La realtà virtuale serve nella riabilitazione?
Il verdetto: In alcuni casi, sì. La realtà virtuale e i videogiochi di movimento possono rendere la riabilitazione più motivante e aumentare la quantità di esercizio. Le prove migliori riguardano l’ictus e mostrano benefici piccoli, maggiori quando la realtà virtuale si aggiunge alla terapia abituale.
In breve. La realtà virtuale in riabilitazione usa schermi, visori o videogiochi di movimento (gli exergame) per far fare esercizi dentro un ambiente simulato. Secondo la revisione Cochrane del 2025 su 190 studi e oltre 7.000 persone con ictus, rispetto alla terapia tradizionale può migliorare un poco la funzione del braccio e probabilmente l’equilibrio; i risultati sono migliori quando si aggiunge alla terapia abituale, anche perché aumenta il tempo di allenamento. Gli effetti indesiderati sono rari e lievi. Non è una cura miracolosa: è un modo per allenarsi di più e con più piacere.
A cura del team clinico Fisiosalaria: ortopedici, fisioterapisti e osteopati. Ultima modifica 31.10.2026.
La realtà virtuale è un ambiente creato al computer in cui ci si muove e si interagisce. Può essere immersiva, con un visore sugli occhi che fa sentire «dentro» la scena, o non immersiva, con uno schermo davanti e sensori o telecamere che leggono i movimenti. Gli exergame, da exercise e game , sono videogiochi in cui si gioca muovendo il corpo: colpire una palla virtuale, mantenere l’equilibrio su una pedana, seguire una coreografia.
L’idea è rendere l’esercizio più coinvolgente. Chi ripete cento volte lo stesso movimento si annoia; chi deve «prendere le mele che cadono» spesso non si accorge di quante ripetizioni sta facendo.
Come si usa la realtà virtuale in fisioterapia?
Si usa per allenare movimenti, equilibrio e attenzione con un riscontro immediato. Gli impieghi più comuni sono:
- arto superiore dopo un ictus: raggiungere, afferrare, spostare oggetti virtuali;
- equilibrio e cammino: spostare il peso su una pedana, schivare ostacoli, camminare in scenari simulati;
- allenamento cognitivo-motorio: compiti che chiedono di muoversi e decidere insieme.
Il fisioterapista sceglie il gioco e il livello in base agli obiettivi, osserva la qualità del movimento e corregge i compensi, cioè i modi «furbi» con cui il corpo aggira la difficoltà.
Cosa dicono gli studi sulla realtà virtuale dopo un ictus?
La revisione Cochrane pubblicata nel giugno 2025, quarto aggiornamento di un lavoro iniziato nel 2011, ha incluso 190 studi con 7.188 persone. I risultati principali:
- braccio: rispetto alla terapia tradizionale, la realtà virtuale può migliorare leggermente la funzione e l’attività del braccio;
- aggiunta alla terapia abituale: i risultati sono più promettenti, in parte perché aumenta il tempo totale di allenamento;
- equilibrio: può migliorare e ridurre le limitazioni nelle attività;
- mobilità, partecipazione e qualità di vita: gli effetti sono incerti per mancanza di prove solide;
- sicurezza: gli effetti indesiderati sono stati rari e lievi, come mal di testa o capogiri.
Gli autori notano che molti studi erano piccoli, usavano sistemi semplici ed economici, e pochi hanno testato i visori immersivi. Inoltre la maggior parte dei programmi allena il movimento, non ancora attività concrete come vestirsi o cucinare.
I videogiochi di movimento aiutano gli anziani con l’equilibrio?
Gli exergame sono studiati anche negli anziani per equilibrio e prevenzione delle cadute, con risultati promettenti ma prove meno solide rispetto all’ictus. Il loro vantaggio principale è far muovere di più persone che altrimenti farebbero poco esercizio.
Gli esercizi di equilibrio e forza restano la base della prevenzione delle cadute, con o senza schermo: trovi esempi pratici in esercizi per l’equilibrio negli anziani e i dati sul problema in Le cadute negli anziani: quanto sono frequenti e come si prevengono? Se si usano videogiochi a casa:
- scegli giochi lenti e controllati, senza salti o movimenti bruschi;
- libera lo spazio da tappeti e mobili bassi;
- tieni un appoggio stabile a portata di mano, come lo schienale di una sedia pesante;
- se il rischio di cadute è alto, fallo con qualcuno vicino.
Posso usare un visore o una console a casa al posto della fisioterapia?
Non al posto, ma in aggiunta può avere senso, se il programma è scelto con il fisioterapista. Il gioco misura i punti, non la qualità del movimento: si può vincere facendo il gesto sbagliato, per esempio alzando la spalla invece di estendere il gomito.
Il visore immersivo, poi, non è per tutti. Può dare nausea o capogiri(la cosiddetta cybersickness), toglie la vista dell’ambiente reale e aumenta il rischio di urti o cadute in chi ha poco equilibrio. Chi soffre di epilessia, vertigini importanti o disturbi della vista dovrebbe parlarne prima con il medico.
Perché la motivazione conta così tanto?
Perché il recupero del movimento dipende in gran parte dalla quantità di pratica, e la pratica si fa solo se non si molla. La realtà virtuale offre obiettivi chiari, punteggi, varietà e un riscontro immediato. Sono gli stessi ingredienti che aiutano chiunque a mantenere un’abitudine. Se fai fatica a essere costante, leggi anche Non riesco a fare gli esercizi con costanza: come faccio?
Quando farsi vedere subito
- Durante o dopo l’uso di un visore, capogiri che non passano, visione doppia o mal di testa forte e insolito.
- Caduta con dolore all’anca, al polso o alla testa, soprattutto se prendi anticoagulanti.
- In chi ha avuto un ictus, sintomi neurologici nuovi e improvvisi: bocca storta, debolezza di un lato, difficoltà a parlare. Chiama il 112.
Il parere del team Fisiosalaria
Vediamo spesso che il problema non è sapere quali esercizi fare, ma farli abbastanza a lungo. Da questo punto di vista la realtà virtuale e i giochi di movimento sono interessanti: trasformano la ripetizione in qualcosa di più leggero. L’errore più comune è aspettarsi che lo strumento faccia il lavoro da solo, o scegliere giochi troppo veloci per il proprio livello.
Quello che conta davvero è il programma: obiettivi chiari, progressione, controllo della qualità del gesto. Che sia con un elastico o con un visore, il principio non cambia. Se vuoi capire quali esercizi sono adatti a te, una valutazione è il punto di partenza.
Domande frequenti
La realtà virtuale è meglio della fisioterapia tradizionale?
Non in modo netto. Rispetto alla terapia tradizionale i benefici sono piccoli; il vantaggio maggiore si vede quando la realtà virtuale si aggiunge alla terapia abituale.
Servono visori costosi?
No. Molti studi hanno usato sistemi semplici, come console con sensori di movimento. Il visore immersivo non è indispensabile.
È adatta ai bambini?
Viene usata anche in età evolutiva, perché i bambini si motivano con il gioco. La scelta va fatta con il terapista che li segue.
La realtà virtuale fa male agli occhi?
Può dare affaticamento, nausea o capogiri in alcune persone. Sessioni brevi e pause aiutano; se i sintomi persistono, interrompi.
Fonti
- Cochrane, Virtual reality gives stroke rehab a new dimension, 2025
- Cochrane, Virtual reality for stroke rehabilitation (CD008349), 2025
- OMS, Physical activity: fact sheet, 2024
Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una visita medica o una valutazione fisioterapica.
Immagine: Viktor Bystrov su Unsplash.
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