenze e alle preferenze della persona: l'esercizio in acqua è una delle possibilità.
Non c'è una forma di esercizio nettamente migliore delle altre. L'acqua è utile come punto di partenza per chi ha paura di muoversi o troppo dolore, ma poi conviene portare il lavoro anche a terra, nella vita quotidiana. Vedi anche Mal di schiena cronico e Addominali e core per il mal di schiena.
Quando posso iniziare la piscina dopo un intervento?
Solo quando la ferita è chiusa e il chirurgo ti ha dato il via libera. Gli opuscoli NHS chiedono di segnalare al fisioterapista ferite aperte, lesioni della pelle o ulcere prima di entrare in vasca.
I tempi dipendono dall'intervento e dalla guarigione della cicatrice. Uno studio tedesco su 465 persone operate di protesi d'anca o di ginocchio ha confrontato l'inizio in acqua a 6 giorni o a 14 giorni: nel complesso non ha trovato differenze significative sulla funzione, e gli autori non sostengono l'inizio precoce dopo protesi d'anca. Quindi non c'è fretta: si entra in acqua quando è sicuro. Sul momento giusto per iniziare la riabilitazione leggi Dopo l'intervento: quando iniziare la riabilitazione?.
Dopo una protesi di anca o di ginocchio
In acqua si lavora su cammino, flessione ed estensione, equilibrio e forza, con meno dolore. Restano valide le precauzioni indicate dal chirurgo, ad esempio sui movimenti da evitare dopo protesi d'anca. Per il percorso completo vedi Protesi al ginocchio: tempi di recupero e La vita dopo la protesi d'anca.
Meglio idrokinesiterapia o palestra?
Non è una gara: spesso la cosa migliore è usarle in sequenza. L'acqua aiuta all'inizio, quando il dolore o il carico non permettono di lavorare bene a terra. La palestra serve poi a costruire la forza che serve fuori dall'acqua, dove la gravità pesa tutta.
- Acqua: utile nelle prime fasi, con molto dolore, con difficoltà a caricare, per chi ha paura di muoversi.
- Palestra e terra: necessarie per rinforzare muscoli e ossa e tornare alle attività quotidiane, come scale, spesa, alzarsi dalla sedia.
Chi ha osteoporosi deve sapere che l'acqua, proprio perché scarica il peso, stimola poco le ossa: per loro servono anche esercizi a terra con carico. Leggi Osteoporosi: quale attività fare?.
Chi non dovrebbe farla
La maggior parte delle persone può fare riabilitazione in acqua, ma alcune condizioni la sconsigliano o richiedono il parere del medico.
- ferite aperte, punti non ancora tolti, lesioni o infezioni della pelle;
- febbre o infezioni in corso;
- incontinenza non controllata;
- problemi di cuore o respiro non stabili, pressione molto bassa o alta: l'acqua calda affatica;
- forte paura dell'acqua: in quel caso si scelgono altri esercizi.
Dopo la seduta è normale sentirsi stanchi, per il calore della vasca: conviene bere e non programmare sforzi subito dopo.
Quando farsi vedere subito
- Cicatrice rossa, calda, gonfia o con secrezioni dopo un intervento.
- Polpaccio caldo, gonfio e dolente: può essere una trombosi.
- Fiato corto, dolore al petto o capogiri durante o dopo l'esercizio in acqua.
- Febbre nelle settimane dopo una protesi.
Il parere del team Fisiosalaria
Vediamo spesso due situazioni: chi aspetta la piscina come unica soluzione e rimanda gli esercizi a terra, e chi la scarta pensando che sia «troppo leggera». In realtà l'acqua è uno strumento ottimo per partire, soprattutto con artrosi o dopo una protesi, ma il recupero si completa portando la forza fuori dalla vasca.
Il lavoro migliore nasce dal confronto: l'ortopedico indica quando la ferita e l'intervento lo permettono, il fisioterapista costruisce la progressione tra acqua e terra. Se non sai se l'acqua fa per te, una valutazione aiuta a scegliere da dove ripartire.
Domande frequenti
Devo saper nuotare?
No. Quasi tutti gli esercizi si fanno in piedi, con l'acqua al petto e un corrimano vicino, sempre con il fisioterapista.
Va bene una piscina normale?
L'idrokinesiterapia si fa in acqua più calda di una piscina comune, intorno ai 32-36 gradi, che rilassa i muscoli. In acqua più fredda si può fare attività, ma l'effetto è diverso.
Quante sedute in acqua servono?
Dipende dall'obiettivo. Negli studi sull'artrosi i programmi duravano fino a 12 settimane; il fisioterapista definisce il numero in base ai tuoi progressi.
Posso fare idrokinesiterapia con una protesi?
Sì, una volta chiusa la ferita e con l'autorizzazione del chirurgo. È anzi una delle situazioni in cui l'acqua è più utile.
Fonti
- Cochrane, Aquatic exercise for the treatment of knee and hip osteoarthritis (Bartels E.M. et al.), 2016
- Wrightington, Wigan and Leigh NHS, Aquatic physiotherapy, informazioni per i pazienti, consultato 2026
- Royal Orthopaedic Hospital NHS, Hydrotherapy, consultato 2026
- Liebs T.R. et al., Multicenter randomized controlled trial comparing early versus late aquatic therapy after total hip or knee arthroplasty, Archives of Physical Medicine and Rehabilitation, 2012
- NICE, Low back pain and sciatica in over 16s: assessment and management (NG59), raccomandazioni
Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una visita medica o una valutazione fisioterapica.
Immagine: Henry Gray, Anatomy of the Human Body (1918), pubblico dominio, via Wikimedia Commons.
Altre domande su questa zona del corpo
Apri la mappa del corpo: tutte le risposte →19,90 €
Vuoi capire da dove viene il tuo dolore?
Prima seduta di 50 minuti: valutazione e trattamento nello stesso appuntamento, con un team di ortopedici, fisioterapisti e osteopati.
4,9 su 5 su MioDottore, oltre 4.000 recensioni · Convenzionati con diversi fondi sanitari
Tre centri a Roma, stesso listino
Dal lunedì al sabato, 8:00–20:00. Aperti anche il sabato pomeriggio.

