Polpaccio gonfio o di nuovo dolorante dopo lo strappo: perché?
In breve. Dopo uno strappo il polpaccio può restare più grosso per settimane: di solito è gonfiore residuo, a volte una raccolta di liquido tra i muscoli o una cicatrice più spessa. Torna a fare male, dopo un primo miglioramento, soprattutto quando il carico cresce prima che la forza sia recuperata; età e strappi precedenti aumentano il rischio. L'ecografia descrive dove si trova la lesione e quanto è estesa, ma da sola non prevede le ricadute. Un polpaccio che si gonfia sempre di più, caldo e arrossato, va fatto vedere subito.
A cura del team clinico Fisiosalaria: ortopedici, fisioterapisti e osteopati. Ultima modifica 09.10.2026.
Lo strappo al polpaccio è la rottura di una parte delle fibre del gastrocnemio, il muscolo superficiale, o del soleo, quello profondo. Di solito guarisce bene. Ma nelle settimane successive capita spesso di avere dubbi: il polpaccio è ancora più grosso dell'altro, fa di nuovo male dopo essere migliorato, o il referto dell'ecografia è pieno di parole poco chiare.
Questo articolo risponde a questi dubbi. Per le tappe e i test del rientro c'è l'articolo su quando tornare a correre dopo lo strappo.
Perché il polpaccio resta più grosso dell'altro dopo uno strappo?
Nelle prime settimane il motivo più comune è il gonfiore residuo: liquido e sangue che si riassorbono lentamente, soprattutto se la lesione era estesa. Il polpaccio lavora come una pompa per le vene, e un muscolo dolente pompa meno: per questo il gonfiore tende ad aumentare la sera e dopo tante ore in piedi.
Altre possibilità sono:
- Raccolta di liquido tra gastrocnemio e soleo, tipica della lesione del gemello interno.
- Cicatrice più spessa, che si sente al tatto come una zona più dura.
Con il passare dei mesi succede semmai il contrario: il polpaccio infortunato tende a diventare più sottile, perché il muscolo perde massa se non viene allenato. Anche questo è un segnale utile: dice che serve più rinforzo.
Quando il gonfiore deve preoccupare?
Quando si comporta in modo diverso dal previsto. Va fatta una visita se:
- Il polpaccio si gonfia di più giorno dopo giorno, invece di sgonfiarsi.
- È caldo, arrossato o dolente in modo pulsante: dopo un trauma e con meno movimento il rischio di trombosi venosa aumenta.
- Si sente un nodulo duro che non cambia nel tempo.
Un'ecografia distingue in fretta gonfiore, raccolta di liquido, cicatrice e, con il doppler, una trombosi.
Perché il polpaccio torna a fare male dopo un iniziale miglioramento?
È una situazione molto comune. Le spiegazioni più frequenti sono:
- Carico aumentato troppo in fretta: il dolore cala prima che il muscolo abbia recuperato la forza, e ci si sente pronti troppo presto.
- Tessuto cicatriziale ancora immaturo, meno elastico del muscolo sano.
- Fatica: il soleo si stanca verso la fine della corsa, ed è lì che spesso ci si rifà male.
- Rinforzo incompleto: per esempio solo punte a ginocchio teso, che allenano il gastrocnemio ma poco il soleo.
- Fattori personali: una revisione sistematica pubblicata sul British Journal of Sports Medicine ha individuato l'età e un precedente strappo al polpaccio come i fattori di rischio più forti.
Un caso tipico: dopo tre settimane si torna a correre, i primi giri vanno bene, poi negli ultimi chilometri compare una fitta profonda. È il soleo stanco che cede.
E se il dolore che torna non è lo strappo?
A volte il dolore che ritorna ha un'altra origine. Gli indizi sono un dolore in un punto diverso o con caratteristiche diverse da prima:
- Tendine d'Achille irritato, con dolore più in basso, verso il tallone, e rigidità al mattino (vedi il tendine d'Achille dolorante).
- Nervo irritato, con formicolio o bruciore.
- Trombosi venosa, con gonfiore e calore.
Se il dolore torna più forte o diverso da prima, conviene farsi rivalutare invece di ripetere lo stesso programma.
Come leggere un'ecografia muscolare del polpaccio?
L'ecografia descrive dove si trova la lesione, quanto è estesa e se c'è una raccolta di sangue. I termini più frequenti nei referti sono:
- Giunzione miotendinea: il punto in cui il muscolo diventa tendine, la sede più frequente degli strappi.
- Aponeurosi: la lamina di tessuto fibroso che fa da struttura al muscolo. Quando è coinvolta, i tempi tendono ad allungarsi.
- Soluzione di continuo o discontinuità delle fibre: le fibre sono interrotte, cioè c'è una rottura.
- Area ipoecogena o anecogena: una zona scura nell'immagine, di solito liquido o sangue.
- Raccolta tra gastrocnemio e soleo: il quadro tipico della «gamba del tennista».
- Edema: tessuto imbibito di liquido, segno di sofferenza senza rottura evidente.
- Esiti cicatriziali o area iperecogena: una zona più chiara, spesso tessuto di riparazione.
Le misure aiutano, ma non dicono tutto. In uno studio su atleti professionisti, nessun aspetto della risonanza permetteva di prevedere chi si sarebbe rifatto male. La risposta del muscolo agli esercizi resta la guida principale.
Come si riparte dopo una ricaduta?
Facendo un passo indietro, non ricominciando da zero. Si torna alla tappa che non dava dolore, per esempio punte e saltelli, e si risale più lentamente. Conta soprattutto:
- Rinforzare entrambi i muscoli, a ginocchio teso e piegato, fino a carichi impegnativi.
- Aumentare una cosa alla volta: prima la durata, poi la velocità.
- Continuare il rinforzo anche dopo il ritorno, una o due volte a settimana.
Quando farsi vedere subito
- Polpaccio gonfio, caldo, arrossato o scuro, con dolore pulsante.
- Fiato corto o dolore al petto: chiamare il 112.
- Dolore improvviso fortissimo con impossibilità a caricare.
- Formicolio o debolezza del piede.
Il parere del team Fisiosalaria
Le ricadute del polpaccio raramente sono un caso. Quasi sempre raccontano un rientro troppo rapido o un rinforzo che si è fermato appena il dolore è passato. Vediamo anche molte persone preoccupate da un referto pieno di termini tecnici, quando il polpaccio in realtà sta rispondendo bene agli esercizi.
L'ortopedico legge l'ecografia insieme alla visita, il fisioterapista misura la forza dei due lati e ricostruisce le tappe, l'osteopata guarda come il corpo ha compensato. Se il polpaccio continua a ricadere, una valutazione aiuta a capire da dove viene il problema e da dove ripartire.
Domande frequenti
Quanto può durare il gonfiore dopo uno strappo?
Un lieve gonfiore serale può durare alcune settimane, più a lungo nelle lesioni estese. Se aumenta invece di calare, serve un controllo.
La cicatrice nel muscolo è un problema?
Di solito no: è il modo in cui il muscolo ripara. Il rinforzo progressivo aiuta il tessuto a diventare più resistente.
Dopo una ricaduta devo fermarmi del tutto?
Raramente. Si torna alla tappa precedente senza dolore e si risale con più gradualità.
Fonti
- Green B., Pizzari T., Calf muscle strain injuries in sport: a systematic review of risk factors for injury, British Journal of Sports Medicine, 2017
- Green B. et al., Return to play and recurrence after calf muscle strain injuries in elite Australian football players, American Journal of Sports Medicine, 2020 (sintesi ACFAS)
- Radiopaedia, Tennis leg
- NHS, Deep vein thrombosis (DVT)
Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una visita medica o una valutazione fisioterapica.
Immagine: Viktor Bystrov su Unsplash.
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